Fari e Fortezze dell’Argentario

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“Fari e Fortezze dell’Argentario” è il tema della interessante conferenza tenuta venerdì 11 agosto sera allo Yacht Club Santo Stefano dal professor Gualtiero Della Monaca e dal comandante Daniele Busetto, per i soci e invitati.

Dopo la presentazione dei conferenzieri da parte del presidente dello YCSS Piero Chiozzi, il primo intervento del direttore del Centro Studi Don Pietro Fanciulli a Porto santo Stefano ha trattato gli aspetti storici che nel corso dei secoli hanno contraddistinto il Monte Argentario, quello religioso con i Conventi, S. Paolo della Croce e l’Abbazia delle Tre Fontane, commerciale dei porti e approdi e le attività economiche legate alla pesca in mare (tonnara, corallo, menaite, paranze), poi quello turistico che di recente è diventato la voce più importante dell’economia argentariana, ma il professore si è soffermato di più sull’aspetto che ha dominato e influenzato la vita degli abitanti dei luoghi per oltre quattro secoli, quello stategico-militare. Gualtiero Della Monaca, partendo dalla situazione venutasi a creare in Italia nel corso del XVI secolo, ha ripercorso le fasi che hanno portato alla nascita dei Reali Presidi di Toscana, voluti dal re di Spagna Filippo II e, dopo aver mostrato virtualmente le fortificazioni spagnole, ha illustrato lo sviluppo e le vicende del sistema difensivo nei secoli successivi, caratterizzati dalle dominazioni austriaca, napoletana, francese e granducale e poi con l’Unità d’Italia, lo smantellamento del vecchio sistema difensivo, precisando che l’importanza strategica della zona non cessa, tanto è vero che in funzione della difesa di Roma capitale viene costruito il poderoso Forte del Pozzarello, struttura costiera costruita nella seconda metà dell’Ottocento, che secondo i progetti dell’epoca doveva diventare una grande base della Regia Marina Italiana. Questa funzione militare continua anche in piena II Guerra Mondiale e ne fa le spese , purtroppo, l’abitato di Porto S. Stefano che, colpito da oltre cento bombardamenti alleati, viene completamente distrutto.

Il secondo conferenziere, Daniele Busetto ha illustrato passato, presente e future destinazioni dei fari della Costa d’Argento che, oltre ad essere parte integrante del paesaggio del comprensorio, sono patrimonio architettonico dell’intera Penisola. Il comandante, scrittore di mare e proprietario della galleria ARTEMARE di Porto Santo Stefano, ha illustrato con foto e mappe i fari dell’Argentario, Talamone, Isola del Giglio, Giannutri e delle Formiche di Grosseto che in passato sono stati anche fonte ispiratrice di dipinti, scritti e film. In particolare, si è soffermato sulle recenti concessioni date dall’Agenzia del Demanio, progetti privati volti a dare nuova vita ai due fari dell’Isola del Giglio e delle Formiche di Grosseto che prevedono la loro valorizzazione con il fine anche di rilanciare l’economia dei luoghi. Infine ha comunicato la notizia non ancora ufficiale che riguarda la gara in autunno per la concessione del Faro di Punta Lividonia a Porto Santo Stefano, con l’augurio che possa diventare il Museo Nazionale dei Fari d’Italia e quella riguardante il Faro di Giannutri che dovrebbe essere assegnato all’Ente Parco dell’Arcipelago Toscano.

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