Ischia attrazione in blu e verde

Ischia: le sue coste, il suo mare, la vegetazione e i fiori, rinnovano magie che non si dimenticano. E’ un’ottima base per chi fa vacanze in barca e per chi pratica le attività subacquee.

Non c’è bisogno di vedere Ischia per scoprirne le origini vulcaniche. Da sempre, infatti, la tradizione ci racconta l’isola come una prestigiosa stazione termale, conosciuta ed apprezzata fin dai tempi più antichi. Saune naturali, fumarole, sorgenti idrotermali, hanno dato ad Ischia la notorietà ed il successo che conserva ancora oggi. Forse tutto questo ha nascosto un po’ agli occhi degli appassionati del mare e della navigazione una splendida isola mediterranea, abbastanza grande da permettere soddisfacenti navigazioni giornaliere per spostarsi da un ormeggio all’altro, ma non tanto grande da essere dispersiva, e che fa parte di un piccolo arcipelago che essa compone con Procida e Vivara. E, soprattutto, è una perfetta base d’appoggio per una lunga crociera che tocchi alcune delle più belle isole del Mediterraneo, come le Pontine e Capri. Ischia può dunque essere scelta come fulcro, come punto strategico per organizzare una vacanza completa e divertente, per la sua posizione centrale, perchè è l’unica isola che in questa parte del Tirreno offra tante caratteristiche positive e diverse tra loro. Prime fra tutte porremmo le possibilità di ormeggio in almeno quattro porti (non considerando il piccolo porticciolo di Lacco Ameno) sicuri e ben assistiti. Poi la bellezza delle coste, lungo le quali si alternano vasti arenili ben attrezzati per la balneazione a zone alte e selvagge, inaccessibili da terra e risparmiate dall’edilizia.

Dal punto di vista subacqueo, poi, l’isola sembra essere stata divisa in settori distinti, ognuno ideale per una categoria diversa di appassionati: gli apneisti, quelli che si immergono con l’autorespiratore ma senza una grande esperienza, e i sommozzatori più bravi ed esigenti. Nelle giornate di mare mosso ci si può dedicare all’esplorazione dell’interno, scegliendo tra escursioni nella natura, itinerari attraverso la storia dell’isola od occuparsi di shopping, prediligendo naturalmente i prodotti più tipici dell’artigianato locale, come le famose ceramiche di Casamicciola. Oppure si può preferire il completo relax nel tepore di una delle tante stazioni termali. Qualsiasi soluzione si sia scelta per trascorrere la giornata, la sera sarà ancora più piacevole e divertente, trascorsa su di un’ isola che offre davvero molto per la vita notturna, al contrario di altre piccole isole mediterranee.

Ma torniamo al mare, alle coste che la geologia ha voluto dividere in due zone completamente distinte tra di loro: tutta la costa meridionale è alta e selvaggia, fatta di rocce nere inaccessibili e a picco sul mare, mentre il lato settentrionale è basso ed urbanizzato: vi si trovano, infatti, i tre abitati di Ischia, Casamicciola e Lacco Ameno, allineati lungo la costa in senso Est-Ovest e oramai praticamente uniti tra loro. Poco staccato da Lacco Ameno, sul versante occidentale, incontriamo il comune di Forio, con il suggestivo Santuario della Madonna del Soccorso affacciato sulle rocce verso il mare aperto, a protezione di tutti i marinai e naviganti. Anche i fondali rispecchiano la morfologia esterna: sono molto bassi e pianeggianti nel settore settentrionale ed incredibilmente verticali e profondi nel settore meridionale. A Punta Sant’Angelo, a neppure venti metri di distanza dalla costa, si trovano già più di cento metri di profondità: basta navigare con lo scandaglio acceso per rendersi conto dell’imponenza di questa montagna vulcanica che dalle alte profondità del golfo di Napoli si impenna bruscamente per emergere e raggiungere in breve gli ottocento metri del Monte Epomeo, la cima più alta dell’isola. E dunque, a parte quelle giornate in cui sono il vento e le onde del mare a condurre forzatamente la nostra barca in una cala a ridosso, una giornata di mare ad Ischia sarà da trascorrere lungo l’incantevole costa meridionale dell’isola, per poi salpare alla sera alla volta dei sicuri porti della costa Nord che offriranno rifugio per una notte tranquilla.

Partiamo, dunque, dal Porto di Ischia, un bacino circolare, con un’ apertura di soli trenta metri di larghezza. L’attuale porto in realtà era un lago vulcanico, nel quale è stato artificialmente tagliato un passaggio nel 1825. Un ridosso sicurissimo, dunque, ma un ingresso molto stretto e pericoloso, reso ancora più insidioso da un frangiflutti ad Ovest dell’imboccatura, praticamente invisibile di notte. Dopo aver doppiato Punta San Pietro, dirigiamoci verso Sud, costeggiando tutta una serie di arenili protetti da allineamenti di massi frangiflutti, fino ad arrivare al Castello Aragonese, arroccato su un’isola rocciosa unita ad Ischia da uno stretto passaggio artificiale. Le rade, da una parte e dall’altra del castello, costituiscono ottimi punti di ormeggio e consentono di passare una tranquilla notte all’ancora. Il fondale è in entrambi i casi molto basso e buon tenitore. Oltre il castello, la costa comincia ad alzarsi: di qui alla spiaggia dei Maronti non esistono accessi al mare o costruzioni visibili. Solo natura selvaggia, fatta di rocce vulcaniche e acque limpide e profonde. In questo tratto di costa è senz’altro da segnalare la celebre Grotta del Mago, che si inoltra per diverse decine di metri all’interno della montagna, costituendo un vero laboratorio naturale per gli studiosi e gli appassionati di macrofotografia e biologia marina, che troveranno al suo interno un vastissimo campionario di animali sciafili.

Oltre punta San Pancrazio, fino a Capo Grosso, si estende un ampio golfo esposto a Sud con fondali adattissimi all’ormeggio. Sulla punta i sub trovano uno dei luoghi di maggiore interesse subacqueo tra tutti quelli che offre l’isola. La parete prosegue sott’acqua con una frana di giganteschi massi e salti rocciosi ricchi di vita e colore. Ma è doppiando la punta Capo Grosso che scopriamo quella che, a nostro avviso, è la parte più bella dell’isola: il promontorio di Sant’Angelo che si sporge verso il mare aperto dalla spiaggia dei Maronti. Basta entrare in barca nel porticciolo in una bella giornata di primavera per comprendere il perchè di questa affermazione: dalle pendici dell’isola il paesino, composto di poche case aggrappate alle rocce, si affaccia sul mare accecato dal sole. Se dovessimo rappresentare la nostra “idea” del tradizionale borgo mediterraneo, probabilmente sceglieremmo proprio Sant’Angelo in una giornata di fine aprile, con tutto il suo fascino semplice, la tradizione delle reti ammucchiate sul piccolo molo e dei gozzi colorati che si specchiano nell’acqua immobile, con la gioiosa serenità che ispirano le casupole, costruite l’una sulle mura delle altre, colorate dai caldi raggi di sole. Potremo pernottare a Sant’Angelo, ormeggiati al molo già attrezzato con cime in acqua e corpi morti.

Sott’acqua la Punta di Sant’Angelo è ancora più bella che fuori, con una impressionante caduta di rocce verticali coperte da una fittissima foresta di gorgonie di ogni colore. La bellezza di questa parete è indescrivibile ed è accresciuta dal fascino di sapere che il fondo , la fine di questo spettacolo stupendo, è a profondità per noi irraggiungibili, di molto superiori ai cento metri. Già a partire dai cinquanta metri le rocce sono ricoperte di esili rami di corallo rosso. Un tempo, neppure troppo lontano, le rocce ne erano completamente ricoperte; poi, purtroppo, un paio di barche di corallari le hanno ripulite completamente. Sono rami giovani, dunque, quelli che crescono oggi nell’oscurità del mare profondo, rami sottili, troppo fini, ma sufficientemente lunghi per entusiasmare un subacqueo che scopra alla luce della torcia lo spettacolo del rosso acceso dello scheletro impreziosito dai polipi estroflessi dal colore bianco candido. Ma c’è un altro organismo raro e spettacolare che cresce tra le gorgonie di Punta Sant’Angelo: la Gerardia savaglia. La Gerardia è impropriamente nota con il nome di “corallo nero” del Mediterraneo.

Ma per conoscere la storia del “corallo nero” di Sant’Angelo, occorre parlare del personaggio cui si deve la sua scoperta su questa parete. Alla fine degli anni settanta, Franco Savastano, oggi un famoso fotogiornalista, scoprì fra le gorgonie un enorme ramo di Gerardia. In realtà non era un organismo “prezioso” come il corallo rosso ma, per la sua rarità e per la sua bellezza nelle fotografie di Franco, il ramo fu il soggetto di diversi articoli apparsi all’epoca su varie riviste specializzate e non. La fama fu funesta al bel corallo che un brutto giorno fu segato e portato in superficie dai soliti ignoti. Occorre dire che la Gerardia non sembra sia in grado di costruirsi un suo proprio scheletro ex novo, ma si comporta invece da parassita delle gorgonie che uccide e ricopre, utilizzandone lo scheletro come supporto. Solo in secondo momento la Gerardia scioglierà la struttura della gorgonia per sostituirla con la sua propria, che è di diversa composizione chimica. Evidentemente quelli che hanno strappato il ramo lo hanno agitato facendone cadere alcuni frammenti che hanno aggredito le gorgonie sottostanti. Il risultato è che oggi sulla parete si trovano più di dieci rami di Gerardia. Sono rami ancora sottili, probabilmente solo allo stato di parassiti delle gorgonie delle quali non hanno ancora sostituito lo struttura scheletrica. Questa teoria non toglie per nulla la spettacolarità ai rami dal colore giallo squillante circondati dal rosso delle Paramuricee e dai fittissimi branchi di Anthias che nuotano nell’acqua limpida.

NOTIZIE UTILI

Ischia è ben collegata con i porti di Napoli e Pozzuoli con un frequente servizio di traghetti e aliscafi che partono praticamente a ciclo continuo. Oltre a Ischia Porto, anche Casamicciola è servita dalle compagnie di navigazione. Una informazione utile possono essere le indicazioni su due garage a Napoli dove poter lasciare l’automobile nel caso in cui si prenda l’aliscafo o si decida di traghettare a piedi:

Garage Azzurro, via Mergellina – tel 081/663668;
Garage Sannazzaro, piazza Sannazzaro – tel 081/681437.

Per le immersioni ci si può rivolgere a Franco Savastano, titolare dell’Ischia Habitat, un centro di immersioni estremamente singolare. Franco ha, infatti, messo a punto una struttura su misura per gli amanti delle riprese video e fotosub, mettendo a disposizione dei subacquei tutta la sua esperienza e una attrezzatura professionale per il montaggio televisivo. A disposizione delle troupe televisive c’è una organizzazione in grado di procurare quelle creature marine interessanti per il soggetto del film. Alcune vasche attrezzate permettono, inoltre, di seguire gli animali e filmarli qualora ci fosse bisogno di riprese di loro comportamenti in cattività. Al normale subacqueo Franco offre un’assistenza personalizzata ed un’ospitalità completa nei due deliziosi appartamenti dell’Ischia Habitat. Un centro immersioni piccolo ed esclusivo, per chi vuole vivere il mare di Ischia con un vero esperto. Per ulteriori informazioni si può contattare direttamente Franco Savastano al telefono / fax 081/981433.

Ad Ischia è fiorente l’artigianato della ceramica. L’antica fabbrica dei fratelli Mennella si trova sulla strada costiera poco prima di entrare in Casamiccio-la, provenendo da Ischia Porto. Sarà possibile scegliere tra gli oggetti in produzione o richiedere dei prodotti personalizzati.

Interessante anche una visita alla galleria del celebre pittore ischitano Mario Mazzella, sulla strada principale di Ischia Ponte.

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