Un’avventurosa Roma x 2

Esperienze di bordo n. 567: storie di viaggi, crociere in mare o sul lago raccontate direttamente dai lettori di Nautica.

UN’AVVENTUROSA ROMA X 2

Testo di Roberto Santolini
Pubblicato su Nautica 567 di Luglio 2009

Siamo arrivati a sabato, il giorno prima della partenza della Roma x 2. Dovrei aver risolto tutti gli impegni di lavoro. Avrò dimenticato qualcosa. Ci penserò la prossima settimana. Lorenzo è su “Yes” già da due giorni. L’elenco delle cose da sistemare si è ormai ridotto a poche righe. Tutto il solito equipaggio di “Yes” ci è vicino, ognuno di loro pensa a qualcosa. L’altro anno ci siamo ritirati per una stupida coppiglia. Questa volta dobbiamo controllare tutto. Qualcuno scrive un gigantesco NO! Sulla leva del motore. Non se ne parla di mollare. I ragazzi dell’equipaggio non ce lo perdonerebbero.

Arriva il giorno della partenza. Io e Lorenzo siamo tiratissimi, non ci guardiamo negli occhi, la tensione è altissima. Siamo amici nella vita, regatiamo insieme da un pò, ma è la prima volta per una prova così impegnativa. Il meteo in questi giorni non l’abbiamo neanche guardato. Lo faremo qualche ora prima della partenza. Sembra tutto pronto, la carena, l’elica bloccata, la cambusa e le carte, gli strumenti e le dotazioni di sicurezza. Il meteo non è il massimo… Vedremo.

Arriva il gommone dell’organizzazione per tirarci fuori. Pronti? Pronti! Usciamo trainati dagli ormeggiatori, via i parabordi, l’amantiglio, su la randa. Sembra tutto a posto. Inizia a piovere, aumenta il vento, abbiamo il medio in coperta, poi decidiamo per il tre, cerate, stivali, prendiamo una mano di terzaroli, poi la togliamo, un pò di confusione, poi la partenza. In ritardo.

Scendiamo verso sud di bolina, va meglio, “Yes” ha preso il suo passo, veloce e sicuro. Rimontiamo qualche posizione. Il vento ci sostiene fino al Circeo, dove troviamo il nulla. Stiamo fermi per diverse ore. Praticamente un giorno intero. Verso sera si alza un maestrale che ci spinge verso Ventotene. Alle 20 arriviamo a Ventotene sotto spi. Strambiamo praticamente nel cancello. Non è una grande posizione. Andiamo avanti. Determinati. Aumenta il vento, andiamo di buon passo, siamo con randa piena e spi, cerco di nascondere lo spi dietro la randa. “Yes” sembra gradire, è un pò meno nervosa. Ormai è notte. Ogni tanto lo spi, coperto in parte dalla randa si sgonfia, per poi riapparire pieno e gagliardo. Andiamo veramente forte, ormai a 9 nodi fissi. Dopo qualche ora, il dramma. Lo spi si nasconde dietro la randa… e non riappare più. Accendiamo la luce dell’albero e ci si presenta una caramella pazzesca. “Non c’è nulla da fare”, sentenzio. Non ho mai visto risolvere nulla del genere. Lorenzo non molla. Tira, salta, lasca cazza. “Lascia stare Lo. È finita…” dico io. Lui, imperterrito continua a provare. Non ci sta. Decido di dargli corda, se non altro per l’impegno che ci sta mettendo. Ma sono convinto che non può farcela. Viriamo, strambiamo… per ore.

Non ci credo, ma ce la metto tutta insieme a lui. Poi, miracolosamente qualcosa succede, inizia a girare, a scendere. Sono passate quattro ore, e lo spi è finito, miracolosamente integro sotto coperta.

Siamo sfiniti. “Yes” naviga da sola a 7 nodi con la sola randa. Sono convinto di essere in un viale dentro un bosco. Credo di essere svenuto per qualche minuto. Restiamo seduti nel pozzetto sperando di riacquistare qualche energia. Dopo un tempo indefinito, forse ore, decidiamo di tirare su un fiocco. Il vento aumenta. Il mare pure. Riduciamo i turni al timone. Un’ora a testa. Si scende esausti.

“Yes” vola tra le onde, reattiva come non mai… Non sono più onde… e “Yes” non è più una barca. Da quel momento decidiamo che “Yes” è diventata un’astronave. E quelle cose enormi sono le montagne di Marte. È un modo per scherzarci su. La velocità è pazzesca. Ormai i 12 nodi sono costanti. Ci avviciniamo decisamente verso Lipari. “Bene” mi dico, “finalmente un riparo”. Sembra una prova di sopravvivenza. Una corsa folle. Mi sembra logico non rischiare oltre. Lo stomaco è demolito. Guardo Lorenzo. Perché ho pensato che voleva fermarsi? Ed io lo voglio? Passiamo il cancello di Lipari. La nostra posizione non è poi così male. Si sono ritirati in tanti. Quelli forti. Quelli sani di mente, penso… Noi continuiamo. Ci mettiamo in rotta verso Ventotene.

Il tempo peggiora, siamo decisamente soprainvelati. Ma “Yes” va che è una bellezza. Ed è notte, e il mare non si vede più. Meglio.

Entriamo nelle onde e usciamo dall’altra parte, è un inferno. Ormai la velocità è pazzesca. Prendiamo una mano di terzaroli. Il vento continua ad aumentare. Orziamo, poggiamo, un’ora a testa per ore. Perdiamo il senso del tempo e dello spazio. Faccio sempre più fatica a svegliare Lorenzo, l’ultima volta lo lascio dormire, il mare è meno mosso. Prima mi accerto che respiri. È sfinito. Mi sveglio nel pozzetto con il fiocco a collo e la randa che sbatte, “Yes” cammina a tre nodi… Lorenzo mi manda a dormire sotto coperta. Dopo l’inferno del vento… di nuovo la calma. Restiamo fermi per ore alla vista di Ventotene.

Gli amici di “Sciara”, un 44.7 della x tutti, con noi dalla folle cavalcata di Lipari, a ciondolare vicino a noi nella ricerca di un refolo. Loro con il windseeker, noi con il code 0.

Arriva il vento. Una fantastica bolina fino a Ventotene. Loro cambiano 4 vele di prua con dei peeling fantastici. Noi due ce li guardiamo ammirati. Non possiamo permetterci una condotta così aggressiva. Ma non molliamo. Arriviamo a Ventotene con una manciata di secondi di distacco. Abbiamo conquistato il loro rispetto. Ce lo diranno poi… Questo è sport.

La notte ci riporta davanti al Circeo, con la sua solita calma di vento. La risalita sembra quasi una bella veleggiata primaverile. “Sciara” davanti a noi, ma di poco. Ormai manca veramente una manciata di miglia. Speriamo solo che il vento non ci molli. Non ci mollerà… Anzi…

A venti miglia da Traiano veniamo investiti da un temporale fortissimo.Siamo con tutta tela, faccio in tempo a poggiare e trentasei nodi di vento piombano su “Yes” con la forza di un uragano. Il temporale ci “spara” a 12 nodi verso ovest… Speriamo che si tratti di un groppo di pochi minuti… Dura due ore… Completamente fuori rotta, siamo increduli… non è possibile. C’eravamo quasi… Poi Lorenzo, ottimista come sempre, mi dice che non siamo proprio fuori rotta… Orzo un pò… “Yes” si sdraia su un fianco, i candelieri in acqua… ma tiene. Risaliamo in pò, il mare comincia ad alzarsi con un’onda corta e ripida. Il vento cala di qualche nodo. Orziamo ancora. Povera “Yes”. Ma ormai siamo in vista di Traiano, dell’arrivo.

Tagliamo il traguardo con due nodi di vento. Solo con l’abbrivio. Suona la tromba della torre. Il gommone del comitato. Affetto che solo chi è stato per mare sa dare. Controllo della piombatura, strette di mano. La tradizionale bottiglia di prosecco. L’abbraccio di Lorenzo, emozioni che non si possono descrivere… Davanti a noi, della x 2 solo gli imprendibili open 50 e 40, un altro pianeta. Dietro, avversari temibili, paure e insicurezze. Dentro, nel cuore, una splendida avventura, i sogni che si avverano, il supporto degli amici, la voce della nostra “Yes”.

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