La gioiosa decisione di trasferire per alcuni anni la barca in Egeo e poi, sull’onda della nostalgia, quella di riportarla nel mare di casa. Ma il ritorno non è entusiasmante. Anzi. di Massimo de Angelis Una buona regola del giornalismo impone di non scrivere in prima persona, giacché l’estensore di un articolo deve - o almeno dovrebbe - farsi umilmente “mezzo” tra l’avvenimento descritto e il lettore. Non che, qui e adesso, io cerchi un’assoluzione preventiva da parte dei lettori di Nautica, ma in questo caso sto per descrivere una serie di esperienze vissute a bordo della mia barca in 572 miglia navigate questa estate lungo il Tirreno Meridionale e Centrale.

Nafpaktos

E poiché è facile immaginare che molti lettori si sentiranno coinvolti, ecco la necessità della “prima persona”. I personaggi di questo racconto, oltre al sottoscritto, sono di volta in volta mia figlia, mia moglie e qualche amico imbarcato e sbarcato fra una tappa e l’altra.

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