Nautica On Line – Ambiente mare n. 559

Numero 559 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

PRIVATIZZARE I PESCI

– Per gli scienziati non ci son dubbi: il modo migliore per proteggere gli stock di pesce è di assegnare delle quote fisse ai pescatori. Il sistema è semplice: determinare una quantità massima di catture, basata sulle indicazione degli scienziati, e suddividerla poi in quote assegnate alle barche o flotte della zona. Le quote, fisse e garantite per un certo numero di anni, possono essere comprate o vendute. E acquistano valore quando le popolazioni di pesce aumentano: per questo ogni pescatore ha tutto l’interesse a difendere e conservare le risorse. Analizzando oltre cento marinerie gestite in questo modo su un totale di oltre 11mila in molti paesi come Nuova Zelanda, Australia, Islanda, Canada e USA (non in Europa) i ricercatori dell’Università della California Santa Barbara hanno concluso sulla rivista Science che con questo metodo gli stock hanno il doppio delle probabilità di resistere al collasso, rispetto ad aree dove la pesca è libera. “Dove non vengono assegnate quote di cattura individuali, in periodi di ‘magrà spesso i pescatori chiedono al legislatore di aumentare le quantità catturabili” confermano i ricercatori. “Nelle marinerie dove si adotta il sistema delle quote individuali, invece, sono i pescatori stessi che a volte chiedono di ridurre la quantità di pescato: sanno che se limitano le catture un anno l’anno successivo lo stock crescerà e avranno maggiori redditi”. www.ia.ucsb.edu/pa/display

SCARICHI NAVI NEI PORTI: CONDANNATA L’ITALIA

– Molti porti italiani non hanno un piano di raccolta e gestione degli scarichi delle navi compatibili con i dettami dell’UE. Lo afferma la Corte di Giustizia dell’Unione, che ha condannato l’Italia perché non ha elaborato né applicato alcun piano per una decina di porti tra cui Augusta, Brindisi, Reggio Calabria, Palermo, Mazara del Vallo, Chioggia, Venezia, Porto Cervo Marina e Marina di Portosole. Per rafforzare la protezione dell’ambiente marino, l’Europa ha introdotto nel 2000 una direttiva che impone piani di raccolta e gestione dei rifiuti prodotti dalle navi, al fine di ridurre gli scarichi in mare da parte delle imbarcazioni che utilizzano porti della Comunità europea. Le regole riguarderebbero tutti i natanti (tranne le navi militari, quelle possedute e gestite dallo Stato ai fini non commerciali, quelle esercenti servizi di linea) che operano nei porti dello Stato italiano, indipendentemente dalla bandiera di appartenenza. Napoli, Ravenna, Taranto e Trieste sono in regola; sostengono le autorità italiane che negli altri porti la gestione di scarichi e rifiuti delle navi è effettuata secondo le ordinanze dei comandanti di porto. Per i giudici europei, però, non è sufficiente. curia.europa.eu

CAPODOGLI, BALENOTTERE, PESCISPADA, MANTE E TANTI DELFINI

– Sono stati davvero molti gli avvistamenti spettacolari immortalati quest’estate e inviati al concorso “Chi l’avvisto?” del CTS Ambiente e Repubblica. Il vincitore, con uno splendido scatto di delfino comune, è Andrea Galli, 35 anni, di Castelverde (Cremona). Quella mattina di metà luglio si trovava nel parco marino di Alonissos, in Grecia. “Stavamo facendo il giro dell’arcipelago su una barca a vela, tipica dei pescatori del posto – ricorda – dopo un’oretta abbiamo visto questo gruppo di delfini a 200 metri, grazie al fatto che l’imbarcazione non aveva motore siamo riusciti ad avvicinarci. In un attimo ci siamo trovati circondati: erano da tutte le parti, giocavano e saltavano intorno a noi. È stata un’emozione fortissima”. A dispetto del nome, il delfino comune (Delphinus delphis) è un animale raro e minacciato: la popolazione che vive in Mediterraneo è stata inserita dal 2007 nella lista rossa stilata dall’IUCN, l’Unione internazionale per la conservazione della natura. Al vincitore un viaggio naturalistico da scegliere tra quelli inseriti nel catalogo Pianeta Natura del CTS. Stenella, tursiope, capodoglio, manta, pescespada e persino la rarissima foca monaca sono gli animali immortalati tra i dieci scatti che si aggiudicano una macchina fotografica Nikon Coolpix L10. www.ilvelierodeidelfini.it/2008/chilavvisto.html

PAPERELLE IN GROENLANDIA PER SVELARE I SEGRETI DEGLI ICEBERG

– Una sonda progettata per Marte e una manciata di paperelle di plastica: sono questi gli strumenti della NASA per tracciare il percorso dei fiumi che scorrono nelle viscere degli iceberg. Nelle fenditure che il riscaldamento globale sta provocando nel ghiaccio, gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory hanno calato una sonda hi- tech che è scesa fino a 100 metri e ha consentito di vedere per la prima volta il flusso impetuoso di una delle molte vene d’acqua che scorrono nel ghiaccio. Ma per scoprire fin dove si spinge l’acqua dell’iceberg una volta abbandonato il castello di ghiaccio, gli scienziati si sono affidati a novanta paperelle di plastica, le stesse con cui giocano i bimbi nella vasca da bagno. Saranno loro – se verranno recuperate e il loro ritrovamento segnalato alla NASA – a mostrare fin dove si spinge l’influenza dei ghiacciai lungo la costa, e a fornire elementi essenziali a capire come lo scioglimento dei ghiacci artici influenzerà l’innalzamento del livello del mare. Secondo i calcoli dell’ingegnere della NASA responsabile del progetto, Alberto Behar, i giocattoli di gomma dovrebbero ricomparire da qualche parte nella Baia di Baffin, al largo delle coste nordorientali del Canada. Fino a settembre, però, non si era ancora fatto vivo nessuno: “Ma non è che siano zone dove va a spasso molta gente”, scherza Behar. L’esperimento rientra negli sforzi lanciati dal Consiglio Artico, la federazione che unisce tutti i paesi che si affacciano sul circolo polare, per comprendere quanto stia accadendo in Groenlandia in vista della conferenza internazionale sui cambiamenti climatici in programma a Copenaghen a fine 2009. www.jpl.nasa.gov/news/features.cfm?feature=1243

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