Crociere subacquee Mar dei Coralli

Mar dei Coralli, forse il più ricco biologicamente ai nostri giorni. Un sistema di montagne sommerse intorno alle quali impazzisce la vita marina.

OLTRE LA GRANDE BARRIERA

Un antico sconvolgimento della crosta terrestre al largo del Queensland ha portato quasi in superficie, da tremila metri di profondità, un sistema di montagne sommerse intorno alle quali impazzisce la vita marina: immergersi nel Mar dei Coralli, forse il più ricco biologicamente ai nostri giorni, è possibile, per chiunque desideri vivere questa esperienza, con un facile volo di diciotto ore ed una notte di barca.

Testo e foto di Eleonora
de Sabata e Roberto Rinaldi


Blu a prua, blu a poppa: intorno a noi solo il mare. Siamo nel Mar dei Coralli, a 200 miglia dalla costa nord-orientale australiana. Sotto di noi, un sistema di gigantesche montagne sottomarine sale ad anello da più di tremila metri di fondo fin quasi in superficie: un viaggio tra realtà distinte ed impermeabili l’una all’altra. Un viaggio che parte dagli abissi più neri dell’Oceano Pacifico, attraverso un blu che assume via via una consistenza sempre diversa: dal blu inchiostro, dal viola denso e vischioso delle profondità inaccessibili, al blu liquido dei cinquanta metri dove l’acqua è inesistente, invisibile da quanto è limpida. Il mondo esterno, in superficie, è identificato nella minuscola forma del nostro veloce catamarano. Sotto, un’ultima risalita che termina nell’azzurro luminoso, carico dei colori vivaci dei miliardi di piccoli e grandi pesci che da questo blu sconfinato sono stati generati.

E’, questo, il mare più vivo del pianeta Terra, lo stesso mare che poche decine di chilometri più ad Ovest ha dato origine alla Grande Barriera Corallina. Non è difficile credere di essere esattamente nel centro di diffusione, verso tutti i mari del mondo, di tutte le principali varietà di organismi marini; è facile persuadersi che tutto sia iniziato qui, in quella sorgente di forme e di colori che è il bacino dell’Indo – Pacifico, e forse non è un caso che proprio qui si trovi il più alto numero di specie di pesci di barriera.

Australia! Diciotto ore di aereo per andare dall’altra parte del mondo, diciottomila chilometri per saltare su una barca, ignorare la Grande Barriera Corallina e andare direttamente nel cuore del Coral Sea, dove il mare è più blu, dove il grande è gigantesco e dove le immersioni sono esperienze indimenticabili.

Dopo una nottata di navigazione da Townsville siamo finalmente giunti a Flinder’s Reef, il più prossimo dei reef del Mar dei Coralli, ed anche uno dei più grandi (circa 12 miglia per 19). L’immensa laguna interna, se di laguna si può parlare, è abbastanza bassa (relativamente ai tremila metri del fondale che la circonda) ed è cosparsa di “bommies”, questo è il nome aborigeno che identifica i pinnacoli di corallo. Una piccola isola di sabbia bianca sfida l’orizzonte: per miglia e miglia Sand Cay, “Lingua di Sabbia”, è l’unica terraferma in mezzo al mare.

Ci tuffiamo e siamo subito avvolti dall’acqua fresca e trasparente, silenziosamente carica di tutti i suoni prodotti da miliardi di esseri: il costante crepitio dei crostacei, il sonoro schiocco di una cernia che fugge via. L’acqua è straordinariamente limpida, ma d’altronde una visibilità di oltre cinquanta metri nel Mar dei Coralli è la normalità. Attraversiamo un corridoio che dal pianoro ci porta sulla parete: guardando in basso, soltanto il blu cupo della profondità. Siamo giunti sulla soglia, di qui in avanti la parete non interromperà mai la sua caduta. Il senso di vertigine c’è, ed è sensibile. Tutto è sproporzionato o forse, al contrario, tutto è a misura delle gigantesche dimensioni di questa parete senza fine. I coralli duri, con l’aumentare della profondità, hanno lasciato spazio ad un fitto bosco di gorgonie gialle. Ci sentiamo dei novelli Gulliver a passeggio fra i campi di Brobdingnag, dove le piante di grano raggiungevano i dieci metri di altezza: le gorgonie sono spettacolari! Una in particolare… è semplicemente eccessiva. Tui, il nostro divemaster neozelandese, razza Maori, ci racconta di averla misurata: è grande cinque metri! Due crinoidi dai colori violenti si riparano sul lato “sottovento” della gorgonia: la fitta trama dei rami e dei polipi rompe il flusso notevole della corrente. Sono vicinissimi, le loro braccia piumate si toccano, si intrecciano. Scopriamo fra i loro rami una invenzione bizzarra della natura: due gamberetti vivono tra i cirri dei crinoidi. Sono identici, due piccole Galatee; identici, tranne nel colore: uno rosso, l’altro nero e giallo, rispecchiano fedelmente il colore dei loro ospiti.

Volgiamo le spalle al paese dei giganti e guardiamo verso il mare aperto. Tre squali grigi pattugliano instancabilmente la loro zona. La corrente, abbastanza forte, sembra non avere alcun effetto sul loro pigro e fluido ondeggiare. Ci osservano, sospettosi, distraendoci quel tanto che basta per farci accorgere solo all’ultimo momento dei due squali martello che stanno sfilando pochi metri sotto di noi. Le gigantesche torri che formano questo reef sono un punto di attrazione irresistibile per i grandi pelagici che viaggiano nella vastità del Pacifico. Per loro la profondità non è certo un problema; noi, al contrario, siamo assai prossimi al nostro limite. Piccoli, goffi e rumorosi, incerti nella corrente e limitati al sottilissimo strato superficiale che avvolge la montagna sommersa, rimaniamo lì, la schiena incollata alla parete, ad osservare il passaggio di queste formidabili ed indifferenti creature del mare.

NOTIZIE UTILI

Come arrivarci
Il Mar dei Coralli, come la Grande Barriera Corallina, è situato al largo del Queensland, lungo la costa nord-orientale australiana. Punti di imbarco per le crociere sono a Cairns e Townsville, a diverse migliaia di chilometri a Nord (circa quattro ore di volo) da Sidney; proprio per evitare questo disagio, nella cittadina di Cairns è stato creato un aeroporto intercontinentale. Qantas, la compagnia di bandiera australiana, è l’unica linea aerea che dall’Italia assicura il collegamento con questo scalo, via Bangkok. Per quanto sia meno faticoso della rotta su Sidney o Brisbane, il viaggio verso la Barriera è comunque abbastanza lungo: la partenza avviene il pomeriggio da Roma e l’arrivo la sera del giorno successivo, ora locale, in Australia.

Crociere
L’organizzazione universalmente riconosciuta come la più efficiente e professionale ad operare sulla Grande Barriera Corallina e nel Mar dei Coralli, è la “Mike Ball Dive Expedition”. Questa organizzazione possiede tre catamarani con i quali effettua un totale di 170 crociere l’anno: dalle più brevi di un paio di giorni, alle più lunghe di dodici giorni di immersione. Tutte le barche sono dotate di aria condizionata, televisione e video-registratore; sviluppo diapositive a bordo; corrente a bordo sia a 110 V che a 220 V per ricaricare le batterie. E’ possibile affittare, oltre alla intera attrezzatura subacquea – incluso eventualmente il computer da immersione – anche macchine fotografiche e videocamere subacquee. Le crociere della Mike Ball Dive Expedition sulle tre barche Spoilsport, Supersport e Watersport sono distribuite in Italia dalla Scubatour di Roma (tel. 8088989 – 8080392).

Le immersioni
Quattro immersioni al giorno è il massimo consentito dalla legge. Il periodo migliore per immergersi è il tardo inverno e la primavera australiana: il che vuol dire da agosto a novembre – dicembre. In realtà la bella stagione non conosce soste; ma è in questo periodo che si ha il miglior bilanciamento fra temperatura esterna (in estate il caldo è soffocante), e temperatura e limpidezza dell’acqua. L’acqua in inverno ha una temperatura di media di 24 gradi centigradi; d’estate raggiunge i 29 gradi. Una buona muta da tre millimetri è l’ideale in ogni periodo dell’anno.

Clima e abbigliamento
Quasi un terzo dell’intera Australia, e più della metà di tutto il Queensland, è compreso nella fascia tropicale. In questa zona, il clima è mite per tutto l’anno. L’inverno è la stagione più secca, probabilmente la migliore per visitare questo continente; come termine di paragone, potremmo dire che l’agosto australiano è un po’ l’equivalente di un maggio – giugno italiano. Di sera, soprattutto in mare, la temperatura scende sensibilmente ed è necessario un abbigliamento più pesante.

Le stagioni
Sono naturalmente invertite rispetto alle nostre: l’estate corrisponde al trimestre dicembre – febbraio; l’autunno a marzo – maggio; l’inverno a giugno – agosto e la primavera al trimestre settembre – novembre.

Visto e vaccinazioni
E’ necessario il visto, ottenibile con facilità presso l’ambasciata Australiana (sede a Roma, Corso Trieste, 2C, tel. 832721). Non è necessario alcun vaccino. L’Australia è un continente molto isolato, immune da molti parassiti e da alcune malattie: l’importazione di frutta, verdura, piante ed animali è severamente controllata.

Per ulteriori informazioni, contattare il Queensland Tourist Corporation, Neuhauser STR. 16 – 8000 Munich 2 – Germania – Fax 089/2603530 – Tel 2609693.

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