Maldive Suvadiva

Esperienze d’immersione: articoli dei nostri lettori che vogliono raccontare un viaggio, una crociera, ma anche una semplice immersione o un argomento tecnico

di Roberto Pierobon

È la quinta volta che viaggiamo per le Maldive, le quattro precedenti sempre su barche safari. Abbiamo già visitato gli atolli di Male nord e sud, di Rashdoo e di Ari, di Felidhoo, praticando le immersioni più note e anche qualcosa di meno conosciuto.

Abbiamo battuto le grandi Fish Head e Manta Point (Lankhanfinolhu) e abbiamo volato nelle correnti di Embodhoo Express, abbiamo incontrato lo squalo balena e fotografato squali grigi, pinna bianca e leopardo.Abbiamo anche assistito alla cattura (non proprio felicemente per noi che ci riteniamo subacquei ecologisti) di un meraviglioso pesce vela salpato alla traina. Questa volta però la nostra destinazione è l’Atollo di Suvadiva (o Huvadhoo) all’estremo sud delle Maldive, proprio a ridosso dell’equatore. L’Atollo di Huvadhoo è tra i più grandi del mondo e non è facile in barca spostarsi da est a ovest come normalmente si potrebbe fare negli atolli del Nord.La parte est è quella che alla fine della stagione del Monsone (da Gennaio ad Aprile) riceve le acque ricche di nutrimenti provenienti dall’oceano indiano ed è proprio qui, che andremo ad effettuare le nostre immersioni.

Dopo 3 aerei e 20 ore di viaggio finalmente ad oscurità sopravvenuta arriviamo all’aeroporto di Kadedhoo.Sul dhoni che ci porta alla barca ci togliamo le scarpe:le rimetteremo fra una settimana! Giusto il tempo di separare i bagagli subacquei da quelli civili ed eccoci con in mano un bel drink di benvenuto.Appuntamento alla mattina seguente, ore 6,30 per la sveglia il breafing e un’ora dopo in acqua per un tuffo facile facile di acclimatamento. L’acqua è a 28 gradi, la muta è leggera, la zavorra quasi inesistente per noi abituati alle mute stagne o semistagne.L’esplosione di vita e di colori è straordinaria.Gli effetti di “el nino” del 1998 non si vedono più.Pesci coralli alcionari tartarughe mante e delfini occupano i loro spazi prepotentemente e all’interno del loro elemento fanno bella figura di sé!

In queste acque la vita marina sembra meno assuefatta alle incursioni di questi strani individui che producono bolle:i pesci non temono i subacquei e si lasciano avvicinare anche per delle foto macro. Dopo una giornata di “rodaggio” con immersioni considerabili alla portata di tutti ci prepariamo per un tuffo impegnativo da svolgere la mattina seguente.Le tavole di marea e le riflessioni della nostra esperta guida Alberto, ormai da 10 anni alle Maldive con barche Safari,ci fa ritenere che all’imbocco della pass dove ci stiamo immergendo troveremo la giusta corrente. Ci lanciamo esterni al drop-off e dopo una caduta di 35 metri pinneggiamo dolcemente verso la roccia corallina.Il riflesso del mio volto nelle bolle dei compagni che sono più in basso mi cullano felicemente e mi stimolano pensieri di grande serenità.

La corrente è intensa e procedere verso il canale di entrata della pass è difficoltoso.Il possente moto dell’acqua che incontra il costone roccioso determina un mutamento della direzione della corrente nel senso opposto a quella da noi percorsa.E’ necessario arrivare sopra il drop e tenendosi bassi pinneggiare aiutati dalle rocce alle quali ci aggrappiamo per non essere sbalzati via dalla furia della corrente.In alcuni momenti il respiro si fa affannoso e il consumo di aria cresce:lo sforzo è notevole. Dopo qualche metro però, lo spettacolo che ci appare ci rende grazia dell’impegno profuso.Ci ancoriamo ad una roccia sicura quasi dietro uno sperone che ci ripara dalla massa d’acqua in movimento.Un comodo rampone attaccato ad un filo di acciaio viene assicurato al GAV e fissato allo scoglio:in questa maniera si sta fermi, senza fatica.E da questo momento inizia il film della natura in 4D.

Muri di squali grigi di barriera pattugliano l’entrata della pass.Banchi immensi di carangidi si muovono all’unisono seguendo i capricci delle correnti.Avvistiamo un nugolo di aquile di mare che sembrano volare in formazione come aerei da caccia.Ad un certo punto un sussulto:un gruppo di squali ha attaccato un carangide, poi un altro!Siamo in piena frenesia alimentare.Uno squalo white tips di almeno 2 metri mi viene incontro incuriosito.Cesso di respirare e lo squalo fa un giro e si avvicina ancora.Poi bastano due bolle uscite per errore dall’erogatore ed eccolo svanito con un guizzo di coda dalla mia visuale.Un’occhiata al computer per verificare il tempo di non decompressione.Mancano 2 minuti.Rimaniamo qui. Un grande Napoleone fa la spola tra il drop-off e il blu intenso.Sembra indenne dal flusso della corrente:si ferma a mezz’acqua poi gira su sé stesso e torna indietro.Tutti si chiedono “ma come fa?” Poi immancabilmente si avvicina per un primo piano, dopo il flash, si dilegua.

Siamo già a 3 minuti di deco caricati dall’Aladin, ci stacchiamo dallo scoglio e cominciamo la lenta risalita. L’immersione non è finita.Al centro della pass saliamo sul treno della corrente e cominciamo il nostro volo a 20 metri di profondità.Il reef sotto di noi è scevro di coralli ma ricco di animali.Una tartaruga sospende la sua apnea profonda e ci accompagna per alcuni metri.Ci mettiamo obliqui per frenare un po’ la spinta e incoraggiare il rettile ad avvicinarsi, ma duriamo poco.Un barracuda solitario ci osserva incuriosito qualche metro sotto di noi. Ha la bocca aperta, forse è in una stazione di pulizia.Passiamo oltre.Pinneggiando decisamente ci avviciniamo alle pareti del reef che ci serviranno per desaturare un po’ d’azoto e ci mostreranno altre meraviglie.Qui la vita è più calma.La corrente è scemata.Nuvole di glass fish occupano spazi intorno ai coralli e alle acropore. Cerchiamo bene.Eccolo lí:un pesce foglia favolosamente mimetizzato non sfugge all’occhio allenato di Alberto cosí come nei giorni seguenti non sono sfuggiti ben due frog fish, animali curiosi e straordinari, molto difficili da esser avvistati.

Tra nuvole di fucilieri e banchi di lutianidi ci scostiamo dal reef e lanciamo un paio di pedagni. Poi ci incontriamo tutti a – 5metri, passeremo lí qualche minuto. Appena fuori dall’acqua, il dhoni affidabile come sempre ci recupera tra le onde. I ragazzi Maldiviani hanno pulito un cocco e ce lo offrono mentre comodamente ci togliamo l’attrezzatura di dosso e ci scambiamo pareri sulle esperienze appena trascorse. In pochi minuti siamo di nuovo sull’Island Safari II, la barca madre.Ci aspetta una ricca colazione e un po’ di riposo.Ma già non vediamo l’ora di tornare là sotto!

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