Il plotter in pesca

Utilizzo del plotter cartografico per localizzare e ritrovare la cigliata o la piccola secca sconosciuta ed intercettare intercettare le aree dove presumibilmente ci possono essere i pesci predatori che interessano la traina

 

Analizzando i fondali combinando l’azione del plotter cartografico e dell’ecoscandaglio, si possono individuare i punti interessanti per la traina e memorizzarli, in modo da creare una rotta da seguire. Come possiamo vedere nella carta nautica, dal punto 001 al punto 005 ci sono una serie di punti che costituiscono la passata ottimale.

 

Per chi è abituato a pescare sempre nelle stesse aree, la ricerca di nuove poste è sempre legata a una buona conoscenza dei fondali. Ne consegue che in linea di massima, seguendo le batimetriche abituali, prima o poi si riesce sempre a trovare la cigliata o la piccola secca sconosciuta. Esistono alcuni parametri, abbastanza abituali, per intercettare le aree dove presumibilmente ci possono essere i pesci predatori che interessano la traina, ma esistono anche dei piccoli trucchi, che possono agevolare notevolmente il compito. La successiva memorizzazione sul plotter cartografico, può creare la rotta da seguire per pescare. Il primo approccio con lo studio di una nuova area di pesca, avviene mediante un’analisi accurata della carta nautica cartacea, prima di passare all’azione sul campo mediante gli strumenti cartografici. La carta nautica, in sintesi, può fornirci moltissime informazioni, ma sarà la nostra esperienza, poi, a valutare quali siano quelle interessanti per la pesca. Analizzando un braccio di mare su una carta nautica, le prime informazioni che dovremo cercare, sono quelle relative alle secche. Come accennato, sulle comuni carte troveremo soltanto le secche e gli scogli che per qualche motivo possono essere interessanti per la navigazione, ma questi sono già un primo inizio, in quanto spesso parti rialzate di costoni rocciosi sommersi. L’analisi dei fondali circostanti le secche, effettuata mediante un buon ecoscandaglio, ci può far scoprire altri picchi o formazioni rocciose non segnate, perché di scarso interesse per la navigazione. Con gli stessi parametri di ricerca, seguendo le linee batimetriche cui si notano delle notevoli differenze di profondità tra due linee vicine, ci sono buone probabilità di individuare delle cigliate, anche fangose, con notevoli salti di fondale. La cartografia elettronica sfrutta le informazioni rilevate sulle carte nautiche dell’Istituto Idrografico della Marina, arricchite di informazioni ottenute mediante rilevamenti effettuati in loco. Gli strumenti cartografici, oltre a dare le informazioni inerenti alla cartografia, consentono, in tempo reale, di conoscere la propria posizione riportata sulla carta. I nuovi strumenti elettronici sono in grado di correggere continuamente il segnale, in modo da dare un aggiornamento velocissimo al cursore che indica la posizione della barca. Nonostante la velocità di correzione del segnale degli strumenti cartografici, accade spesso che a bassa velocità si perda momentaneamente la posizione, con la conseguenza di non riuscire a capire con precisione la posizione della barca rispetto alla carta nautica. Questo è soltanto un inconveniente momentaneo, in quanto una volta individuato il punto desiderato conviene segnalarlo con i sistemi tradizionali. Nell’azione di traina, il sistema migliore per sfruttare gli strumenti cartografici è quello di memorizzare una serie di punti interessanti, in modo da creare una passata “virtuale” su cui orientarsi per seguire una cigliata o una secca.

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