I mulinelli

Come è costruito un mulinello e come funziona, per utilizzare il modello più adatto alla situazione e al tipo di pesca che si intende effettuare

I mulinelli da traina sono concepiti esclusivamente per tale tecnica, ma vengono utilizzati anche nel drifting. I mulinelli da traina sono denominati a bobina rotante, a differenza di quelli da lancio che sono a bobina fissa. I mulinelli dell’ultima generazione hanno lo châssis ricavato da un monoblocco di lega leggera, i modelli più economici sono invece interamente realizzati in materiali plastici ad alte prestazioni meccaniche. Tutte le parti meccaniche interne sono in acciaio inossidabile. La bobina ruota su un asse e poggia su cuscinetti a sfera; maggiore è il numero dei cuscinetti, più fluida è la rotazione. I mulinelli in lega leggera vengono protetti con un’anodizzazione speciale, che li preserva dagli agenti atmosferici.

La scelta del mulinello va abbinata al carico di rottura della lenza. In linea di massima ci sono abbinamenti standard che tengono conto dell’equilibrio dell’attrezzatura e sono: canne da 4, 8 e 12 lbs vanno abbinate con un mulinello 2,5/0; da 20 e 30 lbs vanno con il 4/0; la 50 lbs corrisponde a un 6/0; l’ 80 lbs corrisponde a un 9/0 e la 130 lbs si abbina con un 12/0 o un 14/0.

Il sistema di frenatura della lenza in uscita, più comunemente detto frizione, è pilotato da una leva posta sulla parte destra del corpo. Tale leva, spostandosi in avanti, agisce su una molla che preme un disco sulla bobina, aumentando così l’attrito e, di conseguenza, la forza necessaria per lo slittamento. Il complesso frizione ha una preselezione (preset) che permette di stabilire a priori quale sarà lo slittamento medio. La leva di regolazione principale presenta tre posizioni: il free, che stacca completamente il disco permettendo la fuoriuscita libera del filo; lo strike, posizione in cui viene regolata la fuoriuscita tramite il preset, per avere uno standard in combattimento (in genere è la posizione di ferrata) e per finire, il full, posizione la massima della frenatura. Più ampia è la corsa della leva del freno e maggiore sarà la gradualità della regolazione. Un buon mulinello deve avere ampia possibilità di regolazione e una gradualità dolce nel serraggio, in modo da poter intervenire sulla leva durante il combattimento, senza il rischio di bloccare la fuoriuscita della lenza. La frizione vera e propria è situata nel monoblocco del mulinello ed è generalmente composta da un disco unico.

I materiali impiegati per la fabbricazione dei dischi sono i più disparati, ma nei mulinelli di alta qualità vengono utilizzati dischi in carbonio. La precisione delle frizione è data oltre che dal materiale del disco, dalla perfetta levigazione e dalla indeformabilità della zona fissa del mulinello su cui slitta il disco, sul suo parallelismo con questo, e dalle molle che ne regolano la pressione. Le qualità di una frizione devono essere la modularità, la gradualità, l’assenza di scatti in uscita e l’indeformabilità dei materiali in situazione di surriscaldamento, dato dall’attrito.

Da qualche anno a questa parte sono apparsi sul mercato i mulinelli a doppia velocità. Questo significa che, oltre alla velocità normale di recupero, sono dotati di un sistema di demoltipliche che, riducendo la velocità, diminuisce notevolmente la forza da imprimere alla leva per recuperare la lenza. L’utilità della doppia velocità è senza dubbio notevole, in quanto oltre a diminuire lo sforzo da esercitare sulla leva, consente in alcunimomenti di recuperare il pesce senza pompare. I migliori sistemi di cambio di velocità sono quelli che consentono al pescatore di inserire il riduttore o viceversa, senza staccare la mano dalla leva.

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