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Numero 589 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica
Nautica On Line – Ambiente mare n. 589

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<h1 class=NOTIZIE DAI
MARI DEL GLOBO

a cura di
Eleonora De Sabata

Pubblicato su Nautica
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<h2 class=AMBIENTE MARE n. 589 CENSIMENTO DEGLI SQUALI BIANCHI
Sarebbero poco più di duecento gli squali bianchi che popolano le coste centrali della California: per la precisione 219, tra adulti e adoloscenti. Un numero sorprendentemente basso secondo Taylor Chapple, autore principale della ricerca, soprattutto se paragonato ad altri predatori al vertice della catena alimentare: per fare un esempio, sarebbero 1.145 le orche lungo la costa canadese e 1.526 gli orsi polari nel mar di Beaufort meridionale. Non sappiamo se cent’anni fa il loro numero fosse molto più alto, visto che è la prima volta in tutto il mondo che si tenta un censimento del genere, e solo gli anni a venire potranno stabilire se si tratta di una popolazione stabile o in declino e a rischio. La stima, pubblicata dai ricercatori della University of California Davies su Biology Letters, si basa sull’analisi di 321 fotografie scattate in tre anni consecutivi nelle zone dove gli squali si radunano stagionalmente, le isole Farallon e Tomales Point. Ogni esemplare ha infatti una sua distinta fisionomia e la pinna dorsale, grazie alla forma o alla presenza di tagli e cicatrici, rappresenta la sua “impronta digitale”. Si sono potuti così schedare ben 131 individui e, grazie a un metodo statistico, stimare in poco più del doppio il numero di squali bianchi adulti che visita regolarmente le coste della California centrale.

UN ERRORE DI ROTTA PORTO’ GLI SQUALI BIANCHI DALL’AUSTRALIA IN MEDITERRANEO?
È l’unica risposta che i ricercatori dell’Università di Aberdeen riescono a dare a una incredibile scoperta: gli squali bianchi mediterranei hanno un corredo genetico diverso da quello degli squali del vicino Atlantico, ma uguale a quello degli squali australiani! I ricercatori hanno analizzato i pochissimi campioni di DNA disponibili in Mediterraneo, appena quattro, ma i risultati non lasciano dubbi. Per spiegare questa stranezza Les Noble, dell’Università di Aberdeen, in Scozia, e autore principale dello studio, suggerisce i cambiamenti climatici. Gli squali bianchi compiono regolarmente lunghissime migrazioni in cerca delle loro prede, seguendo correnti che, a causa del diverso clima, scorrevano in modo diverso dalle attuali. Un errore di navigazione, ipotizzano gli scienziati, portò alcuni esemplari a entrare in Mediterraneo e fra di essi anche qualche femmina gravida, che qui partorì. L’abitudine degli squali bianchi a tornare a riprodursi nello stesso luogo dove sono nati avrebbe reso i figli degli “smarriti” il nucleo fondatore di una nuova popolazione mediterranea. Questa scoperta evidenzia come gli squali bianchi mediterranei, inseriti nella Lista Rossa delle specie a rischio estinzione, siano in una situazione critica, visto che non possono contare su eventuali “rinforzi” atlantici.

IDEE PER PROMUOVERE LE ENERGIE RINNOVABILI NELLE ISOLE MINORI
Pensiline a energia solare in aree portuali, tegole fotovoltaiche mimetizzate negli edifici, sistemi di illuminazione tecnologici che valorizzano il paesaggio delle nostre isole minori: sono alcuni dei progetti premiati alla prima edizione del concorso internazionale di idee “L’energia solare per le isole minori italiane” promosso da Marevivo con GSE, ENEA e i Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Si replica anche quest’anno, con l’invito a universitari, professionisti e imprese a presentare progetti di dispositivi o impianti che sfruttino al meglio le risorse energetiche naturali, coniugando le esigenze di sviluppo locale con la valorizzazione del patrimonio paesaggistico delle isole minori e delle aree marine protette. Per informazioni: concorsoidee@gse.it

LE BALENE DI CIVITAVECCHIA
Avviso ai naviganti: se navigate in prossimità di Civitavecchia fate attenzione a balene e stenelle, i piccoli delfini d’alto mare. L’invito parte da Luca Marini dell’Accademia del Leviatano, sulla base dei risultati della campagna d’osservazione cetacei 2010 a bordo dei traghetti Corsica-Sardinia Ferries lungo il tratto Civitavecchia-Golfo Aranci. In quaranta viaggi, 150 ore di osservazione sulla plancia di comando e 4.700 miglia percorse, i ricercatori hanno osservato 142 cetacei di sei specie diverse: ben 68 balenottere, molti delfini, un grampo, due capodogli e otto zifi, quest’ultimi animali decisamente insoliti e schivi in Mediterraneo. Molti gli avvistamenti in prossimità di Civitavecchia, soprattutto in periodi di intenso traffico nautico: di qui l’invito dei ricercatori a fare attenzione durante la navigazione.

BALENOTTERA SPIAGGIATA: SMAGRITA, COL MORBILLO E PROBLEMI RENALI
La balena spiaggiatasi in Versilia lo scorso gennaio era malata di morbillo e toxoplasmosi. Ma la causa della sua morte è stata provocata probabilmente da un complesso di cause e non solo di un evento, come ha spiegato Sandro Mazzariol dell’Università di Padova: l’animale _ un maschio di 17 metri _ infatti era debilitato, smagrito e soffriva di problemi renali. Impossibilitata a nutrirsi, ha via via utilizzato le sue riserve di grasso, dove si accumulano le sostanze tossiche assunte attraverso la catena alimentare, rimettendo in circolo dosi massicce di contaminanti: nei suoi tessuti le analisi hanno registrato quantità dieci volte superiori a quelle di altri cetacei spiaggiati (foto Università di Firenze).

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