Movimentare le barche: travel lift, gru o muletto?

muletti per movimentazione barche

DOVE LA METTO CON IL MULETTO?
Questa volta, contravvenendo alle mie origini velistiche, vi parlerò di barche a motore.
Il sistema per alare o varare le barche a motore più diffuso in Italia è l’uso della gru o del travel lift. Se il sollevamento è con una gru si utilizza anche un divaricatore quadrato o rettangolare fatto con tubi di ferro, appositamente progettato, che ha dei grossi uncini dove vengono collegate delle robuste fasce o cinte di poliestere.

Operazione delicata perché va centrato il baricentro e spesso la si ripete fino a trovare il giusto equilibrio, pena la rovinosa caduta dell’amata barca! Una volta alata, se la gru è di tipo mobile il natante viene portato sul piazzale, appoggiato su un invaso o toccato con cavalletti o quant’altro se non provvisto di invasatura. Si dovrà calibrare la posizione con pezzi di compensato quadrati da posizionare sul punto d’appoggio; in questo modo viene distribuito il peso e allargata la superficie d’appoggio con i suddetti pezzi di legno. Vi è anche un’altra accortezza: mettere la barca in una posizione tale da far defluire verso poppa la pioggia dagli ombrinali.

Con il travel lift – non mi dilungo – le manovre sono simili: lunghe e lente.

dove la metto_01Ordunque, avete mai visto il sistema che viene praticato dagli americani? Non voglio dire ora che negli USA sono sempre più bravi e intelligenti di noi, ma il loro sistema è davvero più semplice, veloce e soprattutto economico. Un cantiere navale, ad esempio in Florida, lunga e stretta penisola, ospita centinaia di barche a motore e per movimentarle usano un grande muletto (vedi foto) con due lunghe e robuste forche foderate per non graffiare gli scafi.

Si avvicinano allo scalo, abbassano i forconi, la barca viene spinta fra le grosse assi di ferro e l’operatore stringe o allarga lo spazio adattando il tutto alla carena. Con delle leve e un sistema idraulico solleva la barca e, in men che non si dica, viene portata non come da noi in un piazzale, ma infilata magari al 5° piano di una grandissima struttura tipo quelle dell’Ikea! Lo spazio viene sfruttato in altezza in questa mega rastrelliera e se ne possono mettere a iosa.

Al proprietario basterà fare una prenotazione con lo smartphone o chiamare il cantiere fissando ora e giorno del varo. La barca, se viene usata solo per uscite di poche ore o al massimo due giorni, non necessita neanche di essere protetta con antivegetativa.

Basta poco… “che ce vò” direbbe Giobbe Covatta. Beh, ha ragione, o no?

sull'autore

Gianni Andrea Sonnino Sorisio

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