Capo Corso quella sorpresa senza fine

Capo Corso: ha acque fra le più limpide del Mediterraneo, dispone di molti punti di approdo, ha un entroterra affascinante.


L’isola di Corsica, così mediterranea, così familiare, così vicina a casa, riesce a sorprendere sempre. Sorprende la varietà delle sue coste, sorprendono le possibilità di trascorrere giornate diverse tra loro, coinvolti nella mondanità più raffinata, nello stile tipico del Metropole, oppure in bagni totali in una natura selvaggia ed incontaminata, in luoghi dove talvolta perfino il caotico mese di agosto non riesce ad apporre il suo tipico marchio di affollamento e caos. Recentemente ci è capitato di approdare in un altro angolo del Paradiso Corso, di navigare lungo quelle che sembravano essere le coste di un’isola nell’isola. Vicinissimo a Bastia, dunque ad uno degli scali principali dei traghetti che collegano la Corsica con il continente, il Capo Corso offre due realtà completamente differenti tra di loro: due mondi separati da una dorsale montuosa che si affacciano rispettivamente ad oriente ed a occidente. Il Capo Corso, meglio conosciuto come il “dito” dell’isola, si spinge verso nord per una quarantina di chilometri, staccandosi decisamente dal corpo massiccio dell’isola e caratterizzandone tipicamente la forma.

Approssimativamente si può dire che il capo si stacca per la lunghezza in precedenza definita dall’allineamento ideale Saint Florent-Bastia, largo tra i 12 e i 15 chilometri. Per tutta la sua lunghezza, il Capo è percorso da una catena montuosa che ha il suo picco più alto nella sommità del Monte Stello alla rispettabile quota di 1307 metri. Proprio l’orografia del Capo determina l’estrema diversità tra i due versanti opposti: dolce, basso sul mare, caratterizzato da seni piuttosto ampi e numerose spiagge sabbiose il lato affacciato ad oriente, aspro, montuoso, a picco sul mare e frammentato in una morfologia estremamente frastagliata il lato occidentale. Dalle montagne dell’interno si dipartono numerose vallate profondamente incise nelle rocce metamorfiche. Allo sbocco in mare di queste valli si trovano numerose marine, direttamente sovrastate da villaggi a picco sul mare ed aggrappati alle rocce, come Nonza e Pino. Centro della nostra indimenticabile vacanza tra le acque che circondano il “Dito” e le rocce che lo innalzano sul mar Tirreno, è stato l’incantevole paesino di Centuri, affacciato sul suo minuscolo porticciolo, incredibilmente poco affollato di barche. Incredibile se si pensa che eravamo nel mese di agosto, e che il vicino marina di Saint Florent al sicuro della caratteristica rias era pieno da scoppiare. Macinaggio è il paesino opposto a Centuri, un po’ il suo “alter ego” della costa orientale. Macinaggio offre un approdo particolarmente attraente per quelli che si trovino attorno alle coste corse non con un semplice gommone, come è capitato a noi, ma con imbarcazioni più grandi ed impegnative. Il moderno marina, da poco ulteriormente ristrutturato, offre infatti 365 posti barca divisi in 4 bacini differenti per pescaggi che vanno da 1,5 metri a 3,4. Subito alle spalle di Macinaggio, sulle alture, nascosto tra olivi e castagni secolari, scopriamo l’antico paesino di Rogliano, uno dei luoghi più ricchi di magia dell’intera isola. Il comune è diviso in otto frazioni e già nel XII secolo era feudo della famiglia genovese dei De Mari. Aggirandoci tra le mura di pietra affacciate sul sole che nasce, scopriamo piccoli castelli, chiese, torri.

Ma torniamo verso il bel mare trasparente caratteristico della Corsica, e mettiamo la prua a nord, dirigendoci verso il Capo Corso per raggiungere l’incantevole porticciolo di Centuri, non senza prima aver approfittato di alcuni tra i più bei tratti di fondale della zona per dedicarci a splendide immersioni subacquee. Volutamente trascuriamo il tratto orientale di Capo Corso, a sud di Macinaggio, anche se va ricordato che, soprattutto muovendosi con un gommone o con piccole barche, si possono trovare deliziosi ridossi in località quali Erbalunga, nel piccolo porto canale di Sisco o nel porticciolo di Luri. Spingendoci a settentrione di Macinaggio, entriamo nel tratto di costa affacciato decisamente a nord del Capo Corso, l’estremità settentrionale dell’intera isola. Ovvio che per passare una bella giornata di mare in queste acque dovremo aver verificato con cura le condizioni meteorologiche, dato che i venti qui possono essere impetuosi e le condizioni di mare estremamente severe, anche nel caso di brevi buriane estive.

Puntiamo a nord, dunque, e passiamo ben al largo delle isole Finocchiarole, per entrare in un bellissimo tratto di costa, assolutamente splendido per trascorrere un paio di belle giornate di mare e completo relax. Il seno di Santa Maria, offrirà infatti uno splendido riparo con tutti i venti a barche che non peschino però più di un metro e mezzo. Il relativo affollamento che troveremo nella cala confermerà questa affermazione. Nei pressi della Cala di Santa Maria si trova l’isola della Giraglia, estremità settentrionale della Corsica e meta di una bella immersione. L’isola è parco naturale e non si può scendere a terra, dirigiamoci dunque verso un sommo roccioso di poco al largo dell’estremità nordoccidentale dell’isola e li scendiamo in acqua.

Rimarremo estremamente delusi se siamo in cerca di grandi ventagli di gorgonie colorate: quello che dobbiamo attenderci da questa facile passeggiata subacquea è l’incontro con una grande abbondanza di pesce. Aspettiamoci un’acqua cristallina, una splendida visibilità, e programmiamo di scendere a quindici, venti metri: saranno più che sufficienti per avvistare le sagome eleganti di grandi lecce, ricciole, palamite, dentici e saraghi. Il regalo più bello che la secca della Giraglia può offrirci durante l’immersione è l’incontro, non rarissimo, ma di certo fugace, con un branco di splendidi barracuda del Mediterraneo, piuttosto comuni in queste acque battute da forti correnti. Se siamo con una piccola barca, dopo l’immersione possiamo andarci a riposare nell’ampia cala della marina di Barcaggio dove potremo mangiare un boccone in un piccolo ristorante, o nella più piccola marina di Tollare. Entrambi questi approdi non offrono servizi e sono riservati a piccoli natanti.

Navighiamo dunque verso ovest, diretti sul massiccio di Capo Grosso, oltre il quale procederemo sempre lungo la costa che scende versosud ovest e poi francamente verso sud. Superata la marina di Tollare, la costa si fa sempre più impervia, alta, articolata, rocciosa, a picco sul mare. Di qui a Centuri non troveremo ridossi degni di tale nome, ma potremo scegliere a nostro piacimento una caletta, un’insenatura, una rientranza, dove ancorare e godere della bellezza di questo magnifico ambiente naturale. L’incredibile trasparenza dell’acqua ci aiuta nella navigazione, consentendoci in ogni momento di individuare con anticipo eventuali bassofondi rocciosi. La profondità che di solito la costa raggiunge fin dai primi metri è comunque la migliore garanzia per una navigazione sicura, a meno che non siamo davvero a pochi metri di distanza dal bagnasciuga.

Tutta la zona offre fondali rocciosi ed articolati, ricchi di pesce e a bassa profondità, assolutamente ideali per chi sia alle prime armi con l’immersione subacquea. Il “top” delle immersioni nella zona è rappresentato dal banco di Centuri. Situato a nord ovest del porticciolo omonimo, è un vasto tratto di fondale che da quote prossime agli ottanta metri sale in certi punti fino a quindici venti. Non aspettatevi pareti verticali: la zona è come detto molto ampia e le morfologie del fondale sono quasi sempre piuttosto pianeggianti, tranne qualche taglio roccioso di pochi metri incredibilmente ricco di vita e colori, di enormi ventagli di gorgonie rosse, di spugne, traforato in grotte abitate da incredibili quantità di deliziose aragoste. Per trovare i tagli buoni è indispensabile farsi accompagnare e non ci risulta che a tutt’oggi la zona sia frequentata da alcun centro di immersione, se non da realtà occasionali che durano una stagione o poco più. L’ambiente nel porticciolo è comunque molto amichevole, e dopo un paio di giorni ci si conosce tutti. E’ dunque assolutamente possibile accordarsi con qualche altro sub ed organizzare l’immersione. Attenzione: per quanto splendidi e profondi nelle parti più interessanti attorno ai quaranta metri, i fondali del banco sono estremamente impegnativi per la presenza di forti correnti che rendono l’immersione assolutamente riservata ai più esperti. Per chi non è un vecchio lupo dei fondali marini, rimane tutto da esplorare il fondale a sud ovest dell’isolotto di Centuri, ricchissimo di rilievi, di piccole secche dalle profondità dell’ordine dei venti-venticinque metri, popolate da una incredibile quantità di pesce, soprattutto saraghi, corvine e cernie. Siamo così giunti al porticciolo di Centuri, attorno al quale sono in corso di ultimazione i lavori di messa in opera di un nuovo molo frangiflutti che ne chiude il lato settentrionale, togliendo al luogo un po’ di magia e di intimità, ma offrendo al navigante un ormeggio più comodo e sicuro. Centuri è un luogo che, dopo la nostra esperienza, vi consigliamo caldamente di scegliere come base, per la sua bellezza, per la cortesia e l’ospitalità della gente, per la piccolezza del luogo, che consente di conoscere tutti dopo un paio di giorni. Non ultimo per i favolosi ristoranti in grado di offrire pesce e aragoste che ricorderemo per anni.

NOTIZIE UTILI

La zona di Capo Corso è facilmente raggiungibile via mare da qualsiasi punto delle coste toscana e ligure dopo navigazioni comprese tra le 50 e le 100 miglia. Per i proprietari di piccole imbarcazioni carrellabili, vi consigliamo di utilizzare le navi della Corsica Ferries in partenza da Livorno e Savona per Bastia: abbiamo sempre trovato a bordo un ottimo servizio. Per informazioni rivolgersi agli uffici della compagnia in Milano, via Paolo da Cannobbio 12, 20122. Tel 02 89010182 fax 02 89010191

Per alloggiare a Centuri o nella zona, il modo migliore è quello di rivolgersi alla Maison de la France, Ente Nazionale Francese per il Turismo, via Larga 7, 20122 Milano tel. 899/199072, fax 02/58486221, e-mail info.it@franceguide.com – e richiedere la documentazione necessaria.

Volendo possiamo contattare direttamente l’ufficio per il turismo corso al 17 boulevard Roi-Jerome – 2000 Ajaccio
Tel 0033 4 95517777 fax 0033 4 95511440.

La cucina nei ristoranti di Centuri è davvero favolosa. Noi abbiamo sul posto conosciuto tre fratelli pescatori e gestori di altrettanti ristoranti. I loro nomi sono Henry, Pieryves e Fernand Sker e i loro ristoranti rispettivamente La Macciotta, Le pecheur e Le Langoustier. Differente l’ambiente, lussuoso e raffinato quello del Langoustier, affacciato sul porto, più semplici gli altri due, ma ovunque delizioso il cibo. Telefonate ad Henry per ogni informazione: parla bene italiano. Il suo numero è: 04 95356412. Consigliabile anche l’hotel ristorante La Jetee, sul lato opposto del porto.

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