Senegal: un itinerario alternativo in barca

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SENEGAL: UN ITINERARIO ALTERNATIVO IN BARCA

Testo e foto di Manuela Moroni e Alberto Puppo

Essendo a Capo Verde, a sole 350 miglia dalla costa africana occidentale, ci siamo chiesti: perchè invece di andare verso Ovest non andiamo verso Est, verso l’Africa Nera? E così è stato, dopo 4 giorni di bolina larga ci siamo ritrovati nell’ampia baia di Dakar, la caotica capitale del Senegal.

L’ormeggio indicato per le barche a vela si trova davanti ad Hahn Plage, dopo il porto commerciale. Lo si trova senza problemi, perchè è lì che sono ormeggiate tutte le barche a vela dei giramondo. Salta immediatamente all’occhio che la maggioranza delle barche batte bandiera francese, questo innanzitutto perchè il Senegal è un’ex colonia francese, quindi la lingua ufficiale è il francese, inoltre perchè i francesi sono più avventurosi di noi e amano “bazzicare” itinerari poco battuti.

Hahn Plage non è una bella spiaggia, anche se di sabbia bianca, ma è pittoresca: alcuni africani ne hanno fatto la loro fissa dimora ed inoltre proprio qui arrivano le coloratissime piroghe di legno dei pescatori di Dakar, cariche di pesce da vendere al mercato dietro la spiaggia. Ad Hahn Plage ci sono due club nautici: il CVD e l’ADP, entrambi gestiti da francesi. Noi ci siamo ormeggiati di fronte al CVD.

Il CVD offre diversi servizi, tra cui: passaggio a terra nelle ore diurne tramite motoscafo condotto dal cosìdetto “passeur”, Club House con bar e possibilità di cucinare ed organizzare dei barbecues, spedire e ricevere fax, ricevere telefonate, acqua, bagni con docce, possibilità di fare il bucato e lavare le vele. Il tutto pagando circa 150.000 lire al mese.

Pagando a parte è possibile avere un servizio di lavanderia (ci sono delle donne senegalesi che lavano e stirano), si possono prendere a noleggio utensili vari (c’è una piccola officina). E’ inoltre possibile fare carena trainando a terra la barca con dei carrelli.

Si può eventualmente lasciare qui la barca all’ancora e tornarsene in Italia, è però opportuno trovare un Senegalese degno di fiducia che dorma la notte in coperta. Insomma, non è male ormeggiarsi ad Hahn Plage per visitare la caotica, rumorosa e coloratissima Dakar.

Dakar unisce il caos della grande città moderna a quello creato dai vocianti e allegri africani. E’ divertente gironzolare per i vari mercati della città. Il migliore per acquistare frutta e verdura fresca è “Kermel”, in centro, cercate di Abdoul Wabab Bà e dite che siete dei velisti, vi aiuterà con piacere a rifornire la vostra cambusa.

Per l’acquisto invece di articoli vari nei coloratissimi tessuti africani o di oggetti in legno andate al mercato di “Sandagà”, troverete di tutto a prezzi modicissimi, purchè siate disposti a mercanteggiare. I Senegalesi sono ottimi commercianti e partiranno da un prezzo almeno tre volte superiore a quello che potrete ottenere. Se trattare non vi diverte, potrete andare al fornitissimo negozio di tessuti ed abbigliamento di Salime Saleh al 132 di Avenue President Lamine Gueye, vicino al mercato di Sandagà.

Ma dopo il caos di Dakar sicuramente avrete un desiderio folle di tranquillità. A sole due miglia si trova l’isoletta di Gorée, un vero eremo di pace con strade in sabbia, dove non possono circolare automobili. Getterete l’ancora nelle acque limpide del piccolo porticciolo di fronte al centro del paese.

Gorée assomiglia molto ad un’isola della laguna veneta, con molto verde, tante casette colorate, spesso dimore di artisti, con i muri coperti da bouganville, una piccola spiaggetta con tanti baretti dove dissetarsi, qualche ristorante dove gustare in totale relax i tipici piatti senegalesi: il “thieboudienne” (riso con pesce e verdure), il “chicken yassa” (pollo in umido in salsa di cipolle e limone). Potrete poi visitare la famosa “casa degli schiavi”, costruita dagli olandesi nel 1776, Gorée infatti nel XVIII e XIX secolo veniva usata come stazione di selezione e di smistamento durante la tratta degli schiavi.

Da Gorée la mattina presto si può partire per iniziare l’eccitante avventura lungo i fiumi senegalesi. E’ meglio navigare di giorno le 60 miglia che separano Dakar da Djifère, perchè lungo la costa ci sono centinaia di piroghe senza luci con reti a strascico.

A Djifère c’è il passaggio per entrare nel delta del fiume Saloum. E’ consigliabile per navigare lungo i fiumi seguire le indicazioni del portolano inglese di Steve Jones, per evitare di arenarsi in una delle numerose secche.

Dopo essere entrati nel delta del fiume ci siamo ancorati accanto all’isolotto a sud della “passe”, da lì abbiamo assistito al nostro primo “tipico” stupendo tramonto africano, completo di baobab sullo sfondo. La barca è immobile, come sempre lo sarà in ogni ancoraggio sul fiume; per noi velisti è strano non avere nemmeno un pò di ondina e poter gettare l’ancora ovunque ci garbi, senza preoccuparsi mai da che parte tiri il vento.

La mattina ci siamo dedicati all’esplorazione dell’isolotto, passeggiando tra baobab, palme, tanti e svariatissimi uccelli e qualche capanna di paglia utilizzata dai pescatori. In serata i pescatori ci passano accanto a bordo delle loro coloratissime piroghe in legno e ci salutano con grandi sorrisi. Questo atteggiamento sarà una costante in Africa: più povera la gente è, più cordiale e sorridente ti accoglie. Spesso i pescatori ci offrono il loro pesce senza volere nulla in cambio.

Lasciamo l’isoletta dirigendoci verso il Marigot (braccio secondario del fiume) di Gokhor, vicino al villaggio di Dionouar. Per partire aspettiamo l’inizio dell’alta marea, per avere meno probabilità di incagliarci sul fondo sabbioso del fiume, o, nel caso, di poterci disincagliare facilmente. Da questo momento in avanti dovremo cominciare ad abituarci a navigare in pochi metri d’acqua, con l’occhio sempre vigile sull’ecoscandaglio. Soprattutto all’ingresso dei Marigot capita di “toccare”, ma non è difficile liberarsi e tentare di trovare il passaggio in un altro punto, eventualmente facendo un esplorazione con il tender ed uno scandaglio a mano. E’ comunque consigliabile navigare sempre con la marea crescente, ma anche questo fa parte dell’avventura africana. Nel Marigot Gokhor scopriamo con piacere il villaggio vacanze “Delta Niominka”, gestito da un italo-francese gentilissimo, che ci lascia fare acqua e sguazzare nella piscina. La cena è all’altezza dell’accoglienza.

Un paio di giorni più tardi la navigazione procede verso “les Îles du Diable”, per la precisione verso il Marigot anonimo a nord di queste isole. Da dei pescatori acquistiamo dei gamberetti da usare come esca per la pesca e ci inoltriamo nel nostro primo Marigot con pareti di mangrovie ai lati. Le mangrovie saranno poi una costante sul fiume e così le ostriche, che vivono sulle radici delle mangrovie: migliaia di ostriche da staccare e cuocere. Una vera prelibatezza a costo zero.

Il silenzio totale della notte ci avviluppa, il mondo esterno ci appare lontanissimo. L’unico piccolo neo serale è la preoccupazione per la malaria, anche se da novembre a maggio, durante la stagione secca, ci sono pochissime zanzare, è però consigliabile munirsi di zanzariere.

Un ormeggio simpatico è tra le isole “du Diable”, si può scendere sulla spiaggia ad ammirare i gabbiani ed i pellicani che, con la bassa marea, si nutrono di granchietti, oppure si può restare sulla barca ad osservare i delfini che giocano nelle basse acque salmastre del fiume. La nostra prossima tappa sarà Foundiougne, un villaggio un pò più grande degli altri, dove è possibile fare un pò di provviste. C’è un’ottima panetteria, dove acquistare il pane fresco e i croissantes. Se invece si desidera un pollo, occorre saperlo uccidere, perchè qui i polli li vendono solo vivi, comunque, per i deboli di cuore, sarà possibile farselo “preparare” in una forma a noi più usuale.

Se vi capita di trovarvi a Foundiougne di domenica non perdetevi la suggestiva atmosfera della messa cantata con accompagnamento di tam tam. Se avete a bordo delle medicine in sovrappiù, le suore della missione cattolica del villaggio ne saranno entusiaste.

Purtroppo non sempre si riesce a comunicare con la gente, perchè il francese viene parlato solo dai giovani di sesso maschile che sono andati a scuola, il resto della popolazione parla la lingua “wolof”.

La sera scendiamo a terra con il gommoncino per mangiare degli ottimi gamberetti di fiume preparati con una delle loro salse molto speziate. Per fare acqua consigliamo di rivolgersi al villaggio turistico “Le Morgane”, gestito da una coppia di francesi molto gentili.

Da Foundiougne il nostro itinerario continua lungo il Marigot de Sangako, verso il fiume Diomboss. Un buon ancoraggio sarà accanto all’Ile des Coquillages, appena entrati nel fiume Bandiala. L’isola è completamente coperta da conchiglie e da un’intricata vegetazione in cui spiccano i baobab, mèta di numerosi pappagalli. E’ proprio vicino a quest’isoletta che vediamo le nostre prime scimmiette passeggiare lungo la spiaggia. In tutta questa parte del fiume le spiagge sono bianche, coperte da migliaia di conchiglie.

Circa 5 miglia dopo l’Ile des Coquillages, si incontra il vivace villaggio di Toubakouta. Qui ci sono altri accampamenti turistici: il Keur Saloum e Les Paletuvièrs, entrambi molto belli. Sistemazione in capanne, piscina ed ottimi ristoranti. Vi consigliamo di provare le gustose ostriche alla griglia con aglio e prezzemolo, servite nel ristorante del Keur Saloum. I villaggi sono organizzati per portare i turisti a pescare o lungo il fiume o sull’estuario. Un barracuda fresco non manca mai. A Toubakouta ci sono parecchi negozietti dove è possibile acquistare dell’artigianato locale in legno, molto bello ed economico.

Uno dei ragazzi che vendono suovenirs ci invita a casa sua a festeggiare con la sua famiglia la Corité, il festeggiamento per la fine del mese di digiuno del Ramadan. In Senegal le famiglie sono molto unite e vivono all’interno dei cosiddetti “compounds”, un cerchio di capanne recintato, che racchiude un cortile in cui ci si riunisce per i pasti.

La grande famiglia ci accoglie con entusiasmo nel cortile del compound dove al centro è posto un grande fuoco per cucinare. Le donne ballano al suono della musica africana, e con loro anche le bambine: hanno davvero la musica nel sangue!

Questa parte del fiume è collinosa ed oltre alle immancabili mangrovie compare ora una ricca vegetazione di pini marittimi, baobab e palme. E’ qui che dietro delle alte dune di sabbia scopriamo il simpatico villaggio di Sipa; in questo luogo, come nella maggior parte dei piccoli villaggi sul fiume, la gente vive felice in semplicissime capanne di paglia, senza luce, con l’acqua da recuperare dai pozzi e con un’alimentazione a base di sole ostriche e pesci. Scendendo a terra portiamo loro le nostre bottiglie vuote di plastica, articolo molto ricercato, sono per loro dei preziosissimi contenitori; inoltre portiamo dello zucchero, per i Senegalesi molto importante in quanto ne utilizzano in grande quantità per la preparazione del loro the. I bambini ci corrono incontro gridandoci “tubab, tubab”, che significa semplicemente “uomo bianco” e tentando di prenderci per mano. Sono felicissimi se gli si regala una biro, oppure una caramella, così come gli uomini apprezzano una sigaretta e le donne del sapone per lavare.

Sempre discendendo il fiume Bandiala raggiungiamo l’Île Paradise, altro stupendo ancoraggio davanti ad una spiaggia bianchissima con palme e baobab. Ed è proprio in questo luogo che, passeggiando per la savana, incontriamo il nostro primo facocero, un animale simile al cinghiale, ma più grande e più selvatico. Siamo tanto impauriti quando per un attimo ci guarda negli occhi, che a malapena riusciamo a filmarne la fuga. Sempre da questo ancoraggio, al tramonto, mentre tentiamo di pescare alla traina con il nostro gommoncino, oltre ai sempre numerosi uccelli, vediamo una famiglia di cercopitechi verdi, delle piccole scimmie, scese dagli alberi per cacciare i granchi sulla spiaggia.

A questo punto, purtroppo, il nostro viaggio lungo i fiumi senegalesi termina e, per raggiungere la vicina Banjul, capitale della Gambia, ci ritroviamo a dover riaffrontare l’onda del mare dopo essere stati coccolati per tre settimane da acque tranquille ed amiche. Però ora sappiamo cosa significa soffrire di “mal d’Africa” e credo che non dimenticheremo mai più la vita semplice della gente, la loro cordialità, la natura rigogliosa che li circonda, i numerosissimi animali, gli indescrivibili silenzi, i meravigliosi tramonti, il clima stupendo.

E’ una crociera alternativa che consigliamo a tutti coloro che decidono di oltrepassare le “colonne d’Ercole”: non andate al di là dell’oceano senza aver prima dato un’occhiata all’Africa!

NOTIZIE UTILI

Geografia: il Senegal si trova nell’Africa Occidentale ed ha una superficie di circa 200.000 kmq.
Meteorologia: il periodo migliore per programmare un viaggio sui fiumi del Senegal è da novembre a marzo, cioè durante la stagione secca, quando la temperatura si aggira mediamente tra i 20° ed i 30°C.
Come arrivarci: il Senegal è servito molto bene da diverse compagnie aeree, tra cui l’Alitalia che ha voli diretti da Roma a Dakar. Il prezzo del biglietto è di circa 1.300.000 Lire A/R.
Documenti: è sufficiente il passaporto in corso di validità. Per chi arriva in barca, bisogna recarsi al Commissariato speciale del porto a Dakar, dove vi timbreranno il passaporto e vi ritireranno i documenti della barca, i quali vi verranno restituiti solo al momento della partenza. Vi conviene fare l’uscita dal paese prima di partire da Dakar per evitare di dovere ritornarci dopo la navigazione sui fiumi, dove comunque non esistono controlli.
Norme sanitarie: non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria. E’ consigliata una terapia preventiva contro la malaria, anche se durante la stagione secca il rischio di contrarre questa malattia è abbastanza basso.
Valuta: la moneta locale è il franco CFA (circa 300 Lire). Se pensate di recarvi sui fiumi, procuratevi il denaro a Dakar, in quanto lungo i fiumi non esistono banche.
Lingua: la lingua ufficiale è il Francese.
Fuso orario: due ore in meno, quando in Italia vige l’ora legale, altrimenti una.
Telefonia: nella zona di Dakar funziona il GSM, acquistando una scheda telefonica prepagata, in quanto, per ora, non esiste un contratto di roaming con l’Italia. Il prefisso internazionale per il Senegal è lo 00221. Per chiamare l’Italia si compone lo 0039.
Porti turistici: a Dakar esistono le strutture dei due club nautici CVD e ADP, che dispongono di alcuni corpi morti. Per quanto riguarda il CVD il numero di telefono è il seguente: 00221 8320720, il fax: 00221 8324619. Per chi vuole noleggiare una barca: mettetevi in contatto con il CVD e chiedete di monsieur Gil Bes, è lui che fa charter lungo i fiumi da diversi anni con il suo Sun Kiss di 13,75 metri.
Guide e portolani: guida turistica della EDT (traduzione Lonely Planet), comprendente anche la Gambia ed altri paesi dell’Africa occidentale, oppure la Guida APA, Senegal e Gambia. Come portolano: West Africa della Imray, scritto da Steve Jones, in inglese.
Itinerari: l’itinerario descritto lungo i fiumi è fattibile in un paio di settimane. Totale miglia 190 circa.
Villaggi turistici: lungo il fiume si incontrano numerosi villaggi turistici molto curati e con un tocco “francese”. Tra questi vi consigliamo: Delta Niominka, tel 00221 9489935, fax 9489934; Le Morgane, tel./fax 00221 9481207; Keur Saloum tel. 00221 9487715, fax 9487716.

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