Palau e Yap

Esperienze d’immersione: articoli dei nostri lettori che vogliono raccontare un viaggio, una crociera, ma anche una semplice immersione o un argomento tecnico

di Giovanni Marola

Palau è un arcipelago piuttosto esteso posto a est delle filippine. Il luogo è veramente bello anche dal punto di vista paesaggistico e farlo in crociera è il modo migliore (io ero con l’aggressor) per apprezzarne le qualità sopra e sott’acqua. L’intrico di isole e isolette offre spettacoli di rara bellezza come ad esempio questo arco naturale.

Ovviamente dopo aver letto tante cose mirabolanti su Palau il primo contatto sott’acqua è stato un pò deludente.

Sopratutto le celebri ‘blue holes’ che il Richard Pyle descrive con: “As I plunged over the side of the boat and descended through the fabulous caverns, I was in awe at the incredible visibility of at least 400 feet” ci hanno accolti con una visibilità piuttosto mediocre che ci ha impedito di godere appieno della loro indubbia magnificienza.

Fortunatamente li vicino c’è il ‘blu corner’, indubbiamente il posto più affascinante che io abbia mai visitato. È una parete a picco che sprofonda nel buio. La si percorre tranquillamente sui 30 metri e poi si comincia a risalire con calma.

Man mano che si sale ci si sente spingere verso l’alto da una corrente sempre più forte fin che si arriva sul bordo superiore e si viene letteralmente risucchiati verso l’entroterra, lungo un pianoro posto a 15 – 20 metri.

Ma ognuno è pronto col reef-hook e si aggancia alla roccia.

Io questo reef – hook non l’avevo mai visto e così ve lo descrivo: un gancio tipo quello che si usa per appendere i salami in cantina collegato ad una funicella di nailon lunga un paio di metri da fissare al gav. Si rimane così sul bordo del precipizio trattenuti dal gancio e sollevati in alto dalla corrente, come un aquilone. (ecco tre dei miei compagni agganciati al bordo del precipizio). Lo spettacolo è davvero indimenticabile: un via vai di barracuda, carangidi, napoleoni, aquile ma sopratutto squali.

Tanti, tanti squali che passano e ripassano davanti a pochi metri con i loro pesci pilota, immersi in una nube di pesci più piccoli nell’acqua trasparente. Si stà lì 15 – 20 minuti e si avrebbe voglia di non venir più via. Poi ci si sgancia, e si parte a razzo e percorrendo dei canaloni di sogno fino a che la corrente cessa bruscamente e si risale nella barca che sa dove attenderti….

Beh si, la seconda volta il sottoscritto avendo deciso di fare un percorso alternativo…

Ecco qui come è andata.

Il tempo era splendido e il mare liscio ma con un’onda lunga che penetrava fin verso terra formando a poche decine di metri dalla scogliera rocciosa alta sul mare, uno di quei meravigliosi frangenti che sono la gioia dei surfisti.

Ci immergiamo guidati da Sarah, la nostra guida sudafricana di origine olandese.

Dopo aver goduto, attaccati al solito reef hook, della spettacolare visione degli squali partiamo verso terra imboccando a tutta velocità uno splendido canalone. Io rimango in coda e mi godo la gimcana di quelli che stanno davanti. Per maggior divertimento quando si incontra una montagnola al centro mentre loro girano a destra io giro a sinistra e poi ci ricongiungiamo.

Il gioco è divertente, solo che ad un certo punto mi accorgo che qualcosa non ha funzionato: loro hanno imboccato un canale a destra ed io uno a sinistra. Di tornare indietro con quella corrente non se ne parla neppure cosi proseguo tranquillo e rilassato.

Improvvisamente la roccia ai lati sparisce e mi ritrovo in una spianata di sabbia completamente deserta: un ambiente veramente spettrale senza segni di vita. Il fondale è sui 10 metri e l’acqua, illuminata dal sole di mezzogiorno, limpidissima: guardo in avanti e vedo vicinissimo e chiarissimo, un muro ribollente di schiuma.

Beh, non giudicatemi male ma il cuore mi si è fermato di colpo, senza scherzi. Poi mi sono ripreso: la corrente era cessata e percepivo solo il passare delle onde in superficie e la massa d’acqua in cui ero sospeso che oscillava avanti e indietro.

Alla fine vedendo che non succedeva niente e non c’era il ben che minimo pericolo di finire nel vortice minaccioso, decido di risalire e controllare la situazione. Metto la testa fuori nel cavo dell’onda e vedo che per fortuna sono in una zono priva di frangenti che invece sono alti alla mia destra, la terra alle mie spalle è invece molto vicina e su di essa l’onda si frange con violenza creando quel muro di schiuma che mi aveva spaventato..

Scorgo infine la barca molto lontana e i miei compagni risaliti in superficie a metà strada spostati verso sinistra. Di pinneggiare in superficie neanche a parlarne; scendo immediatamente e comincio a strisciare sul fondo sabbioso pinneggiando quando l’acqua si muove in avanti e bloccandomi con le mani quando mi risucchia verso terra..

Dopo un pò di quella ginnastica mi accorgo che l’acqua è più tranquilla e guardando in alto tutto appare abbastanza calmo. Risalgo di nuovo e ti vedo a poca distanza la barca che ha appena raccolto il resto del gruppo. Mi vedono e mi vengono a prendere. La Sarah appena a bordo mi scruta con l’occhio indagatore ma io faccio finta di nulla.

Ehi bambolona che vuoi? un pò di moto per stimolare l’appetito ci vuole, o no? :-))))

Palau ha anche un’attrattiva particolare e cioè il lago delle meduse non urticanti del tutto simile a quello che si trova a Sangalaki.

Purtroppo il lago ha subito un duro colpo in questi ultimi anni dal Nino e delle meduse della specie che era più diffusa e cioè le Mastigias, sono rimasti pochi e rari esemplari.

Ovviamente le immersioni a Palau non sono tutte per vedere squali o altri grandi pelagici. I fondali offrono lo spettacolo di meravigliose gorgonie, l’incontro con le tartarughe, i nudibranchi ecc.

Palau inoltre è stata sede di una lunga e cruenta battaglia tra americani e giapponesi di cui sono rimasti molti cimeli.

Dopo Palau sono stato tre giorni a Yap, un’isola ancor più a est (vedi piantina).

Yap è molto bella, il mare liscio come una tavola e l’acqua veramente cristallina. Il corallo è mediocre ma la grande attrazione sono le mante che lì vivono in permanenza.

Ci si immerge prima su di un fondale di sabbia intorno ai 20 metri posto al centro di un canale e si sta lì inginocchiati a godere lo spettacolo in controluce delle mante (ecco la foto di una manta fatta da lontano in quanto è proibito lasciare il fondo e avvicinarsi ai meravigliosi bestioni).

Poi, ci si piazza a lato a mezza costa con le mante che ti passano accanto con pigre ed eleganti virate. Uno spettacolo davvero indimenticabile.

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