Rubrica Ambiente e mare Nautica n.530 del 06/2006

Numero 530 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.530 del 06/2006

ADRIATICO: SETTE PAESI, UNA BANDIERA

– Si chiama Euroregione Adriatica ed è una confederazione che comprende le regioni balcaniche e italiane che si affacciano sul Mar Adriatico. Una sorta di consorzio, insomma, fra i sette paesi rivieraschi (Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Serbia e Montenegro, Albania, Grecia e Italia) che hanno come “capitale” l’Adriatico. L’iniziativa è nata per iniziativa della Regione Molise in accordo con il Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa e con la Regione Istriana croata. L’obiettivo è quello di promuovere la cooperazione attraverso uno strumento che rafforzi i rapporti di buon vicinato e la realizzazione di progetti di cooperazione tra i diversi territori. Ogni regione avrà pari diritti. I settori di reddito individuati sono: Trasporti e Infrastrutture, Cultura e Turismo, Agricoltura, Ambiente, Pesca. La sede dell’Euroregione sarà a Pola e avrà una sua rappresentanza anche a Bruxelles.

EVINRUDE E-TEC E IL CENTRO RICERCA CETACEI PER PROMUOVERE LA CONOSCENZA DI DELFINI E BALENE

– Italmarine e il Centro Ricerca Cetacei daranno vita in partnership a un’importante campagna di sensibilizzazione del pubblico verso i delfini e le balene. Una pratica Guida all’avvistamento e al riconoscimento dei cetacei del Mediterraneo sarà stampata in 100.000 copie e distribuita da fine aprile nelle Capitanerie di Porto, nei circoli nautici e negli scali italiani che l’équipe scientifica del Centro toccherà nel suo percorso estivo di ricerca e censimento dei cetacei. Italmarine sponsorizza l’iniziativa con Evinrude E-TEC, il primo e unico motore fuoribordo vincitore in USA del premio “Clean Air Excellence” che EPA (l’Ente di protezione ambientale americano) attribuisce ai prodotti con tecnologie particolarmente attente nei confronti del rispetto ambientale. La Guida sarà disponibile anche presso i 250 Concessionari di Italmarine. Per informazioni: www.italmarine.it – www.centroricercacetacei.org.

100.000 DOLLARI PER ATTREZZI DA PESCA “INTELLIGENTI”

: li ha devoluti la Royal Caribbean International & Celebrity Cruises attraverso il proprio “Ocean Fund”, un fondo istituito dalla compagnia di navigazione per sostenere le organizzazioni dedicate alla tutela e conservazione dell’ambiente marino in tutto il mondo. Quest’anno, destinatario dei 100.000 dollari è l’International Smart Gear Competition, lanciata dal WWF per ispirare e premiare lo sviluppo di attrezzature da pesca che riducano la pesca accidentale di specie marine in pericolo. La Smart Gear Competition, che consegna un primo premio da 25.000 Dollari e due premi secondari da 5.000 Dollari ogni anno, è aperto a chiunque: pescatori, produttori di attrezzature professionali, studenti, ingegneri, scienziati e inventori. Royal Caribbean ha sviluppato a bordo di tutte le 28 navi della propria flotta un programma specifico denominato “Save the Waves”. Le navi della flotta sono state premiate nel dicembre 2005 per la tutela ambientale dal Porto di Stoccolma. A bordo di “Explorer of the Seas” è allestito l’unico laboratorio oceanografico al mondo installato su una nave da crociera: costantemente operativo, è gestito da studiosi dell’Università di Miami, del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e della National Science Foundation (www.rsmas.miami.edu/rccl). Royal Caribbean e Celebrity Cruises si distinguono nel panorama crocieristico anche per annoverare nel Comando Ufficiali di bordo la figura, unica nel suo genere, dell’Environmental Officer: a bordo di “Freedom of the Seas” (la nave più grande del mondo, che è stata inaugurata lo scorso 1° maggio) è addirittura presente un Environmental Officer donna e italiana.

IMMAGINATE DI ESSERE NELLA MENTE DI UNO SQUALO

: nuotare silenziosi in mare aperto, percepire debolissimi campi elettrici e impercettibili tracce di odori, navigare attraverso gli oceani guidati dal campo magnetico della terra. È quello che stanno tentando in America: cercare di “telecomandare” uno squalo, controllarne gli spostamenti e forse persino registrare le sue sensazioni. Il biologo Jelle Atema e i suoi studenti della Boston University hanno impiantato nel cervello di un palombo, degli elettrodi che consentono loro di “telecomandare” lo squalo attivando un’area del cervello dedicata all’olfatto. Lo squalo reagisce agli stimoli come se avesse percepito un odore interessante. Il passo successivo, secondo il responsabile del progetto Walter Gomes del Naval Undersea Warfare Center di Newport, Rhode Island, è di impiantare elettrodi simili nelle verdesche da rilasciare in Florida e successivamente controllate attraverso i potenti sonar della Marina. L’obiettivo, ufficialmente, è di approfondire la conoscenza di come gli animali interagiscano con l’ambiente e potrebbe avere un’importante ricaduta nella gestione delle paralisi dell’uomo. Ma l’obiettivo del Pentagono, più concretamente, è quello di sfruttare l’abilità degli squali di muoversi senza esser visti e di percepire scie chimiche ed elettriche in mare. Controllando i movimenti dell’animale, gli esperti del Pentagono sperano quindi di trasformarli in vere e proprie spie, capaci di seguire navi nemiche senza essere visti. Il progetto è finanziato dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), di Arlington, Virginia, ed è stato presentato all’Ocean Sciences Meeting di Honolulu, Hawaii.

UN TELESCOPIO CHE VEDE COME UN ASTICE

– È proprio il prelibato crostaceo, dotato di un campo visivo straordinariamente ampio, l’ispiratore di un nuovo telescopio a raggi X di ideazione europea. Al contrario dei moderni telescopi a raggi X, che hanno un campo di ripresa estremamente ridotto, il nuovo telescopio “Occhio d’Astice” sarà in grado di captare fino a 180° della volta celeste, consentendo di realizzare in poco tempo il lavoro che oggi viene svolto in anni. Il nuovo telescopio imita la struttura dell’occhio composto degli insetti e dei crostacei, costituito da una miriade lenti, ciascuna delle quali fornisce un tassello dell’immagine: dall’insieme delle singole segnalazioni risulta l’immagine completa. “In astronomia devi riuscire a guardare nel momento giusto nel posto giusto, e questo significa essere molto fortunati o guardare contemporaneamente ovunque” ha dichiarato Nigel Bannister dell’Università di Leicester, spiegando che il nuovo telescopio consentirà esattamente di osservare una vasta area del cielo stellato. L’idea di utilizzare lo schema visivo dei crostacei non è nuova: proposta per la prima volta nel 1970, ne parlammo sulle pagine di questa rubrica nel luglio del 1996. È stato però necessario attendere sinora per poter sviluppare le parti ottiche ma finalmente il Lobster All-Sky X-ray Monitor è finalmente in fase di sviluppo.

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