Caro Juno, alla prossima veleggiata

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CARO “JUNO”, ALLA PROSSIMA VELEGGIATA

Testo di Clara Iafelice

Il colore azzurro del mare, come tetto le stelle, il vento che si infrange sul viso, riescono ad infondere delle sensazioni del tutto nuove e straordinarie.

Partenza da Giulianova (Abruzzo) per la Croatia ore 20,00 giorno 20 aprile 2001; destinazione: Komiza (Vis) 79 miglia di traversata, pressione atmosferica 989 millibar; assenza totale di vento; onda lunga; velocità 7 nodi, a motore. Inizia così questa piccola avventura di un gruppo di ragazzi che hanno, da troppo poco tempo, scoperto le meraviglie della vela. “Sarà una traversata tranquilla”, dice Ivo.

Ivo Olivieri è il nostro istruttore FIV con una passione per la vela che convertirebbe anche un “montanaro incallito”. Il suo Sloop ultra leggero (ULDB) di 16,20 metri si chiama “Juno”, sicuramente conosciuto tra coloro che partecipano alle regate Open in Adriatico. Con Ivo abbiamo trascorso tre mesi di corso e tante uscite in mare e il 27 marzo 2001, io e i miei compagni (Raffaella, Valter, Raffaele, Mario), abbiamo potuto festeggiare l’avvenuto evento: abbiamo la patente nautica senza limiti! Naturalmente siamo perfettamente consci che occorre molta esperienza per poter veleggiare bene e soprattutto in sicurezza. Ci concediamo questa “vacanza premio”, durante la quale avremo modo di mettere in pratica tutte le nostre nozioni teoriche. L’equipaggio della “Juno” è composto dal nostro Comandante Ivo, Simone, Elena, Monica, Clara, Valter, Armando, Raffaella, Salvatore, Alessandra, Alberto e Bruno.

Giriamo pagina di un diario di bordo già colmo di tante veleggiate e tanti aneddoti e iniziamo la nostra piccola avventura. Dopo 12 ore di tranquilla traversata notturna e ancora un po’ assonnati, ormeggiamo a Komiza per la dogana. Ci concediamo, da bravi italiani, un sano piatto di spaghetti; bagaglio essenziale ma abbondante cambusa! Riprendiamo il mare nel pomeriggio, con un discreto vento di bolina che ci permette di veleggiare alla velocità media di 6 nodi. A circa due miglia da Milna, avvistiamo dei delfini in lontananza, è un’eco generale di meraviglia; decidono di accompagnarci per un po’ lungo la nostra rotta poi, con un ultimo guizzo, ci salutano e si allontanano verso il mare aperto.

Il giorno dopo puntiamo la prua in direzione Trogir. Splendida cittadina con un’architettura tipicamente veneziana. Qui conoscono bene “Juno” e al momento della partenza abbiamo la gradita sorpresa di essere fotografati da giornalisti del quotidiano locale. All’uscita dal porto di Trogir, troviamo mare forza 4, vento 30 nodi ma “Juno”, con l’aspetto di una gran dama in età matura e ricca di esperienze, li affronta in tutta tranquillità e sapienza.

A turno proviamo l’immenso piacere di essere promossi (a tempo determinato) timonieri. Le vele accolgono favorevolmente il costante e veloce vento e la falchetta è continuamente sfiorata dalle onde azzurro elettrico del mare croato. E’ un sogno! ma Ivo ci riporta alla realtà con i suoi comandi imperiosi: “cazza genoa, cazza randa” e con una forza sconosciuta riusciamo a tendere ancor di più quelle scotte che ci sembra debbano lanciare da un momento all’altro un grido disperato di chi non riesce a sostenere ulteriormente quell’immane tensione. L’entrata nel Canale di Sebenico è una meraviglia per tutti noi neofiti della vela e della splendida terra Croata. E’ un canyon al centro di alte montagne boscose, rigogliosa vegetazione di pini marini, allevamenti di mitili e ormeggi dove incontri soltanto una capanna, un pescatore e tanta ospitalità.

Abbiamo veleggiato lungo tutto il canale, a suon di musica celtica, non molto apprezzata dalla maggior parte dell’equipaggio ma penso che nessun’altra musica abbia saputo fondersi meglio con il silenzio che sa importi la vela e le meraviglie che la natura è riuscita sapientemente a creare. In prossimità del porticciolo di Skradinski, nel Parco Nazionale di Krka, dal 1985, accendiamo il motore ma sembra proprio che non ne voglia sapere di avviarsi. Riusciamo ad ormeggiare a vela con non pochi sforzi e una leggera apprensione da parte nostra.

Il giorno dopo, i nostri eclettici interessi ci portano a riempire la mattinata in modo diverso. Io Valter, Armando e Alberto ci armiamo di telecamera e macchine fotografiche e ci imbarchiamo su un elettroscafo che ci porta fino all’entrata delle cascate di Plitvice, che per la loro singolare bellezza, nel 1979 furono iscritte nel registro mondiale del patrimonio naturale dell’UNESCO. E’ un ulteriore immergersi nella natura incontaminata, sapientemente resa turistica con passerelle in legno che attraversano parte delle cascate e dei ruscelli tra il profumo del gelsomino, faggi con le giovani foglie di primavera, fichi con i primi ancora acerbi frutti e tanta altra lussureggiante vegetazione. Torniamo in barca accompagnati da un gradevole profumo di spaghetti con le cozze. Cuochi di turno: Ivo e Salvatore. Alle 14,00 nuova rotta verso P. Kornati, (“Arcipelago delle Incoronate”). Il nome deriva dall’isola più grande: Kornat. Una miriade di splendide isole e isolotti rocciosi, ben circa 147, di cui 89 fanno parte, dal 1980, del Parco Nazionale delle Incoronate.

George Bernard Show così descrive queste isole meravigliose: “On the last day of the Creation God desired to crown His work, and thus created Kornati Islands out of tears, stars and breath.”

La bellezza di questa terra e di questo mare cristallino è accompagnata da un pizzico di tristezza perché sappiamo che questa parte del tragitto ci sta portando verso Sali per la dogana di uscita.

Il giorno dopo, ore 6,00, si parte: rotta 220°, Italia, issiamo randa e genoa, mare calmo; vento costante; velocità media di 9 a tratti anche 10 nodi. Ci inseguono i ricordi di una veleggiata meravigliosa. Siamo stati un gruppo affiatato e allegro con il nostro “Gran Mogol” Ivo. La traversata del rientro è accompagnata dall’arrivo, in mare aperto, di un cardellino, che approfitta della nostra barca per qualche minuto di riposo, e dopo aver visitato in lungo e in largo l’interno, decide di abbandonarci volando via da un oblò lasciato aperto. Arrivo al porto di Giulianova giorno 25 aprile ore 17,30.

Grazie “Juno”, grazie Ivo, insieme siete riusciti ad infonderci un grande rispetto e un grande amore per l’immenso e a volte monello azzurro mare.

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