Quando il mare non ci vuole

Esperienze di bordo:, storie di viaggi, crociere in mare o sul lago raccontate direttamente dai lettori di Nautica..

QUANDO IL MARE NON CI VUOLE!

Testo di Enrico Melli

Si, il mare bisogna imparare a conoscerlo bene, rispettarlo, e capire quando non è il caso di esporsi a rischi inutili contro una natura di tanto più forte di noi: questa sensibilità si acquista solo con ore e ore vissute fra le onde sia per diporto sia, come nel mio caso, per la passione della pesca. Infatti ho vissuto centinaia di ore trascinando dietro la mia barca una lenza lungo la costa o in alto mare, in funzione del tipo di pesce da catturare, mettendo insieme un gran numero di esperienze non sempre vissute a lieto fine come questa che sto per raccontare.

Siamo a metà agosto e lungo le coste della Toscana che io frequento, sono stati avvistati i primi tonni di passo: programmo una prima battuta per il giorno dopo e con mio figlio si controllano scrupolosamente le attrezzature, due canne da lbs 80, mulinelli con circa 800 metri di lenza di nylon, finali di alta resistenza con ami da tonno giapponesi, raffio volante, nonché qualche chilo di sarde da usare come esca.

Sono le sette del mattino quando lasciamo l’ormeggio, il cielo è sereno, ottima visibilità, un venticello fresco ci accarezza il volto, in silenzio ci prepariamo a vivere una nuova avventura. Dopo circa un’ora siamo nella zona prevista, il fondale è di circa 100 metri, mettiamo in funzione lo scandaglio, spengiamo il motore, e mentre prepariamo le canne, le esche, la pastura, non ci resta che attendere un segnale di presenza sotto di noi.

Dopo aver pasturato con sarde spezzettate per circa mezz’ora, lo scandaglio ci avverte con un primo bip il passaggio di due grossi esemplari a 23 metri sotto la superficie del mare. “Eccoli” è il grido di mio figlio che mi incita ad aumentare la pasturazione in prossimità della barca; l’effetto è immediato, due pinne nere ci girano in torno cibandosi freneticamente delle nostre sarde. L’attesa si interrompe improvvisamente quando la nostra tensione era al massimo: la canna nelle mani di mio figlio si piega bruscamente, il rocchetto del mulinello incomincia a scorrere velocemente consentendogli appena il tempo di piazzarsi sulla sedia da combattimento, e allacciare i moschettoni dello schienale agli occhielli del mulinello. Stimiamo subito che deve trattarsi di un grosso esemplare, infatti a ogni strattone si prende un centinaio di metri di lenza, mentre quando riusciamo a trattenerlo riesce a trascinare la barca! Questo significa una lotta lunga e difficile per portarlo sotto barca, è già trascorsa un’ora e purtroppo nel frattempo è aumentato il vento, il mare si gonfia e le onde schiumano in bianco, la situazione m’impensierisce.

Ci accorgiamo che è necessario prendere una rapida decisione, considerando la distanza che ci divide dal porto, le condizioni avverse del mare, senza poi considerare le modeste dimensioni della nostra barca.

Decidiamo di dare tutto gas andando verso il pesce recuperando la lenza nel mulinello e accorciare così i tempi di recupero. Così fatto il nostro antagonista non è più tanto lontano, è a picco sotto di noi sul mio lato sinistro, ma mentre mio figlio è sfinito, il nostro antagonista non lo è affatto, dopo circa tre ore è indomito e vivacissimo! Siamo in una situazione di stallo e solo una grossa ondata ci riporta alla realtà invadendo la barca da prua; è possibile che la passione ci faccia dimenticare le più elementari regole di prudenza? Ma questo pensiero si allontana velocemente quando ci è possibile avvistare il nostro tonno: è un grosso esemplare, troppo grande per noi in quelle condizioni.

Alla vista della barca il suo ultimo disperato tentativo di fuga ci convince a tagliare la lenza e liberarlo!

Lascio immaginare quanta tristezza ha invaso i nostri animi, il senso d’impotenza che si prova quando la natura ci ricorda quanto siamo piccoli al suo confronto. Ma dopo una competizione sportiva condotta lealmente, bisogna sapere accettare, qual esso sia, il risultato finale, rimanendo legati al ricordo di una grande emozione vissuta in una stupenda parentesi della nostra vita.

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