AROUND THE WORLD DEL “MESSER POLO” Parte seconda

Nautica Editrice
Scritto da Nautica Editrice

con Lauretta Gavagnin IK3NWS e Vincenzo Scarpa

Per quattro anni, dal 1992 al 1995 Giulio Tochet I3TXQ ha seguito via radio il giro del mondo in barca a vela di Lauretta Gavagnin e della sua famiglia (leggi la prima parte).

Parte Seconda
Il 13 aprile 1993 segna la data dell’attraversamento dell’equatore e l’ingresso nell’emisfero australe, gran battesimo a bordo per l’avvenimento.
Il 19 aprile 1993 sosta alle isole Galapagos, visita al parco naturale che un tempo ospitò Darwin durante uno dei suoi viaggi di studio sull’evoluzione delle specie. La sosta dura quattro giorni e accompagnati da una guida (obbligatoria) per fotografare le migliaia di iguane, uccelli marini, foche e tartarughe che popolano l’arcipelago.
25 aprile 1993. San Marco patrono di Venezia. Lauretta e famiglia ridotta è in rotta per le isole Marchesi consci delle 2760 miglia di oceano che li aspettano; festeggiano questa data da buoni veneziani, stappando una bottiglia di vino e pranzando con una lampuga pescata di primo mattino. Per tutto il tratto dalle Galapagos alle isole Marchesi la navigazione è tranquilla e con un buon vento che consente di percorrere 130/140 miglia giornaliere. I collegamenti radio in 20 metri si svolgono senza problemi.
Il 13 maggio 1993 raggiungono l’isola di Futu-Hiva, la prima delle isole Marchesi. Pochissimi gli abitanti e qui con Lauretta si scambiano doni: vernice da barca con frutta a non finire. Poi isola di Hiva-Oa, Nuku-Hiva. A Huku-Hiva le autorità locali impongono il versamento di una cauzione pari al costo del biglietto aereo per il ritorno in Italia, nel caso dovessero perdere la barca rimanendo bloccati sull’arcipelago.
Cominciano i primi guai con i QSO: l’indice delle macchie solari è molto basso e questo si ripercuote sulla propagazione. A garantire i contatti radio arrivano comunque gli amici australiani, VK3OB Mario di Melbourne, VK2BAN Renato da Sidney e dall’Argentina LW3EKD Gerardo da Buenos Aires i quali riescono a collegare sia il “Messer Pol” sia Giulio a Venezia. Il 28 giugno 1993 arrivo a Papetee in Tahiti e sosta fino al 30 luglio 1993 quando riprende il viaggio con rotta verso l’arcipelago delle Cook. A seguire il 5 settembre 1993 in rotta per l’atollo di Palmerston; da qui è possibile qualche collegamento verso le 06.30 UTC del mattino.

Gli abitanti dell’atollo dimostrano entusiasmo per l’arrivo dei veneziani. Circondano la barca con le loro canoe e l’accompagnano guidandoli alla “pass”, il passaggio ideale tra i bassi e pericolosi fondali della barriera corallina.
Lauretta, comunica via radio che ogni sera il Capo dell’isola riserva loro un posto d’onore a tavola, in cambio dell’ultimo Leone di Venezia in bronzo o del gonfalone della città lagunare: un ricordo di questo incontro tra Veneziani e abitanti di Palmerston.
Il 23 settembre 1993 il “Messer Polo” salpa da Palmerston per l’isola di Niue, la quale si rivela dotata di una baia poco protetta e in occasione di una burrasca preferiscono fare rotta per l’arcipelago delle Tonga. Da qui il 4 ottobre 1993 verso l’arcipelago delle Vavau.
Dalle Vavau era prevista una tappa verso la Nuova Zelanda, ma le condizioni meteorologiche lo sconsigliano e devono rinunciare al programma. Così la famiglia Scarpa decide di far rotta verso l’Australia, con brevi soste alle isole Fiji e la Nuova Caledonia.
Purtroppo impossibili i collegamenti radio diretti. La Nuova Caledonia è un buco per le comunicazioni radio in onde corte; inoltre anche a bordo del “Messer Polo” le batterie sono esauste perchè, senza il motore in servizio non riescono a sopportare il consumo del ricetrasmettitore di bordo. Massima potenza in uscita 10-20 Watt; fortunatamente gli amici OM Australiani fanno cortesemente da QSP (ponte transiti) verso la stazione di Giulio.
Il primo dicembre 1993 l’imbarcazione deve fare una sosta forzata alle Fiji, all’isola di Suva una grossa mareggiata ha danneggiato notevolmente il timone. Le foto inviate successivamente dimostrano come Vincenzo abbia superato l’impasse aiutandosi con il piccolo motore fuoribordo fissato sullo spoiler di poppa. Ultimati i lavori con la collaborazione di operai locali che hanno risolto il problema senza alare l’imbarcazione, il 3 dicembre 1993 sono a Nouméa, porto principale della Nuova Caledonia. Qui rimarranno fino ad aprile del 1994 perchè la stagione estiva può portare violenti uragani e i venti possono raggiungere i 130-150 Km/h, quindi non è il caso di mettersi in mare e rischiare.
Per tutto questo periodo, Vincenzo e Marco trovano da svolgere qualche lavoro remunerativo, rispettivamente un cantiere locale e presso un bar.
Il 5 maggio 1994 si riprende il mare circumnavigando le varie isole del gruppo della Lealtà.
Il 16 maggio 1994 danno ancora all’isola di Efatè dove vive un Italiano, Piero che ha acquistato un podere da coltivare e alleva del bestiame.
Le perturbazioni nel Pacifico, forse per il periodo del “Niño”, consigliano di fare rotta per il nord dell’Australia costeggiando l’interno della barriera corallina. Fra serpenti d’acqua e coccodrilli raggiungono Brisbane, Townsville, Cooktown, Cairns. Finalmente da queste posizioni riprendono i collegamenti radio diretti.
Il 2 luglio 1994 il “Messer Polo” doppia Capo York all’estremo nord dell’Australia e attraversato il golfo di Carpentaria, con modica spesa entra in Hole the Wall, stretto canale scavato nella roccia che permette di arrivare a Darwin senza doppiare Capo Crocker.
Il 31 luglio 1994 lasciano il porto di Darwin facendo rotta per l’isola di Timor. Il mese di agosto 1994 è dedicato all’esplorazione dell’arcipelago delle Piccole Isole della Sonda. Flores, Sumbawa, Komodo, con vista all’interno del grande parco nazionale dove si possono incontrare gli ultimi esemplari dei famosi Draghi di Komodo. Via radio Giulio, avendo attinto informazioni anche da altre fonti, informa Lauretta di non inoltrarsi per il mare di Giava dove si sono verificati atti di pirateria. Il “Messer Polo” rinuncia a quella rotta e raggiunta Bali attraverso lo stretto di Malacca, si dirige verso le isole di Christmas e Cocos nell’Oceano Indiano.
Il 24 settembre 1994 il “Messer Polo”, salpa dalle Cocos Islands per raggiungere lo Sri-Lanka: saranno 1700 miglia marine da percorrere attraversando nuovamente l’equatore per portarsi nell’emisfero nord. Purtroppo lungo questa rotta, nell’intertropical zone il vento è scarsissimo ed è necessario azionare anche il motore diesel. Il 10 ottobre 1994 sono nel porto di Galle nell’isola di Sri-Lanka e qui si fa una sosta prolungata a causa del monsone che non permette di partire per le isole Maldive.
La partenza è prevista per i primi di dicembre 1994 e il 19 arrivano a Malè.
Il 14 gennaio 1995 il “Messer Polo” fa rotta per Aden, 1750 miglia e oltre 15 giorni di navigazione. Aden non offre molto e il 10 febbraio 1995 sono già in navigazione, attraversando lo stretto di Bab El Manbad (tradotto: lo “stretto delle lacrime” così chiamato per le forti correnti e i venti da nord) quindi ingresso nel Mar Rosso. Il 15 febbraio 1995 sulla sinistra s’intravedono le isole eritree delle Dahlak. Buonissimi ora i collegamenti radio in onde corte.

 

Il 20 febbraio 1995 sosta a Massaua per paura della malaria; comunque una visita ad Asmara dove incontrano ancora degli italiani e qui non c’è pericolo di malaria. Il 7 marzo 1995 entrano a Porto Sudan, dove incontrano altre imbarcazioni italiane che operano in loco per attività subacquee. Fra queste l’“Ernesto Leoni”, un navicello apuano sui 25 metri della famiglia Marchesan, con Renato esperto subacqueo, la moglie Cristina e la loro figliola Ilaria.Da loro ricevono tante informazioni sul proseguimento del viaggio.
A fine aprile 1995 Lauretta informa dell’attraversamento dello stretto di Gùbal, dove un intenso traffico di navi impone il rispetto rigoroso delle corsie di rotta entrando nel Golfo di Suez. A Suez pratiche per l’attraversamento del canale: il costo è salato senza contare i successivi “bashis”, le mance. A seguire, inserimento nel convoglio e risalita fino al bivio di Ismailia. Sosta a Port Said con visita al Cairo e alle piramidi. La sosta è breve e ripartono per l’isola di Cipro risalendo parzialmente la costa turca con sosta a Rodi, proseguendo poi lenti tra le diverse isole del Dodecaneso.
Ormai non c’è più storia: da Corfù a Venezia sono cose di routine.
La grande avventura termina con l’arrivo a Venezia il 30 settembre 1995. Alle ore 10.30 il “Messer Pol” entra fra le dighe del porto di Lido, accompagnato da uno stuolo di imbarcazioni impavesate a festa che lo seguono fino all’isola di San Giorgio. Giulio I3TXQ a bordo dell’“Illiria” di Maurizio Meo e Anna li segue ancora in radio non in onde corte, ma in VHF marino. Nei giorni a seguire molti saranno i festeggiamenti accompagnati da “cicchetti”, “ombre” e pasticcini veneziani.

Diario di Giulio Tochet I3TXQ – ottobre 1995
Stesura Massimiliano Fiorindi IW3HLB

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