Navigando tra Antigua e Barbuda, pirati a 5 stelle

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Navigando tra Antigua e Barbuda
PIRATI A 5 STELLE

Testo di Giber
Pubblicato su Nautica 532 di agosto 2006

La luce, i colori, la gente: l’impatto è immediato. Ti guardi intorno e godi già. Passi una dogana davvero poco esigente e ti trovi davanti a un ragazzo sorridente, che capisci subito essere la quintessenza della gentilezza e della tranquillità. Poi è la volta dello skipper, il personaggio che tanto t’incuriosiva incontrare e che, in fondo, avevi anche un pò paura d’incontrare. Un burbero lupo di mare che ti “cazzia” appena ti muovi o se fai solo il gesto di avvicinarti a una manovra o a un tubetto di crema contro le ustioni. Ma chi ti accoglie davvero non ha quest’aspetto e tiri un bel sospiro di sollievo.

Un’oretta di taxi, con autista rasta, e arrivi a English Harbour, dove “Mister T” è alla fonda. L’atmosfera è proprio come ti sei immaginato: vestigia coloniali inglesi sparse qua e là danno una nota di grigiore all’esplosione di colore dei fiori dei Caraibi. Una fortificazione cupa e nera domina l’ingresso della baia, che è molto profonda e tranquilla. Io non ci credo che ai tempi di Nelson gli Inglesi stessero davvero vestiti di panno nelle loro divise d’ordinanza sotto questo sole.

In tutti i casi English Harbour è davvero un bel posto: al di là dell’atmosfera caraibica, si respira aria “velica”. La tradizione delle regate che qui si svolgono ha caratterizzato locali e negozi, le barche alla fonda sono più di un centinaio, la gente che gira sulla banchina e in paese sa davvero di mare.

Le barche alla fonda sono davvero uno spettacolo: si passa da 30 metri di vela classica tirata a specchio da un equipaggio italiano, al 9 metri che sta insieme con il fil di ferro e ospita una coppia di settantenni neozelandesi in giro da due anni per il mare. Si può facilmente immaginare che caravanserraglio sia.

Fra le tante spicca la “nostra”. “Mister T” è un bel catamarano di 64 piedi costruito da Sunreef Yachts: la sua imponenza ti fa presagire la sua comodità, la sua larghezza è davvero considerevole, l’albero e la randa maestosi. La salita a bordo è comoda e sicura e sei accolto in un pozzetto di 45 mq, ombreggiato dal fly sovrastante, pavimento in teak, ampi divani prendisole ai lati, grande tavolo da pranzo per 8. La scala sul lato sinistro porta sul fly, dove è organizzata ogni manovra della barca, con 5 winches, di cui 3 elettrici, dimensionati a dovere, e la timoneria, a poppavia della quale un comodo tavolo in teak è circondato da ampi cuscini prendisole: l’aperitivo al tramonto qui sopra, con la brezza fresca che lenisce il bruciore della pelle scottata dal sole, è davvero cosa da provare.

La tua vita a bordo è nelle mani dello skipper Pierre-Angel, di Alice, sua compagna e hostess davvero simpatica ed efficiente, e da Veronique, chef di bordo, che merita un discorso a parte. Sì perché fin dalla prima cena hai subito la certezza che è stata una fortuna incontrarla e che sicuramente non tornerai dimagrito dalla vacanza.

La dinette all’interno è ampia e luminosissima, con una bella (anche a vedersi) cucina sulla sinistra, carteggio con ogni sorta di elettronica di bordo, divanone da centro a destra e divanetto a destra: c’è tutto, impianto Hi-Fi, megaschermo TV, DVD ecc. Le vetrate anteriori hanno due grandi oblò per l’aerazione, anche se, naturalmente, tutta la barca è climatizzata. Sarà per il ciliegio e la pelle degli interni, sarà per la luce che entra dall’esterno, ma il colpo d’occhio e l’atmosfera sono davvero notevoli.

4 cabine ospiti: due per lato, quelle a prua un pò più piccole di quelle a poppa, tutte con bagno separato, TV, DVD e climatizzazione, anche se 2 oblò e 2 osteriggi consentono un’aerazione più che sufficiente della cabina.

Gli spazi esterni sono difficilmente descrivibili: occorre viverli per rendersene conto. A prua le retine tese fra gli scafi formano un prendisole di 30 mq rinfrescato dal mare che scorre sotto. Per tutta la barca non hai una galloccia o una cima fra i piedi, dato che tutto è rimandato sul fly. Insomma, obiettivamente il mezzo migliore per trascorrere una settimana nel mare di Antigua e Barbuda.

Avevo letto che Antigua ha una spiaggia per ogni giorno dell’anno: dev’essere vero perché la crociera è un susseguirsi di brevi spostamenti tra una rada e un’altra, spiagge incontaminate con il mantello di palme d’ordinanza di una cartolina tropicale.

“Mister T” ti fa passare dolcemente da una nuotata nel mare cristallino e azzurrissimo a una tranquilla e ventilata rada dove si immobilizza per farti passare una serata e una notte confortevolissima.

Antigua è poco costruita, non ho visto neanche un grattacielo, nonostante il turismo americano, ma tante belle ville un pò coloniali sparpagliate appena sopra il mare, sulle colline che si susseguono verso l’interno. Un colpo d’occhio dietro l’altro, di quelli che ti riempiono l’anima e che ti fanno sospirare quando torni.

Degne di nota Carlysle Bay, Jolly Harbour, nella costa sud occidentale, stupenda Green Island sulla costa orientale.

A 25 miglia a nord est troviamo la spettacolare Barbuda, qui installata da qualche divinità di buon gusto. Una lingua di sabbia stupenda, con una bella vegetazione tropicale che si riflette in un mare cristallino meraviglioso. Almeno un paio di notti di rada, ma sarebbe meglio tre. La fonda più bella è nella parte occidentale dell’isola. I fondali non sono però dei più facili: sabbiosi e corallini, poco profondi, occorre conoscerli.

Pochissime costruzioni: un resort molto bello che si mimetizza benissimo e qualche villetta sparsa fra le palme. Quattro o cinque barche in rada che è difficile che si fermino più di una notte: l’isola non offre alcun tipo di vita notturna, e non è poco.

Oltre al piacere degli occhi, alla bellezza del mare, dove è facile incontrare belle razze, è possibile riuscire ad appagare anche istinti più prosaici. C’è infatti una specie di porto dove alloggiano sgangherati pescherecci che hanno però il pregio di vendere belle aragoste e ottimi red snappers.

Insomma ripartire da Barbuda non fa piacere: rincuora un pò il fatto di trascorre le notti successive a Green Island, prima di sbarcare. È una delle mete più suggestive di Antigua: una profonda insenatura con diverse spiagge e penisole, secche affioranti dove è bello fare snorkeling e dove riprendi contatto con la “civiltà”, grazie alla decina di barche alla fonda.

In definitiva, una natura e un mare bellissimi, un clima dolce in una luce meravigliosa, ma, ovunque nel mondo, quel che fa la differenza è, in parte, la barca dove sei imbarcato e soprattutto l’equipaggio che gestisce la tua vacanza. Sunreef, con “Mister T”, riesce a coniugare alla perfezione questi due elementi, offrendo un catamarano comodo, elegante ed efficiente, affidato a un equipaggio che davvero ha fatto la differenza.

Raggiungere Antigua non è cosa semplicissima, British Airways è la più regolare e, fra virgolette, la più diretta. Tre voli la settimana: in andata bisogna però passare una notte a Londra, in quanto il volo parte molto presto al mattino. Il costo si aggira sui mille euro, a cui bisogna aggiungere il costo del pernottamento, cena e quant’altro ci si voglia concedere.

Air France, via Parigi, collega a St. Martin: da qui un volo interno fino ad Antigua che occorre prenotare e pagare a parte.

Air Lauda collega stagionalmente da Milano: questo fino a Marzo 2006. Attualmente questa tratta non è prevista.

Moneta. Dollaro o Euro è la stessa cosa: scorre a fiumi!

Chi è interessato a una vacanza indimenticabile come la nostra, può contattare per qualsiasi informazione direttamente Sunreef Yachts: 2 rue des Lilas, 68400 Riedisheim; tel. 0033 (0)3 89311474; fax 0033 (0)3 89311477; e-mail info@sunreef-yachts.com; sito web www.sunreef-yachts.com.

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