Rubrica Ambiente e mare Nautica n.533 del 09/2006

Numero 533 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.533 del 09/2006

PRONTO INTERVENTO TARTARUGHE

– 60.000: è il numero di tartarughe ogni anno catturate accidentalmente nel solo Mediterraneo. Di queste più di 10.000 solo in Italia, con una mortalità degli animali che va dal 10 al 50%. Ma le minacce che incombono sulle tartarughe marine sono anche altre: l’intenso traffico nautico, il turismo nelle spiagge dove avviene la deposizione delle uova, l’erosione delle coste e l’inquinamento delle acque. Hai visto una tartaruga spiaggiata o in difficoltà? Chiama subito il servizio di “pronto intervento tartarughe” al numero verde 800-904841. È attivo 24 ore su 24, grazie alla collaborazione di Europ Assistance al progetto Tartanet, una grande iniziativa per la conservazione della tartaruga Caretta caretta che coinvolge 31 partner italiani coordinati dal CTS Ambiente e resa possibile grazie al programma Life Natura della Commissione Europea.

SALVARE GLI SQUALI CON UNA CALAMITA

– È l’americano Michael Herrmann il vincitore del concorso Smart Gear 2006, competizione promossa dal WWF per l’ideazione di attrezzi di pesca selettivi che minimizzino la cattura accidentale di specie non oggetto di pesca. La sua invenzione permetterebbe di ridurre drasticamente il numero di squali che, ogni anno, abbocca agli ami calati per catturare tonni e pescispada. Il suo strumento si basa sul fatto che gli squali sono sensibilissimi ai campi magnetici: così ha scoperto che piazzando delle forti calamite in prossimità degli ami, gli squali evitano la tentazione dell’esca. Ogni anno decine di milioni di squali, in tutto il mondo, fanno questa fine e il problema è talmente grave e diffuso che alcune specie sono diminuite addirittura del 90% e ormai sono a rischio di estinzione. Il vincitore ha ricevuto 25.000 dollari per sviluppare la sua idea e commercializzarla. http://www.panda.org/news_facts/newsroom/index.cfm?uNewsID=68540

LA TERRA MAI COSI’ CALDA NEGLI ULTIMI 2000 ANNI

– “Il rapido aumento delle temperature non ha di sicuro equivalenti nei precedenti 400 anni e, molto probabilmente, non si è mai verificato nemmeno negli ultimi 2000 anni. Non esistono cause naturali che giustifichino l’ampiezza e la rapidità del recente riscaldamento: i gas serra emessi dall’uomo appaiono come il principale responsabile”. È la sentenza dell’autorevole Accademia delle Scienze americana, a cui la presidenza Bush aveva chiesto un parere definitivo dopo il rapporto presentato delle Nazioni Unite, accusato di parzialità. Resta da vedere in che considerazione il Congresso Usa, finora in maggioranza scettico sulla tesi delle responsabilità umane nell’effetto serra, terrà in considerazione il rapporto. http://fermat.nap.edu/catalog/11676.html http://sciencenow.sciencemag.org/cgi/content/full/2006/622/1.

UN VULCANO GRANDE COME L’ETNA

– si nasconde sotto il mare siciliano: Empedocle, così è stato battezzato, è in riposo e non mostra segno di eruzione imminente. Arriva a sfiorare la superficie ad appena sette metri di profondità ed è costituito dai resti dell’isola Ferdinandea, emersa di fronte a Sciacca nel giugno 1831 e dissoltasi pochi mesi dopo. L’isola Ferdinandea e i vicini banchi sottomarini “Terribile” e “Nerita” costituiscono i coni accessori di Empedocle, vulcano a forma di ferro di cavallo con una base di 25 per 30 chilometri e che si solleva per circa 500 metri dal fondo del mare. La scoperta è stata fatta nel corso di una campagna oceanografica condotta dal CoNISMa e dalla GA&A Productions, casa di produzione che ha realizzato un documentario, con la collaborazione scientifica dell’INGV nelle acque del Canale di Sicilia.

SCEGLIERE LA SPIAGGIA VIA SATELLITE

– semplicemente guardando la mappa delle temperature del Mediterraneo. Lo consentirà un giorno il sito Medspiration dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, che genera ogni giorno la carta delle temperature della superficie del mare, con una risoluzione di due chilometri. Informazioni importanti non tanto per i bagnanti, quanto, e soprattutto, per le previsioni meteorologiche e anche per seguire l’evoluzione del cambiamento climatico in atto. I sensori sono localizzati sui satelliti di diverse agenzie spaziali internazionali, le cui segnalazioni sono raccolte e integrate in una carta unica dal progetto europeo MedSpiration. http://www.medspiration.org/.

LE SPADARE ANCORA IN AZIONE

– A fine giugno, la Guardia Costiera aveva già sequestrato, lungo le coste della Penisola, un totale di un centinaio di chilometri di spadare, reti il cui utilizzo nei nostri mari è proibito ormai da più di un decennio. Nonostante il bando europeo e delle Nazioni Unite, questi “muri della morte”, assolutamente non selettivi e che mietono stragi fra i cetacei, continuano a essere calate da pescatori senza scrupoli. Le operazioni condotte in Campania, Sardegna e Toscana hanno visto il dispiegamento delle forze aeronavali del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

ITALIA MAGLIA NERA IN CAMPO AMBIENTALE

– 100 milioni di euro: tale è il conto che l’Europa potrebbe presentare all’Italia per 80 infrazioni in campo ambientale. Rifiuti, direttive habitat e uccelli e valutazione di impatto ambientale sono i settori più calpestati in fatto di regole comunitarie. Capitolo a parte merita la pesca: nel solo 2003 l’Italia è stata condannata a 11 milioni di euro di multa per pesca illegale. Delle 80 infrazioni 53 sono in fase precontenziosa (lettera di messa in mora e parere motivato); per 19 la Commissione Europea ha avviato la prima procedura di ricorso alla Corte di Giustizia e per 5 c’è stata la condanna. Sono otto quelle più gravi, con la condanna da parte della Corte e a forte rischio di sanzione pecuniaria. La classifica delle infrazioni ambientali ci trova saldamente in testa seguiti da Spagna (59), Francia e Gran Bretagna (37) e Germania (22). http://www.pecoraroscanio.it/index.php?mod=press&pressId=248.

I GIOVANI DELFINI NON DORMONO MAI? NON è VERO, DORMONO NUOTANDO

– Queste le innovative conclusioni di uno studio dei ricercatori dell’Acquario di Genova pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature. Lo scorso anno un gruppo di ricercatori russo-americani sostenne che i delfini neonati (Tursiops truncatus) non dormono quasi mai, contrariamente a tutti gli altri mammiferi studiati. Questo pose dei dubbi rispetto alle teorie secondo cui la notevole quantità di tempo dedicato al sonno dai cuccioli di tutti i mammiferi fosse legata alla necessità di consolidare le esperienze della veglia nelle fasi precoci di apprendimento e maturazione cerebrale. Attraverso l’osservazione e la raccolta di dati, i ricercatori dell’Acquario di Genova hanno verificato che, nonostante i giovani delfini non interrompano mai il nuoto per riposare in superficie, questi trascorrono una considerevole quantità di tempo addormentati. La peculiarità è che nel corso del primo anno di vita i piccoli di tursiope dormono esclusivamente nuotando e rivelano, come tutti i cuccioli di mammiferi, un sonno disordinato e distribuito sia nelle ore diurne che notturne (per circa 12 ore in totale). Crescendo, il delfino tende a ridurre le ore di sonno diurno, mentre le ore di sonno notturno si stabilizzano, per un totale di circa 7-8 ore. Tale evoluzione del comportamento di sonno ricalca quella dei mammiferi terrestri, incluso naturalmente l’uomo.

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