14 Ottobre: Appuntamento a Trieste

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14 OTTOBRE:
APPUNTAMENTO A TRIESTE

Testo di Clara Iafelice

14 Ottobre, ore 10.00, l’azzurro mare del golfo di Trieste improvvisamente si colora di bianco. 1969 imbarcazioni, dalle più famose agli amici di circolo, hanno detto sì al trentatreesimo appuntamento di Barcola e Grignano: “La Barcolana trentatré”.

Anche quest’anno “Juno” non si è fatta attendere all’appuntamento e anch’io sarò tra i “più”. Partiamo mercoledì 10 Ottobre dal porto di Giulianova, prima tappa: Rovigno.

Sarà, per me, una traversata molto istruttiva, a bordo ci sono tutti esperti velisti compagni di regate di Ivo Olivieri, dalla Malta Sea Race alla Pesaro Rovigno Pesaro, 8° assoluto nel ’98, alla Rimini Corfù Rimini, alla Barcolana, storica per “Juno” quella del ’96 dove alla virata della prima boa si trovarono terzi davanti persino a “Gaia Legend” (ora “Goose & Gander”) concludendo con un 5° posto categoria Maxi – 8° assoluto su 1445 iscritti.

Simone, Alessandro, Federico, Giuseppe, Luigi, Maurizio, Gianni, Paolo, Mauro, Maurizio (soprannominato Winch) hanno sempre la battuta pronta ma diventano improvvisamente serissimi quando c’è da dare il massimo per una regata.

Quest’anno l’adrenalina è iniziata a salire ancor prima dell’inizio della competizione. A poche miglia da Rovigno, il motore di “Juno” decide di fare le bizze, non vuol saperne di continuare a fare il “proprio dovere”. E in questi frangenti ci si rende conto come il popolo del mare condivide le gioie della vela ma anche le più piccole disavventure.

Lungo la rotta per Trieste incrociamo una miriade di vele, molte conoscono il 50′ abruzzese e per radio ascoltiamo le offerte di aiuto dei loro comandanti.

Veniamo trainati all’interno del porto di Rovigno da Rinaldo con il suo Saudade e il mattino seguente Marcello con la sua Hydra ci traina fino a Trieste. È una bellissima giornata, il sole è al suo massimo splendore ma su “Juno” tutto appare grigio. Inutili le battute di Federico per incoraggiare il nostro comandante.

Ma a Trieste, avviene il “miracolo Mario”, un meccanico che ci parla in triestino, non del tutto comprensibile, ma un mago con il nostro motore; e di nuovo sentiamo il suo monotono borbottio, spesso fastidioso alle nostre orecchie, che in quell’istante si trasforma in musica.

Domenica ore 9,30, elettrizzati e attenti a ogni ordine di Ivo, siamo anche noi nella mischia; ci attendono 15 miglia di regata con un percorso a trapezio scaleno.

Si spengono i motori, “Juno” scalpita come un cavallo tenuto per troppo tempo alla briglia, attendiamo il segnale di partenza, puntiamo la prua per 210 gradi verso Punta Grossa e cerchiamo di sfruttare al massimo gli iniziali 15 nodi di “borino”.

A 2 minuti (molto preziosi) dalla partenza, abbiamo qualche problema con l’inferitura del genoa sullo strallo prodiero, Ivo è costretto a far cambiare vela e con la sua esperienza di timoniere e profondo conoscitore della sua inseparabile “Juno”, aiutato dal suo inossidabile equipaggio, si cimenta con una bora con punte di 25 nodi ma anche cadute improvvise di vento.

Al secondo giro di boa, come Mosè sulle acque del mar rosso, assistiamo all’aprirsi di un varco tra l’ingorgo di barche che puntualmente si forma in prossimità delle boe di virata. “Juno” vi passa in gran volata e riesce a schizzare lontano dalle innumerevoli imbarcazioni, di tutto rispetto. Tutti noi ci facciamo prendere dal vortice della competizione, Ivo urla comandi imperiosi, noi urliamo ai nostri avversari alla seppur minima scorrettezza, esultiamo per ogni imbarcazione che lasciamo lungo la nostra scia. Anche questo è Barcolana.

A meno di due ore dal segnale di partenza, ecco il famoso “cancello”, un passaggio obbligato che scandisce il termine della regata, “Juno” lo attraversa in tutta volata.

Classifica ufficiale: 14° categoria Maxi – 21° assoluto su 1040 partecipanti.

Per noi è un buon piazzamento, considerando il problema con l’issata della vela e considerando gli avversari e l’alto livello tecnico, mostri sacri come “Cometa”, “Goose & Gander”, “Tutta Trieste”, “Riviera di Rimini”, “Fanatic”.

Ciao Trieste, ciao Barcolana, torneremo il prossimo anno più agguerriti che mai.

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