1° Raid Viareggio-Montecarlo-Viareggio

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1° RAID VIAREGGIO-MONTECARLO-VIAREGGIO

Testo di Andrea Masini
Pubblicato su Nautica 508 di agosto 2004

Venerdì 21 maggio ricevo una telefonata dal mio amico Luigi Foresti. Luigi Foresti è l’amministratore delegato dei Cantieri di Sarnico ma, principalmente, è un mio amico. Luigi mi comunica la possibilità di partecipare ad una gara motonautica di regolarità che si svolgerà l’ultimo week end di maggio sul percorso Viareggio-Montecarlo-Viareggio.

Premetto di essere il fortunato armatore di un bellissimo Sarnico 45, che ho acquistato usato, direttamente dal cantiere, e che è stato usato pochissimo proprio da Luigi. Nome dell’imbarcazione “Mirta The One”. Mirta è mia moglie e “The One” è la canzone di Elton John” che ci rappresenta. Non avendo alcuna esperienza, sono sempre stato l’utilizzatore del gommone di famiglia (5 metri per 40 cavalli), ho scelto il Sarnico per la linea e per gli spazi. Non ero purtroppo in grado di dare altri giudizi.

Con l’uso mi sto accorgendo che, confermati i motivi per i quali ho scelto la mia barca, se ne sono aggiunti di nuovi tra i quali spicca, a mio modesto avviso, una capacità di navigazione veramente notevole, sicura ed emozionante.

Durante il week end antecedente quello della gara, rifletto sulla proposta di Luigi, cercando di coinvolgere mia moglie a altri parenti. Sinceramente non sono spaventato da niente, anzi, il mio unico problema è scegliere chi coinvolgere nell’evento.

Purtroppo l’equipaggio non può essere superiore ai 5 passeggeri, ai quali si aggiungerà uno “special guest”.

Come spesso accade quando desideri vicino le persone che più ami in un’avventura irripetibile, finisce che ti ritrovi da solo. Non importa. Era tale la voglia di trovarmi sulla mia barca insieme ad un amico e solcare i mari, che niente mi avrebbe fermato. Arrivo a Rapallo alle 14.00 di venerdì e, dopo le ultime sistemazioni, partiamo per Viareggio. Sono uscito con la mia barca solo 6 volte, non ho mai fatto più di 20 miglia di percorso, già raggiungere Viareggio era affrontare un viaggio !!! L’inizio di un’avventura.

Viareggio mi è sembrato un pò caotico, i ragazzi dell’organizzazione avevano tanta buona volontà ma c’era poco spazio (alcune barche, tra le quali la mia, erano ormeggiate su un molo defilato) anche per colpa della presenza di una concomitante manifestazione.

Ci viene riferito che il nostro ospite sarà Alessandro Preziosi. Persona simpatica, vuole vincere e lo dichiara subito, forse un pò troppo frettolosamente, ma va bene così. Alla sera è prevista una serata di gala peraltro molto piacevole.

Ma la testa è proiettata altrove. Luigi freme e non impiega molta fatica nel trasmettermi questa sana vena agonistica. Mentre gli altri equipaggi proseguono nel banchetto, facciamo ritorno all’imbarcazione per preparare e verificare rotta, tempi di percorrenza e attrezzatura. Andiamo a dormire alle 3 circa. Non chiudo occhio per l’emozione e per un simpatico scherzetto (una sveglia inavvertitamente impostata alle 6.00). Ricambierò la cortesia lavando la barca, proprio dove Luigi dorme, alle 6.40.

Il cockpit dell’imbarcazione viene rapidamente trasformato. L’organizzazione, perfetta in cortesia e disponibilità, manifesta qualche problema nel rispetto dei tempi. Finalmente, ed anche un pò caoticamente, partiamo. Luigi al timone, io ai cronometri e i nostri ospiti uniti in una rara tensione. Superiamo il percorso davanti a Viareggio in un tempo eccessivamente rapido rispetto ai nostri calcoli.

Luigi è tranquillo, io capisco poco ma mi fido ciecamente, anche perché riesce a fare cose che al momento mi sembrano impossibili, con una naturalezza disarmante. La mia barca era la sua barca e sembra che il rapporto non si sia mai interrotto. Durante il tragitto seguiamo punto a punto la rotta, stimando i nostri ritardi o anticipi più volte. Una coppia di delfini fortunatamente ci distrae. Nel tragitto di andata Luigi mi cede il timone così da poter vedere, nella nostra scia, la differenza che passa tra il rettilineo di Monza e la variante Ascari.

La stessa sorte toccherà ad Alessandro, invero con risultati migliori dei miei. Ma non importa, Montecarlo è ormai vicino, passiamo il traguardo con uno scarto di pochi secondi rispetto il nostro tempo stimato. Un rapido bagno ed entriamo in porto. Fortunatamente il nostro posto è un pò meno defilato rispetto a quello di Viareggio.

È incredibile l’orgoglio che un armatore nutre per la propria imbarcazione. Neanche il tempo di avere notizie sugli altri equipaggi e Luigi mi passa, sempre con molta cortesia, una spugna e del sapone.

Niente barche sporche, c’è ancora da sudare. Andiamo al gala presso lo Yacht Club di Monaco e Alessandro ci comunica che siamo primi. Pochi minuti più tardi ci viene però comunicato che la nostra posizione in classifica è la seconda piazza. Sarebbe tutto perfetto se la nostra penalità non ammontasse a 39 minuti !!!

Qualche rapido calcolo e, dopo aver parlato con l’organizzazione, li aiutiamo a scoprire un errore che, una volta corretto, determinerà la nostra penalità in 71 secondi. Adesso siamo primi!

Prima di dormire e verificati i tempi per il tragitto di ritorno, mi sottopongo ad un test del tipo “conosci la tua barca ?”.

Luigi mi mostra dove sono gli impianti, perché sono lì, cosa fare se una cosa non funziona. Questo simpatico ragazzo gira con una cassetta degli attrezzi tipo quella dell’idraulico di un famoso videogioco. “2 confezioni di silicone e acciaio liquido”, non ti serve altro, sentenzia. Ripartiamo da Montecarlo più carichi e senza gli ospiti. È tutto perfetto. Solo la scia delle imbarcazioni partite prima di noi e con la medesima velocità dichiarata disturba la nostra navigazione. La barca scivola sull’acqua con la grazia e la potenza di un’orca quando caccia. Arrivati in prossimità di Viareggio l’ultima difficoltà è trovare la linea di traguardo spostata di un miglio rispetto a quanto dichiarato e posizionata a dritta dell’entrata del porto. Forse non è la migliore posizione per un traguardo. Luigi è arrabbiato per il contrattempo, siamo in ritardo e passiamo il traguardo con almeno 14 secondi di penalità sui nostri calcoli.

Facciamo il solito bagno defatigante nelle gelide acque antistanti il porto di Viareggio e ormeggiamo nel solito defilato posto.

Alessandro ci comunica che siamo primi, ma questa volta consigliamo un sano silenzio, la classifica definitiva deve ancora essere stilata. Lo speaker annuncia i nostri nomi e ci vengono consegnate una magnum di spumante e una bellissima coppa. Condividiamo questa gioia con la nostra barca.

Il ritorno con il tramonto e il mare completamente piatto sono un’immagine memorabile per un milanese alle prime uscite.

Questa emozione credo di non riuscire a descriverla, anzi non voglio descriverla. È tutta mia.

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