Abbiamo comprato la barca

Esperienze di bordo:, storie di viaggi, crociere in mare o sul lago raccontate direttamente dai lettori di Nautica..

ABBIAMO COMPRATO LA BARCA

Testo di Walter Scolaro
Pubblicato su Nautica 514 di febbraio 2005

Cinquant’anni. Cinquant’anni e finalmente dopo risparmi, rinunce, sogni, progetti, la decisione: si compra – si compra la barca. Nulla è stato così difficile. Tu credi, bastano i soldi – giri, vedi qua e là, ti informi, ti documenti… no, non basta; non basta nel mondo degli “squali dell’usato”. Prendo visione, insieme alla mia compagna, di un fly, piccolo, ma sempre fly, che ci attrae più per il costo che per scafo in se stesso. Del resto pur informandoti, ascoltando amici e non, il risultato è che senza una reale esperienza, non puoi, non sai… giudicare. Comunque, dopo varie prese visione e tentennamenti… si fà, si acquista!

Agenzia “squalo di turno” – acconto – proposta di acquisto salvo prova mare… quando? Appena il proprietario, austriaco, ritornerà – max 2-3 settimane – 60 giorni dopo – no, ancora non è possibile.

Il proprietario è all’ospedale – 120 giorni dopo – si, ci siamo, è arrivato, la prova si farà in settimana – ancora 10 giorni – ancora 20 giorni – L’agenzia “squalo di turno” telefona e dice che un motore non funziona e bisogna revisionarlo- sbarcarlo. Visto ormai l’avanzata della stagione, insisto per trovare una soluzione per perfezionare comunque l’acquisto. Impreparato a questo “lo squalotto” tergiversa e infine a distanza di giorni, di tensioni, di telefonate e altro… la sentenza: il proprietario non vuole più vendere! Scusi “squillato” e il mandato?… e l’acconto?… E ora? Appunto amici, l’acconto, non la caparra o il bonifico bancario (sottigliezza legale). Il mio povero vecchio acconto con assegno è qui – restituito – ci scusi. E i miei sogni, le mie aspettative? Il mio legale dice: “Questo preliminare non vale nulla, e poi, l’acconto… nulla, lascia perdere, lascia stare, questa impegnativa tutelava solo “l’impresa squalo”. Impotenza – delusione – rammarico – che fare?

Dimenticare e ripartire, ricercare. Visite, telefonate, ma ancora delusione, sconcerto, perché le occasioni stagionali migliori non ci sono più, ci vogliono più soldi “… del resto la stagione è alle porte capisce?”. No, non capisco, mi adeguo? Mi adeguo! Finalmente ecco c’è forse una possibilità, valutiamola e visto che si va fino laggiù vediamo se troviamo qualcos’altro in zona. OK! due, due appuntamenti – stessa marina. Due “squalotti”, speriamo non in frenesia alimentare.

Fly, vecchiotto – carotto più che mai, e da rivedere dai motori alle tende. E la sua percentuale? Onesta. Grazie, le faremo sapere.

Secondo appuntamento, il predatore non ha nulla di professionale, anzi, con la barba incolta e gli abiti sgualciti assomiglia molto a un personaggio del film western: il cattivo. Ma sentite amici, ci offre la stessa barca! Non lo immaginavamo nemmeno, né tantomeno potevamo sospettare che lo stesso scafo, poche ore prima, costasse ben 7.000,00 Euro in meno. Trattabili? Cosa dite? A questo punto della stagione siete fortunati, non lasciatevi scappare una simile opportunità. E la sua mediazione? Quasi il doppio dell’onesta! Grazie, valuteremo.

Anche quest’anno spiaggia, ombrelloni, bambini che sembrano tuoi, perché stazionanti sopra il tuo asciugamano con secchiello, paletta e gocciolante gelato? No. Si fà, si acquista!

“Squalo uno?”. Bene – Quando? Mi richiama? Prossima domenica ok!

Prova in mare. Mi ci soddisfa. Gli amici al seguito, competenti, danno il loro placet, ok. Si perfeziona. Acconto che trattiene fino alla visione carena “lo squalotto onesto”, un weekend successivo, a mie spese, sollevamento scafo e presa visione carena: due piccole bollicine – principio di osmosi. Il proprietario sentenzia e ingigantisce a dismisura il problema perché… non vuole più vendere! Dapprima cerca di dissuaderci con problemi familiari… mia moglie è tanto affezionata e sa… le donne. Poi con offerta in denaro per il disagio arrecato e la conseguente perdita di tempo, e visto il rifiuto, si informa dal mediatore, quali problemi incontrerebbe se recedesse dall’impegnativa sottoscritta antecedentemente.

E allora? Vi chiederete, ebbene si, è fatta!

Anche noi abbiamo la barca! con tenacia, caparbietà, tensioni nervose a non finire, ma anche noi siamo entrati in “questo magico mondo galleggiante”. Siamo forse stati sfortunati? Forse, comunque, questo è solo l’inizio, perché poi ci sono moltissime altre cose che vorrei raccontare, dall’acquisizione della patente al primo ormeggio, alla prima esperienza in mare, ma queste sono altre storie, storie che forse vi scriverò un’altra volta.

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