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Aguglia imperiale

E’ proprio vero che per avere risultati bisogna insistere specialmente se la tecnica scelta e’ quella della traina in Liguria

Agosto 2002

È proprio vero che per avere risultati bisogna insistere specialmente se la tecnica scelta è quella della traina in Liguria.

Così dopo alcuni anni di tentativi finalmente questa estate si sono visti dei risultati di rilievo, non che la fortuna non ci abbia assistito ma la preda questa volta andava assolutamente portata in barca perché a raccontarla nessuno ci avrebbe creduto.

Ma incominciamo dall’inizio: le prime uscite d’agosto denunciavano la scarsa presenza delle solite prede (bonitti, lampughe, palamite o sgombretti) catturate in passato sottocosta e così, anche sentendo i racconti degli amici, perché non cercare la preda da noi più ambita?

Il sedici agosto, rinnovata l’attrezzatura, si parte di buon mattino alla ricerca del Marlin del Mediterraneo, di cui erano stati fatti avvistamenti intorno alle cinque o sei miglia. Armate le quattro canne, rispettivamente da 30 e 40 libbre, con gig e minnow di vario tipo portiamo lo Sciallino ai 6 / 7 nodi e… incrociamo mani dita e piedi.

Certamente le speranze erano molte ma alle 10 e 30 ancora nulla.

Ma improvvisamente zzzzzzzzz una delle canne da 30 inizia il rumore più atteso, iniziamo recuperare e dapprima sembrava non essere la preda di cui si era sentito la lenza non tirava troppo e anzi sembrava quasi inseguirci, infatti a dieci quindici metri dalla barca si muove qualcosa sembra una pinna ma è una cresta e di nuovo zzzzzzzzzz la frizione stride e sarà meglio seguirla perché sta portandoci via tutta la bobina.

D’improvviso si ferma e che guizzo finalmente ne siamo certi l’Aguglia esce dall’acqua e si manifesta in tutta la sua imperiosità, ma a questo punto il timore di perderla diventa pressante e ci vengono a mente nell’ordine i nodi le girelle i moschettoni, seguiamola e stanchiamola, gli occhi non si sostano più dalla congiunzione tra lenza e acqua e il timone segue l’andamento.

Sono le 12 e 20 e la fatica del pesce è pari alla nostra la intravediamo affiancarsi lentamente alla barca grazie alla trazione delle attrezzature che per fortuna stanno reggendo sembra fatta e giù ancora l’ultimo zzzzzzzzzzzzz ma oramai è quasi fatta serve solo una raffiata ed il pesce è nostro

Andrea, Nicola, Margherita e Stefano da Celle Ligure

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Nautica Editrice

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