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Riscoprendo la Slovenia e il Golfo di Trieste…

Esperienze di bordo n. 627, luglio 2014: storie di viaggi, crociere in mare o sul lago raccontate direttamente dai lettori di Nautica.

Riscoprendo la Slovenia e il Golfo di Trieste…

Testo di Emy Brunello
Pubblicato su Nautica 627 di Luglio 2014

Abitando a Verona, e soffrendo da anni la “voglia di barca”, nel 2008 abbiamo acquistato il nostro primo natante, un Lema Gen II, adatto alla navigazione sul Lago di Garda. Noi e i nostri ragazzi (all’epoca avevano 5 e 10 anni) ne abbiamo fatto la nostra “seconda casa”, finendo per utilizzarla sia per i week-end – con quel sapore di vacanza fuori stagione che solo un fine settimana via da casa sa regalarti – sia per le ferie estive. Poi la cosa ci ha preso la mano, la voglia è diventata passione… e nel 2010 siamo passati a una barca più grande, un Salpa Laver 31,50 che garantiva, oltre all’abitabilità, una certa affidabilità alla navigazione per mare. E ne abbiamo fatto la nostra “casa” per le ferie. Destinazione Croazia.

Dal lago siamo passati al mare per l’ormeggio, sicchè in estate la cosa era praticamente fatta, una traversata di un paio d’ore da Aprilia Marittima a Umago, il disbrigo delle formalità e la vacanza iniziava. Adoriamo la Croazia, e che questo articolo non abbia a risentirne. La bellezza senza tempo delle cittadine di Parenzo e Rovigno, il fascino delle Brioni, isole da perlustrare a piedi come Fenoliga (con le impronte dei dinosauri da scoprire da soli), il tramonto da Unije con la passeggiata che scollina e ricorda certa Irlanda, le meraviglie delle scogliere di punta Kameniak… a tutto questo non riusciremmo a rinunciare, giacchè rimane nei nostri ricordi non solo come memoria, ma anche come monito a proseguire la scoperta e a meravigliarsene.

La Croazia è un paese ospitale, pittoresco, dalle mille tradizioni e sfaccettature… l’ideale per chi sceglie di andar per mare. Quest’anno, tuttavia, (nel frattempo i nostri ragazzi hanno compiuto 15 e 10 anni, diventando così parte integrante, fattiva e collaborante della crociera) abbiamo deciso di dedicare parte delle nostre vacanze estive (e per l’esattezza la prima settimana di settembre) alla Slovenia. Perlopiù snobbata dai diportisti della laguna, a favore della più rinomata Croazia, per noi costituiva una meta nuova e non pretenziosa, da esplorarsi con calma, data la quantità di miglia e di giorni a disposizione. Prima tappa Portorose, poichè a Pirano, nel molo cittadino, non vi era posto fino al mattino successivo. Tuttavia il personale di suddetto molo ci esortava a ripassare l’indomani, tra le 10 e le 11, perchè avrebbero senz’altro trovato dove ormeggiarci, e così è stato. A Portorose personale dedicato, ormeggio sicuro, molo adiacente alla passeggiata in centro città. L’ormeggio dà anche diritto ad una serie di privilegi, quale l’utilizzo gratuito del minigolf, la qual cosa in famiglia non è da disdegnare! Innumerevoli le taverne di pesce a prezzi onesti sul lungomare, dove abbiamo assistito gratuitamente anche a un concerto di Anna Oxa e a uno spettacolo pirotecnico.

All’indomani, rotta per Pirano (città natale di Giuseppe Tartini, violinista e compositore italiano del 1700), una manciata di miglie nautiche. Come promesso l’ormeggio è possibile e di colpo tutto l’equipaggio si innamora del posto. Il molo è di per sè una cartolina, il centro città è davvero da visitare, il lungomare è spettacolare. Restiamo anche per la notte, ne vale davvero la pena. Nell’attraccare, facciamo conoscenza dei “vicini di ormeggio”, neozelandesi, due coppie in barca a vela in viaggio da 2 mesi, che si rivelano meravigliati dalla bellezza di questo posto.

La città, che già da sola è una collezione di sculture e portali di architettura, sacra e profana, ha una peculiarità: la collezione di sculture moderne all’aperto, realizzate da artisti provenenti da tutto il mondo, sita sulla penisola di Sezza, di fronte a Portorose. Il simposio internazionale di scultura “Forma viva”, istituito nel 1961 su iniziativa degli artisti Jakob Savinšek e Janez Lenassi, ospita oggi oltre 200 sculture monumentali create nell’ambito del tradizionale incontro che le gallerie costiere di Pirano continuano ad organizzare con grande successo. L’indomani si fa rotta per Isola, poche miglia nautiche ma che valgono la rotta. Il marina, già di per sè, offre inusitati vantaggi, come la piscina scoperta e il centro natatorio coperto che, dato il maltempo e la bora che ci hanno tenuto in ostaggio per 36 ore, si rivelano risorse inattese. Il centro della città è davvero piacevole da esplorare a piedi, ed è vicino all’ormeggio. Da segnalare il Duomo di S. Mauro (pare impossibile, ma, per visitarlo, le chiavi vanno chieste dirimpetto all’enoteca) e tutto il centro storico.

Nuova rotta per Capodistria il giorno successivo. Onestamente il Marina, per quanto attrezzato, ricorda più un centro navale. Della città vale la pena ricordare solo la piazza principale, piazza Tito. Sul lato est della bella piazza c’è la Cattedrale dedicata all’Assunta. Il Duomo conserva molte opere d’arte di Vittore e Benedetto Carpaccio e Antonio Zanchi. Il campanile, separato dalla chiesa, ha 204 scalini ed è alto 36 metri. Nella piazza spiccano anche il Palazzo Pretorio con una bella loggia in stile veneziano. Nelle vicinanze, in piazza France Prešeren, c’è la fontana Da Ponte, costruita nel 1666, dalla forma decisamente particolare. All’indomani si fa rotta per Muggia (TS), il porto è adiacente al centro città (15 minuti a piedi) e dotato di tutti i comfort, compresa una accogliente piscina scoperta.

Riposati, ritemprati e rifocillati, ci godiamo una passeggiata nel tardo pomeriggio nel centro storico e una cena presso un ittiturismo del porto vecchio (l’equivalente del nostro agriturismo): il menù disponibile è il pescato del giorno, come dimostra il peschereccio attraccato nel sottostante mandracchio.

Infine, ultima meta Trieste, vergognosamente nuova per noi. Io, in particolare, di Trieste mi sono innamorata al primo sguardo. L’impatto è importante, Trieste è l’unica città italiana con una piazza “sul mare”, ma soprattutto dà subito l’impressione di città viva, colta e pulsante. Gli artisti di strada sono in realtà veri professionisti, che attirano una marea di passanti con arte vera e inusuale. Ricorda una piccola Vienna sul mare, una città mitteleuropea piena di cultura e tradizione. Da vedere, perlomeno, Piazza dell’Unità d’Italia, Molo Audace e la Cattedrale di San Giusto. Noi, nella scia fortunosa che ci ha seguito, abbiamo anche potuto apprezzare il Tempio ortodosso della SS. Trinità e di S. Spiridione e la nave scuola “Palinuro” attraccata nel molo foraneo, accompagnati in entrambi i casi dal personale dedicato. Un’esperienza impagabile a coronamento di una vacanza oltre le aspettative.

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Nautica Editrice

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