Viaggio in un mare incantato

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VIAGGIO IN UN MARE INCANTATO

Testo di Mario Ghersetti, Foto di Cosimo Lunetta
Pubblicato su Nautica 521 di settembre 2005

Una falce di luna illumina le onde che pigramente lambiscono la barriera corallina, segnalando la linea di confine tra il reef, vicino al quale siamo ancorati, e le profondità del Mar Rosso.

Mar Rosso: oramai questo nome evoca plotoni di turisti che sbarcano da affollati voli charter, vacanze “all inclusive”, alberghi quattro stelle, deserto addomesticato per il “mordi e fuggi”, immersioni dove la principale difficoltà consiste nel farsi largo tra i subacquei quasi più numerosi dei pesci che, frastornati, si aggirano tra i coralli la cui esistenza si fa di anno in anno più a rischio. Purtroppo questo nome evoca anche i tragici fatti di Taba, e il pensiero non può non correre al ricordo di Sabrina e Jessica, che per il loro primo viaggio all’estero avevano scelto questi luoghi chissà quanto sognati.

Ma la falce di luna che sto ammirando illumina un altro Mar Rosso: un luogo di reef solitari e incontaminati, spiagge dove solo le orme dei granchi interrompono il biancore quasi abbacinante della sabbia, un mare ancora libero di cantare la sua eterna canzone.

Sono a bordo di una splendida nave da trenta metri, “Samaa” capolavoro dei maestri d’ascia di Alessandria, per una crociera nel profondo sud dell’Egitto. L’imbarcazione è dotata di cabine a due letti (tutte con bagno e doccia) comode e rivestite di legno laccato, di una spaziosa dinette, di un comodissimo pozzetto utilizzato per le attrezzature subacquee. Il ponte superiore è costituito da un ampio spazio per gli appassionati dei bagni di sole, ma anche da una grande zona ombreggiata (indispensabile a queste latitudini) e da un fly da dove si gode una vista incomparabile. L’equipaggio, costituito interamente da marinai egiziani, oltre che dalle due guide italiane, si dimostra da subito gentilissimo e sempre pronto a venire incontro alle esigenze degli ospiti. Marsa al-Alam, il punto di partenza del viaggio, dista 300 chilometri da Hurghada, ma in realtà le due cittadine sembrano molto più distanti: la prima sta muovendo ancora i primi passi nel palcoscenico turistico internazionale, mentre la seconda è ormai affermata méta di vacanza del nostro villaggio globale. Marsa al-Alam, ancora per il momento, vuol dire spiagge solitarie e fitti mangrovieti, habitat naturale per la sosta e la nidificazione di molte specie d’uccelli, un luogo dove la gente ancora gioisce di conoscerti e si avvicina anche solo per scambiare una parola, un cenno di saluto.

Base di partenza della crociera è Port Ghaleb: un porto dove fervono i lavori per creare un lussuoso marina che diverrà il punto di partenza per le esplorazioni della costa e dei reef che punteggiano il tratto di mare fino al Sudan. Ci accolgono le nostre guide di immersione, Paola e Gaetano, che ci accompagneranno alla scoperta di questi luoghi di sogno.

Dopo una sosta notturna in una delle baie vicine per ambientarci e prendere confidenza con la nave e l’equipaggio, facciamo rotta verso Est per allontanarci dalla costa, verso le prime immersioni: Abu Dabab e Gota el Sharm. Il mare ci accoglie con un’esplosione di vita e di colori che lascia senza fiato anche i veterani del Mar Rosso. Già nella prima immersione, a 10-15 metri di profondità, una splendida tartaruga viene a farsi ammirare, lasciandoci estasiati per la grazia dei suoi movimenti. Gota el Sharm è un fantastico pinnacolo di coralli con pareti che cadono verticali nel blu. Lionfish (pesci scorpione), pesci lima, pesci balestra, pesci pagliaccio (resi famosi dal film “Alla ricerca di Nemo”) si avvicinano curiosi ai subacquei quasi a voler stabilire un contatto amichevole.

La sera ci immergiamo sui fondali prospicienti l’isola Wadi Jimal ammirando l’eleganza dei crinoidi e dei calamari, cercando di non disturbare troppo il sonno dei pesci pappagallo e dei pesci cornetta, mentre enormi platax (pesci pipistrello) incedono con fare regale per farsi ammirare e scomparire nel blu. La mattina dopo, il sole caldo e per niente fastidioso (siamo a metà ottobre, anche se il periodo migliore per questo tipo di crociera è il mese di maggio) si alza su un mare di cristallo, trovandoci pronti a nuove immersioni e nuove scoperte.

Rotta verso Sud-Est, verso Shàab Maksur e Dolphin Reef. E i delfini infatti qui non mancano. Durante le traversate da un reef all’altro, non mancano di venirci a salutare e giocare con la prua della nave che il pilota non esita a lanciare sempre più veloce, in una giocosa gara tra uomo e natura: per un attimo percepiamo il grande respiro del mare, la maestosa armonia che l’uomo può ritrovare solo dove la natura canta libera e il suo respiro si fonde con quello del cielo.

Dolphin Reef rappresenta per i subacquei un vero paradiso. È possibile assistere in assoluta tranquillità (affollamento qui è parola sconosciuta) alla danza della ballerina spagnola, all’incedere delle cernie, o dei pesci chirurgo. Cosimo, l’appassionato autore delle foto subacquee, non ha che l’imbarazzo della scelta. A conferire ancora più fascino all’immersione, scorgiamo a 15 metri di profondità venti anfore di epoca romana. Tale ritrovamento testimonia l’intensità degli scambi commerciali con l’Impero Romano che animavano un tempo quest’angolo d’Egitto. È affascinante effettuare un’immersione notturna in queste acque: vedere profilarsi nell’oscurità il profilo via via sempre più netto delle anfore adagiate sul fondo regala un’emozione nuova; sembra quasi che vestigia del passato emergano dalla notte del tempo per rammentarci cose ormai dimenticate.

Nuova giornata di immersioni, nuova giornata di scoperte, nuovo incontro con un posto magico: Shàab Claudio, un reef così chiamato in onore di Claudio Ziraldo, un esploratore e fotografo che ha scoperto e raccontato le bellezze di questi luoghi. Il reef è una vera tavolozza di colori: il blu intenso del mare più profondo contrasta magnificamente con l’azzurro dell’acqua bassa, con il biancore della spiaggia, con i mille colori dei coralli che compongono la barriera. Sotto il pelo dell’acqua si apre un labirinto di spaccature e grotte dove il sole pare giocare con i suoi stessi riflessi, e il fondo sabbioso riflette la luce creando degli effetti cromatici unici e sempre nuovi. Sotto la nave, quasi a salutare chi si avventura alla scoperta del luogo, due pesci napoleone si avvicinano curiosi ai subacquei, pronti a scortarli nel blu. L’immersione notturna sul piccolo reef Abu Galawa ci incuriosisce per la presenza del relitto di un rimorchiatore affondato a 15-20 metri di profondità, ma la cui prua emerge dalle acque. È insolito per me fare un’immersione notturna su un relitto, ma l’esperienza è entusiasmante: alla luce delle torce, le lamiere contorte paiono riprendere vita e sembra quasi di risentire il pulsare delle macchine e di vedere l’elica che lentamente riprende il suo movimento. La navigazione sin qui non ha mai presentato alcun problema: il mare si è mantenuto calmo, permettendoci di navigare in assoluta tranquillità, raggiungendo agevolmente i reef più lontani. Sulla via del ritorno il moto ondoso aumenta. Ma la perfetta costruzione dell’imbarcazione e la perizia dell’equipaggio consente a “Samaa” di cavalcare agevolmente il mare permettendoci di godere della spuma sollevata dal vento e della vista di un branco di delfini che giocano ad infilarsi tra le onde. Ci fermiamo nuovamente a Shàab Maksur, dove veniamo gratificati dalla vista di uno squalo pinna bianca che senza fretta ci sfila davanti agli occhi, e di un solitario barracuda che, dopo aver effettuato toeletta grazie ad una schiera di pesci pulitori, si allontana non senza essersi fatto ammirare in tutta la sua imponenza.

La sera l’equipaggio ci sorprende, preparandoci una grigliata su un’isoletta abitata solo da granchi dalla corazza rosata e uccelli indaffarati a proteggere i propri nidi. In un’atmosfera di grande simpatia e gioia, dove le incomprensioni e le barriere di lingua e tradizione sono scomparse, i canti beduini, struggenti nella loro bellezza, si innalzano chiari nella notte araba, quasi a voler raggiungere la luna. Il mare, adagiato sulla sabbia bianca, sembra assorto ad ascoltare la voce dell’uomo che canta la pace, l’amore, la libertà e la vita.

Nell’ultimo giorno di crociera, Elphinstone Reef, una formazione corallina che si estende nel mare per oltre un miglio, ci regala una rara emozione: subito dopo l’ormeggio, alcuni squali iniziano ad aggirarsi sotto la nave. Per un subacqueo non vi è spettacolo più bello: l’immersione inizia con la visione di questi splendidi animali che si aggirano disinvolti e inoffensivi tra i subacquei, e continua su una parete di rara bellezza. Coralli di fuoco, gorgonie, alcionari la rivestono interamente, creando uno stupefacente effetto cromatico. Al ritorno ritroviamo gli stessi amici “pinna bianca” che ci avevano scortato all’inizio dell’immersione. Li salutiamo, già cogliendo la nostalgia per questi luoghi incantati, per le esperienze uniche che ci hanno permesso di cogliere l’essenza della natura che padroneggia questi luoghi e degli uomini che li abitano.

“Samaa”, la bianca nave con cui abbiamo compiuto un viaggio nello spazio ma anche nel tempo, ci sbarca nuovamente a Port Ghaleb, da dove riprendiamo la via del ritorno con gli occhi ancora pieni dei colori che la natura ci ha regalato e… con tanta voglia di ritornare.

NOTIZIE UTILI

I voli diretti per Marsa al-Alam partono da Milano, Roma, e dalle principali città italiane. I programmi delle crociere settimanali comprendono il trasferimento dall’aeroporto al porto d’imbarco con pullman privato climatizzato. Compatibilmente con il percorso prescelto e le condizioni del mare, sono previste tre immersioni giornaliere.

L’equipaggio a bordo di solito parla correntemente l’inglese e qualche parola d’italiano. A bordo comunque si trovano sempre una o due guide italiane. In Egitto si può arrivare sia con il passaporto che con la sola carta d’identità accompagnata da una fotografia e una fotocopia del documento. Il periodo migliore per la crociera in queste acque è il mese di maggio. La barca utilizzata per questa crociera era stata costruita nel 1997. Lo scafo è in legno, la lunghezza f.t. è di 31 metri ed è equipaggiata con 2 motori Caterpillar Turbodiesel da 582 CV. che la spingono ad una velocità di crociera di 12 nodi. È munita di desalinizzatore, due generatori di corrente, radar, ecoscandaglio, radio e GPS. Ogni cabina è dotata di bagno e doccia. Per la ricarica delle bombole la barca è dotata di due compressori Bauer Mariner, ed è infine dotata di Kit ossigeno e attrezzatura specialistica per il primo soccorso.

Le crociere in Mar Rosso sono organizzate, oltre che da “Dive in Travel” (wwwdivein.net), da altre organizzazioni facilmente reperibili tramite una veloce ricerca su Internet.

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