Komodo, cronache di un incidente subacqueo

Esperienze d’immersione: articoli dei nostri lettori che vogliono raccontare un viaggio, una crociera, ma anche una semplice immersione o un argomento tecnico

Testo di Marco Camorali

Bali, Giugno 2008

Una mattina (sembra l’inizio di un racconto tanto per dire, ma è successo veramente) ho avuto notizia che una persona a me cara, una Dive Master, con altri 4 subacquei esperti, è scomparsa in mare da 2 giorni, durante un’immersione a Komodo

Kath gestisce un Diving center con il marito Ernest e, insieme, stanno costruendo un piccolo resort, tra mille difficoltà, ai bordi del parco marino di Komodo, una zona che io ritengo unica per il colpo d’occhio un pò “giurassico” dei suoi panorami e per le immersioni, emozionanti per le correnti (sono immersioni difficili) ed entusiasmanti per la biodiversità.

Io e Sissi abbiamo lavorato un anno con Kath ed Ernest, a “Reefseekers”, in culo al mondo, apprezzandone l’impronta ecologista (Facevamo briefing di biologia tutti i giorni per sensibilizzare i clienti giornalieri sui delicati equilibri del reef) e gli elevati standard di sicurezza.

Avevo sentito Ernest per avere novità. Era disperato, in quel momento stava perlustrando il mare in aereo, e così pure altre barche: lui confidava fino all’ultimo nella forza d’animo di Kath, ma dopo 2 giorni e due notti la situazione, oggettivamente, era disperata.

Insieme, con due gruppi diversi, avevano iniziato una drift dive (immersione nella quale entri in acqua nella corrente e ti fai da questa trasportare lungo il reef) a Tatawa Besar, nel Nord del Parco, ma alla fine dell’immersione, solo il gruppo di Ernest è risalito in barca.

Da quel momento, ricerche inutili per mare e sulle spiagge delle isole e isolette di rocce e brulla savana che nel parco marino (KNP) si estendono da N a S per una trentina di chilometri, lambite da correnti a volte molto forti.

Io non sono religioso, ma questa mattina ho pregato. Mentre lo facevo, le mie convinzioni evoluzioniste e atee non vacillavano, eppure parlavo con Dio con una tale confidenza, che sono sicuro che, caso mai esistesse, ha apprezzato il dialogo e si è sentito raggiunto più che da qualunque prete annoiato o bigotto credente della domenica.

Nella mia fantasia il Dio che rispetto (per dirla alla Woody Allen) ha un potentissimo sistema antispam e se la ride della valanga di superstizioni e preghiere che gli mandano invocandolo in tutti i nomi che gli umani gli danno.

Così io non ero supplichevolmente devoto e dimesso, mentre gli parlavo (credo che qualcuno mi prendesse per matto). Addolorato sì, profondamente, ma un pò incazzato, e mentre camminavo sulla spiaggia (lì è avvenuto l’avvicinamento) oltre all’umile preghiera perchè le ricerche dei 5, ormai disperate, si concludessero con una clamorosa sorpresa, facevo presente che ha anche rotto un pò il cazzo con i suoi “disegni che noi non possiamo comprendere”, perché alla fine se ne vanno sempre i migliori, mentre il mondo sembra fatto apposta per la pacchia dei furbi e dei prepotenti.

L’incredibile si è verificato dopo qualche ora, e i 5 sub sono stati trovati (vivi) sulla costa a sud a una trentina di chilometri dal punto di immersione, dopo due giorni e due notti passati in parte a lottare con la corrente e poi a cavarsela senz’acqua e cibo, con in giro quei lucertoloni di 3 metri che normalmente non sono aggressivi, ma se vogliono, come capita, possono uccidere.

Non penso nemmeno lontanamente che i 5 sventurati, poi portati per cure e controlli all’ospedale di Labuanbajo (Flores),abbiano potuto concedersi quel pianto liberatorio, tutti abbracciati, per merito delle mie preghiere, ma il discorso con Lui dovevo pur concluderlo.

Confortato dall’accaduto nella mia convinzione che l’Uomo abbia creati Dio a sua immagine e somiglianza, e che quindi Dio, come l’uomo (in particolare come me, parlando del mio Dio) sia un gran stizzoso e dispettoso e gli piaccia giocare con le lucertole intrappolate come a me da bambino, sono contento di averlo ripreso opportunamente.

Essendo come me, avrà apprezzato la schiettezza e si sarà ravveduto appena in tempo dall’eccesso di entusiasmo onnipotente.

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