Leuca La terra dei due mari

Santa Maria di Leuca: una zona di notevole bellezza naturalistica, che offre chilometri di belle spiagge sabbiose e falesie rocciose, con un retroterra prodigo di storia e cultura, di paesaggi splendidi da ammirare.

Stiamo parlando della zona del “tacco d’Italia”, dell’ultima propaggine della penisola, della fine della bella terra di Puglia, dell’estremo sperone che separa lo Ionio dall’Adriatico. Tanto è stato detto in questi ultimi tempi su questa regione d’Italia, purtroppo se ne è parlato con un certo timore, evidenziando un gran numero di sbarchi di sfortunati profughi albanesi. In realtà la situazione sul luogo non è così come potrebbe sembrare da quanto descritto dai telegiornali. Abbiamo passato lì la scorsa Pasqua, senza avere il benché minimo sentore di quanto dai media sembrava invece dovesse essere estremamente presente e tangibile. E così nello scorso mese di aprile abbiamo potuto godere di meravigliose giornate di sole e di navigazione lungo una costa splendida e deserta, deliziandoci con immersioni magnifiche, su fondali dalla ricchezza davvero inaspettata, navigando su un mare calmo e blu. Anzi, su due mari calmi e blu, dato che tutti i giorni passavamo dall’Adriatico allo Ionio e viceversa.

Ed ecco dunque un racconto di quello che abbiamo visto, dei punti di costa più belli ed interessanti, delle immersioni più affascinanti.

Iniziamo il nostro percorso dal mar Ionio, navigando lungo costa verso Santa Maria di Leuca, verso il celebre ed evidente “tacco dello stivale”. Scendendo verso sud da Gallipoli, e seguendo poi la costa in direzione sud est, ci troviamo in un punto piuttosto pericoloso per la navigazione: si tratta della vasta area di bassifondi nota con il nome di Secche di Ugento. Le sommità rocciose delle articolate secche arrivano ad affiorare sul pelo dell’acqua. L’estensione totale dei bassifondi è notevole e si spinge fino a diverse miglia dalla costa. La zona è per questo interdetta e ben segnalata sulle carte. Per transitarvi senza problemi, una meda luminosa segnala il punto che bisogna lasciare ad almeno un miglio da terra, navigando verso sud o verso nord. Per i subacquei, se attrezzati con piccole barche ed accompagnati da esperti della zona, è divertente l’esplorazione dei resti di un mercantile affondato, chiamato dai sub locali “Liesen” a causa del ritrovamento di questo nome scritto su di una porta. L’immersione è adatta anche ai principianti, dato che non si superano i dieci metri. Divertente osservare il motore ormai divenuto tana per numerosi pesci (occhiate, scorfani). Impressionante l’elica appoggiata sulla sabbia, dal diametro di ben tre metri e venti. All’interno della prua si trovano alcune grandi pinna nobilis.

Dalle secche di Ugento torniamo verso costa, senza tuttavia avvicinarci troppo, dato che il fondale si mantiene costantemente poco profondo e roccioso. La costa è generalmente bassa e sabbiosa, coperta da macchia mediterranea. Belle le spiagge, alcune attrezzate con chioschi e punti di ristoro, ma inavvicinabili per chi arriva in barca, a meno di non utilizzare il tender e lasciare la barca all’ormeggio. Siamo nei pressi del porto di Torre Pali, un porticciolo adatto a barche di piccola stazza, al quale si accede attraverso un canale naturale di difficile individuazione. Attualmente sono in corso lavori di ampliamento e sistemazione della zona, ma non sono ancora conclusi. Converrà piuttosto spingersi verso Torre Vado, porticciolo dalle nuove strutture da poco approntate con indubbio gusto e criterio, in grado di ospitare barche un pochino più grandi, ma ne è sconsigliato l’accesso agli yacht a vela per il basso fondale (circa 2 metri). Torre Vado, attrezzato con acqua in banchina e punti luce e acqua indipendenti in via di ultimazione, offre possibilità di attracco al frangiflutti principale, riservato però ai pescherecci. Per il diporto sono disponibili alcuni piccoli moli, adatti più che altro a barche di 8/10 metri di lunghezza. Si tratta di un porto leggermente disturbato dal Maestrale e dal Ponente. Di fronte al porto si trova una serie di bassifondi a circa tre metri di profondità.

Seguendo da Torre Vado la costa, la scopriamo ininterrottamente rocciosa, talvolta bassa sul mare, altre volte interrotta da deliziose calette protette da falesie alte una decina di metri e frammentate in grotte divertenti da esplorare con maschera e pinne. L’acqua è sempre limpida, l’ormeggio facile su fondali bassi e rocciosi, ottimi tenitori. E’ una zona da non trascurare se si vuole trascorrere una rilassante giornata di mare. Da non mancare l’esplorazione con maschera e pinne della grotta del Drago, della grotta del Presepe e delle Tre Porte. Tutto questo tratto di costa offre un ottimo ridosso ai venti settentrionali, soprattutto dal Grecale. Ideale il tratto di costa compreso tra Torre Marchiello e Punta Ristola, ridossato anche dal Maestrale. Si tratta di una zona in estate molto frequentata da imbarcazioni che offrono gite turistiche e visite alle grotte da mare. Attenzione dunque al traffico e alla presenza di bagnanti.

Oltre Punta Ristola entriamo nella baia in cui si trova il porto di Santa Maria di Leuca, recentemente attrezzato con moli galleggianti per creare un moderno porto turistico. Disponibilità di gru da 20 tonnellate e acqua e luce in banchina. Nel porto di Leuca occorre fare attenzione alle mareggiate da sud, talvolta particolarmente violente. Benzina in banchina a Leuca nella zona interna, di fianco alla Capitaneria di porto. Interessanti informazioni circa il Porto Turistico e la zona in generale le troviamo presso il sito internet www.capoleuca.it . Circa ad un miglio dalla costa, in direzione sud, si trova la celebre secca del Paseddhu o Banco della Scala, una secca rocciosa molto estesa e caratterizzata da quote che variano tra i 20/ 27 metri fino a oltre 90. Dopo anni e anni di immersioni nel nostro mare, mi riesce difficile pensare ad un tratto di fondale più bello e più ricco di questo. Tra le rigogliose pareti di gorgonie, tra le spugne che ovunque ricoprono le rocce del fondo, abbiamo trovato davvero di tutto. Una ricchezza di pesce e di organismi marini veramente impressionante. Attenzione però! Si tratta di un’immersione veramente impegnativa, dove ci cimenteremo con profondità piuttosto elevate e forte corrente. E’ opportuno dunque farsi accompagnare dal locale centro d’immersione.

Uscendo dal porto di Leuca e dirigendoci verso est, siamo in breve a Punta Meliso, proprio sotto al bianco faro del capo. Una bella caletta offre l’ormeggio per un bagno in acqua cristallina. Al largo si estende una meravigliosa cigliata che genera due pareti parallele tra loro, ricchissime di Parazoanthus, celenterati a forma di piccole margherite dal colore giallo intenso, e ideali per incontrare banchi di pesce pelagico. La scorsa estate questo luogo è divenuto famoso presso i subacquei locali per l’assidua presenza di fittissimi branchi di barracuda del Mediterraneo che si lasciavano facilmente avvicinare. Un incontro meraviglioso e certo rarissimo nel nostro mare.

Di qui entriamo nel bacino Adriatico ed iniziamo a navigare lungo un tratto di costa alta e precipite, assolutamente spettacolare. I fondali sono costantemente profondi e privi di pericoli per le imbarcazioni. La caletta successiva al Meliso è quella chiusa da Punta Terradico e con questo nome indicata. Stiamo ora navigando lungo un tratto di costa in direzione nord est. I fondali della caletta di Punta Terradico sono di circa 15 metri, adatti dunque all’ormeggio per una giornata di relax. Allontanandosi dalla costa, incontriamo un ciglio che ci accompagna fino a 45/50 metri. Qui, a 30 metri, incontriamo la Grotta dei Gamberi. Si tratta di un’ampia cavità che consente un facile accesso, popolata, come dice il nome, da fittissimi branchi di gamberi rossi che si muovono a sciami. Un’apertura nella parte alta lascia filtrare un raggio di luce che aggiunge una grande atmosfera all’ambiente. Tutta la zona è caratterizzata da alte falesie frammentate in una infinità di grotte. Tra le quali vanno segnalate la Grotta del Gabbiano, che si addentra nella roccia per oltre 40 metri a 10 metri di profondità circa, e la grotta del Soffio, più larga e divisa in due camere che si spingono fino a 40 metri dall’ingresso: altre due immersioni facili e divertenti da poter effettuare. Cerianthus, aragostine, magnoselle, spugne incrostanti rosse, sono creature che incontreremo all’interno delle cavità.

Bellissima e altamente scenografica la grotta “la Vora”, nella quale con una piccola barca si può spingersi all’interno. Anche qui, al di fuori della grotta, si può contare su di un fondale profondo circa 15 metri ed ottimo tenitore. Bellissima anche la Grotta della Cattedrale, avanti circa mezzo miglio dalla grotta della Vora e caratterizzata da stalattiti che penzolano dalla grande volta rocciosa. Tutta questa zona è ottima per lo snorkelling. Da segnalare l’immersione alla Punta delle Due Pietre, impegnativa ma caratterizzata da stupende colonie di gorgonie rosse. Particolare, oltre Punta delle Due Pietre, l’immersione sui resti di una antica nave, della quale sono ancora chiaramente visibili i resti della zavorra di pietre e otto cannoni in bronzo appoggiati sul fondo, oltre alle due ancore in ferro.

Un ponte sospeso su cui passa la strada litoranea ci indica la posizione del bellissimo fiordo del Ciolo, una strettissima insenatura aperta nelle rocce calcaree che termina in una spiaggetta sulla quale si trova lo scalo di alcuni gozzi di pescatori. Entrando scopriamo a destra l’apertura di una grotta scavata dalle acque sorgive che ancora oggi fluiscono abbondanti verso il mare aperto. L’immersione all’interno della grotta è piuttosto impegnativa e si consiglia di farsi accompagnare, dato che, pur non esistendo all’interno diramazioni secondarie nelle quali perdersi o pericoli di intorbidire l’acqua con la sospensione sollevata dal fondo poiché questa sarà in breve portata via dal flusso della sorgente, si progredisce all’interno per diverse decine di metri.

Arriviamo poco oltre il Ciolo al minuscolo e caratteristico porticciolo di Novaglie: un piccolo scalo di pescatori, ricavato scavando le rocce calcaree e accessibile attraverso uno stretto canale, anch’esso artificiale. Qui termina il nostro itinerario, affacciati sull’Adriatico, verso la Grecia che ci attende a poche miglia di distanza.

NOTIZIE UTILI

Per arrivare a Santa Maria di Leuca occorre raggiungere Bari in autostrada via Napoli o Pescara, e poi procedere lungo la superstrada alla volta di Brindisi e poi Lecce. In aereo l’aeroporto più vicino è quello di Brindisi. Elenchiamo di seguito una serie di alberghi e di ristoranti in alcune delle località citate nel testo.

Torre Pali:
Pro Loco 0833-520956
Hotel Le Voilier 0833-712190; Pensione Ristorante Riviera 0833-711344; Hotel La Conca 0833-711056.

Torre Vado:
Pro Loco 0833744265
Hotel La Collinetta 0833-712180; Hotel Il Milanese 0833-711432
Hotel Albatros 0833-712174; Hotel Ristorante “La Kambusa” 0833-712017; Ristorante Profumo di Mare (rinomato per il pesce e per l’ottimo sauté di cozze e vongole) 0833-711460.

Santa Maria di Leuca:
Pro Loco 0833/758161 – Delemare 0833-758580 – C/P Gallipoli 0833/266862;
Hotel Terminal 0833-758242; Hotel Rizieri 0833-758007; Hotel 2 Mari 0833-758588; Residence Scogliera del Gabbiano 0833-758808.
Colaci Mare Forniture Nautiche e gite guidate. Gestiscono l’imbarcazione dal fondo di vetro Sub sea explorer 0833-758288;
Nautimare Team Nautica-pesca e assistenza 0833-758618; Sailorman Forniture Nautiche-pesca e accessori Circolo Velico Leuca 0833-758556; Lega Navale 0833-751398.

Sull’articolo non abbiamo parlato della cala di San Gregorio, antico porticciolo romano, a ridosso dai venti del 1° quadrante ma anche dallo Scirocco, sul cui fondale, a 7 metri, si trovano ancora sparsi numerosi cocci di anfore a ricordo del traffico che veniva effettuato in questa piccola rada e, ancorando la barca nella piccola insenatura, si può pranzare al Ristorante Da Mimì, tel 0833-767861.

Per immergersi sui fondali di Leuca, o frequentare un corso d’immersione, rivolgetevi al “Diving service”, il centro d’immersione gestito da Simonetta e Marcello Ferrari con base a Torre Vado e a Leuca. Il recapito è via Trieste 5, Morciano di Leuca, tel/fax 0833.743685, tel. 0833.711439, cell. 0335.5846092, e-mail mailds@divingservice.org

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