YAMAHA XSR 700 ABS

Daniele Carnevali
Scritto da Daniele Carnevali

La moda delle special rétro, con numerosi modelli economici degli anni passati tramutati dagli esperti tuner in affascinanti scrambler, tracker, brat e in diverse altre configurazioni motociclistiche, non ha lasciato indifferenti neanche le case motociclistiche. Se da una parte abbiamo brand come Triumph e Royal Enfield che da sempre hanno in listino prodotti chiaramente vintage, dall’altra alcune case motociclistiche hanno visto in questo nuovo segmento di mercato un’opportunità da non perdere. È il caso di Ducati con la Scrambler ma anche di Yamaha che, facendo sua la politica “Faster Sons”, ha introdotto una serie di modelli ispirati alle vecchie leggende della casa dei tre diapason. “Faster Sons” è la filosofia con la quale Yamaha rivede in chiave moderna alcune icone del passato come per esempio la XS650, che ha nel nuovo modello XSR700 il suo “figlio più veloce”, una naked che dietro un design ispirato al passato nasconde una ciclistica evoluta, un motore moderno e contenuti tecnologici di ultima generazione.

Derivato dalla MT-07, questo modello propone un’estetica elegante e accattivante in cui spiccano l’elemento circolare inglobato sul manubrio che tramite un monitor digitale mostra le informazioni di contagiri, tachimetro e computer di bordo, i fari di forma ogivale e la sella in pelle a due texture. Il serbatoio in alluminio, della capienza di 14 litri, è disponibile nelle varianti cromatiche Forest Green, Garage Metal (alluminio satinato a vista) e nella livrea 60th Anniversary ispirata alle motociclette con cui gareggiava Kenny Roberts.

Adesso è il momento di salire in sella e vedere le doti dinamiche di questo bel giocattolo. In sella la posizione è piuttosto comoda e la ridotta altezza consente di poggiare entrambi i piedi a terra, facendoci sentire ben inseriti e padroni del mezzo. La triangolazione tra sella, pedane e manubrio permette di guidare con il busto eretto senza penalizzare, eventualmente, una guida più sportiva e carica sull’anteriore. Una volta acceso, il motore bicilindrico in linea frontemarcia “crossplane” da 689cc emana un sound cupo e profondo, merito anche del terminale corto come sulle moto sportive.

Inserita la prima, la moto si muove agile nel traffico cittadino grazie a una geometria reattiva, un interasse corto e una corretta distribuzione dei pesi, con i suoi 186 chili che non si fanno sentire neanche alle basse velocità. Il reparto sospensioni, composto da una forcella tradizionale con 130 millimetri di escursione e da un forcellone oscillante con Monocross orizzontale sempre da 130 millimetri, ha una taratura standard adeguata ad assorbire le asperità dell’asfalto cittadino ma un po’ cedevole al posteriore nella guida sportiva fuoriporta.

Nulla che non possa essere sistemato con qualche piccola regolazione. Il bicilindrico in linea spinge che è un piacere senza buchi sin da fermo fino al massimo regime, supportato da un cambio a sei marce che svolge egregiamente il suo lavoro. I quasi 75 cavalli a 9.000 giri sembrano addirittura sottostimati, mentre la coppia di 68 Nm a 6.500 giri permette di guidare senza strapazzare il cambio. La frenata è sicura e pronta, grazie anche all’ABS di serie che serve ma non disturba, ed è affidata a un doppio disco anteriore da 282 millimetri – su cui agiscono pinze a quattro pistoncini – e a un singolo posteriore da 245 millimetri.

I Pirelli Phantom di primo equipaggiamento sono perfetti per questa moto grazie al design rétro e al gommone posteriore da 180/55 che conferisce aggressività al mezzo. Le doti di tenuta sono encomiabili anche forzando la piega e il feedback trasmesso al pilota, anche su asfalto umido, è quello proverbiale dei pneumatici dell’azienda italiana. In definita si tratta di una moto affascinante, valida sia per i neofiti sia per gli smanettoni ma anche per le ragazze alla ricerca di un mezzo facile che non manchi di appeal, che ha dalla sua un motore divertente, consumi contenuti e un prezzo di acquisto abbordabilissimo. Inoltre, la XSR700 è disponibile anche nella versione da 35 kW per neopatentati.
E per chi volesse personalizzare il proprio modello, Yamaha propone due sistemi di scarico, uno con doppio terminale e l’altro con un singolo terminale alto, una monosella, una sella piatta in stile brat e protezioni laterali in alluminio.
Info: www.yamaha-motor.it

Scheda tecnica

  • Lunghezza: mm 2.075
  • Larghezza: mm 820
  • Altezza: mm 1.130
  • Altezza sella: mm 815
  • Interasse: mm 1.405
  • Peso in ordine di marcia: kg 186
  • Capacità carburante: 14 litri – Telaio: a diamante
  • Sospensione anteriore: forcella telescopica mm 130
  • Sospensione posteriore: forcellone oscillante (leveraggi progressivi) mm 130
  • Avancorsa: mm 90 – Inclinazione cannotto: 24°50
  • Freno anteriore: doppio disco idraulico, Ø mm 282
  • Freno posteriore: disco idraulico, Ø mm 245
  • Pneumatico anteriore: 120/70 ZR 17M/C (58V)
  • Pneumatico posteriore: 180/55 ZR 17M/C (73V)
  • Motore: 2 cilindri, raffreddato a liquido, 4 tempi, DOHC, 4 valvole
  • Cilindrata: 689 cc (mm 70,0×68,6)
  • Potenza massima: 55,0 kW (74,8 CV) a 9.000 giri/min
  • Coppia massima: 68,0 Nm (6,9 kgm) a 6.500 giri/min
  • Frizione: in bagno d’olio, dischi multipli
  • Alimentazione: iniezione
  • Trasmissione: sempre in presa, 6 marce
  • Consumi dichiarata: 4,3 l/100 km – CO2 Emission: 100 g/km.

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