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Traina con l’aguglia morta a Marina di Camerota

Cronaca di una battuta di pesca con la tecnica dell’aguglia morta effettuata a fine settembre a Marina di Camerota

AgugliaVorrei raccontarvi di una battuta di pesca che ho fatto con due miei amici alla fine di settembre dell’anno scorso a Marina di Camerota, ospiti all’interno del villaggio alberghiero “Da Pepè” che mi sento di consigliare a chiunque voglia trascorrere una rilassante e divertente vacanza, economica e con grande soddisfazione per i più esigenti palati.

Grazie al prezioso “messaggio di speranza” del sig. Luigi Lenzini che ha scritto sulle pagine di PESCAweb, abbiamo utilizzato per la prima volta la tecnica della traina con l’aguglia morta.

E’ bene premettere che per noi, come per altri pescatori, la pesca con il vivo è sempre stato un problema per la difficoltà a mantenere in vita le aguglie pescate e l’idea di pescare con l’aguglia morta ci interessava molto.

Seguendo le scrupolose indicazioni fornite dal sig. Lenzini, abbiamo catturato tre aguglie utilizzando un finale di circa 1 m di nylon dello 0,12 sul quale era stato legato un amo del 14. Come esca abbiamo sempre utilizzato con successo 3 bigattini (uno infilato a coprire l’intero amo e due appena pizzicati). In questo modo il movimento dei due bigattini, poco feriti, è molto adescante.

Per la tecnica di innesco dell’aguglia morta, vi rimando alla segnalazione precisa fatta da Lenzini dal titolo “Pesca con l’aguglia morta”.

Utilizzando l’aguglia più bella tra quelle pescate della lunghezza di circa 50 cm, alle 10,30 del mattino abbiamo iniziato la traina in prossimità di un’isoletta prospiciente il villaggio alberghiero “Da Pepè”. A questo tratto di mare, localizzato a pochissimi metri dalla costa, siamo particolarmente affezionati perché ci ha consentito in precedenti esperienze la pesca di una ricciola di alcuni chilogrammi e di altre prede. Forte era il desiderio di replicare alla eccezionale pescata.

Dopo mezz’oretta di impaziente attesa abbiamo sentito uno strattone al quale però non ne sono seguiti altri; dubbiosi per l’accaduto abbiamo iniziato a recuperare la lenza sino a quando non è stato salpato il piombo guardiano del peso di circa 1 kg. In quel momento, e con nostra grande sorpresa ed emozione, abbiamo capito che lo strattone era stato procurato da un pesce che in un solo boccone aveva voracemente mangiato circa metà aguglia, rimanendo lui stesso vittima dell’amo. E’ iniziato il recupero lento del pesce che prima è affiorato con la sua pinna dorsale e poi, senza grande fatica da parte nostra, è stato recuperato con il guadino: si trattava di una spigola di poco meno di 3 kg lunga circa 60 cm.

Effettuate le doverose fotografie, abbiamo ripreso a pescare altre aguglie, questa volta utilizzando come esca un pezzettino di aguglia agganciata all’amo. Con l’intenzione di pasturare altre aguglie abbiamo anche buttato in mare altri pezzettini di aguglia.

Una volta catturata una bella aguglia abbiamo ripreso la pesca con la tecnica dell’aguglia morta nello stesso tratto di mare nel quale abbiamo pescato la spigola.

Dopo qualche minuto di traina abbiamo sentito un forte strattone e poi niente più. A quel punto abbiamo recuperato e con sorpresa abbiamo visto che il terminale (prima dell’acciaio) in fluorocarbonio del 60 era tagliato di netto.

Colpiti da questa mangiata voiolenta abbiamo chiesto lumi al nostro amico Pepè, titolare del villaggio alberghiero che oltre ad essere un ottimo chef è anche un esperto pescatore, il quale ci ha detto che con buona probabilità la nostra aguglia era stata aggredita da un grosso pesce serra particolarmente diffuso nei nostri mari.

Nei giorni successivi abbiamo fatto altre importanti catture (lampughe e ricciolette), che però non sono servite a farci dimenticare la mancata cattura di quel pesce così violento nella mangiata. Nelle riflessioni delle nostre serate invernali abbiamo persino ipotizzato che i pezzi di aguglia sparsi in mare hanno probabilmente attratto il pesce serra, noto per la sua velocità e rapidità nell’attacco alla preda.

Ci piacerebbe conoscere da altri pescatori esperienze e tecniche di caccia al pesce serra con il quale vorremmo avere presto un altro incontro ravvicinato.

Appuntamento alla fine di questa estate.

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