Le antille su

LE ANTILLE SU “QUARTO SAINT PREMIER MONT”, SWAN 62 FD

Testo di Bibi Gherzi e Leo Coscera
Pubblicato su Nautica 559 di Novembre 2008

Volete provare l’emozione di una settimana da sogno ai Caraibi a bordo di uno Swan 62 F.D. di 20 metri? Salite su “Quarto Saint Premier Mont”!

La prima tappa del viaggio è Pointe à Pitre in Guadalupa, dove l’ospite viene accolto all’aeroporto da donne creole danzanti che offrono un Planteur, tipica bevanda a base di Rum e succhi di frutta.

Dopo un breve tragitto in taxi si raggiunge l’ “albergo”! Un magnifico Swan di 20 metri disegnato da German Frers si presenta in tutto il suo splendore. Gli interni di “Quarto Saint Premier Mont”, 20 metri di lunghezza per 5,50 di larghezza, sono studiati nel minimo dettaglio per offrire alla clientela il miglior servizio per una barca a vela di queste dimensioni.

“Quarto Saint Premier Mont” dispone di tre cabine, ognuna con il proprio bagno, di cui quella armatoriale a poppa è paragonabile a una vera suite a cinque stelle. Inoltre a prua vi è una cabina per l’equipaggio completamente indipendente dalle altre. Scendendo nella dinette ci si rende subito conto della cura e dell’attenzione con cui vengono realizzate queste barche. Sulla sinistra troviamo una grande cucina che non ha nulla da invidiare a quella di casa, con un ampio spazio cottura, un capiente frigo a doppia anta, il freezer a pozzetto e tutto l’occorrente per cucinare. I due comodi divani e il tavolo di grandi dimensioni sono ideali per otto commensali o per godersi un film proiettato sul televisore ultrapiatto a cristalli liquidi appeso sulla parete di fronte.

La poppa, tipica degli Swan, si apre per mezzo di un propulsore elettrico che va ad abbassare una pedana spaziosa agevolando la salita a bordo e utile per tuffarsi nelle acque cristalline dei Caraibi. I due larghi passavanti laterali e il ponte centrale sono interamente ricoperti in tech. I due grossi pozzetti, uno a poppa e uno centrale, identificano immediatamente la classe di appartenenza di questa barca. Il primo, destinato al timoniere, dispone di due timoni e di tutti gli strumenti sofisticati utili alla navigazione oceanica. Il pozzetto centrale, con ampi spazi e un tavolo per otto persone, è dedicato al relax: è un piacere sdraiarsi sui grossi cuscini a prendere il sole o a leggere. Anche l’albero e il boma, soprattutto una volta che sono stati armati, lasciano a bocca aperta i più appassionati del mondo della vela. Il primo misura 28 metri di altezza mentre il boma è lungo 10,20 metri permettendo una superficie velica che, fanno di “Quarto Saint Premier Mont” una barca molto veloce e competitiva anche in regata.

Les Saints

L’isola di Les Saints dista solo 18 miglia da Guadalupa. L’atmosfera qui ricorda quella di un antico borgo francese: le strade strette, costeggiate da casette bianche con i tetti rossi e i cortili ornati con fiori d’ibisco, palme, cactus e ficus beniamini. Alla fine del molo si apre una piccola piazza dove si erge una colonna dorata che commemora la rivoluzione francese. Lungo la via principale, di giorno zona pedonale, si trovano piccoli ristoranti, gelaterie, agenzie per il noleggio di scooter, gallerie d’arte locale e negozi di souvenir e abbigliamento. Per i più sportivi è veramente un piacere scarpinare per l’isola; in alternativa si possono noleggiare scooter o anche biciclette e nel giro di pochi minuti raggiungere spiagge e insenature paradisiache, come ad esempio la Plage de Pompierre, una spiaggia di sabbia bianca situata a sud est dell’isola e caratterizzata dalla presenza di infinite palme.

Nei vicoli dell’isola è facile incontrare piccole bancarelle dove assaggiare le tipiche leccornie locali preparate al momento, come ad esempio bocconcini di pollo fritto, le crèpes ripiene di pesce e i famosi budin, specie di salamelle di carne o di pesce molto speziate. Alla sera invece è un piacere degustare un aperitivo su “Quarto Saint Premier Mont”, seduti comodamente nel pozzetto centrale. Tassia, l’hostess di bordo, prepara piatti a base di pesce e verdure locali, conditi da squisite salse, frutti tropicali e l’immancabile colombo, la spezia che accompagna tutte le specialità culinarie dei Caraibi francesi.

Oltre alle tappe culinarie, si consiglia l’escursione al Fort Napoleon, una costruzione in pietra in ottima stato risalente al 1700, che ospita una ricca collezione di manufatti e di dipinti che ritraggono alcune delle sanguinose battaglie svoltesi nelle acque circostanti tra la flotta francese e quella inglese. Negli splendidi giardini si possono ammirare alcune specie di iguana, che a Les Saints sono di casa.

L’Isola del Rhum

Il tragitto da Les Saints a Marie Galante è l’ideale per provare l’ emozione di veleggiare in pieno oceano su uno Swan 62. Quindici nodi di vento a 35°, “Quarto Saint Premier Mont” li affronta a 9 nodi reali di crociera, dando dimostrazione della perfetta linea d’acqua che fa di questa vela una vera “regina del mare”. Questa barca infatti, nonostante le dimensioni importanti, se ben armata e preparata, diventa un “giocattolino” facilissimo da condurre. In bolina stretta lo Swan si piega sino a “catturare” le onde dell’oceano sul passavanti, l’acqua scorre velocemente… E sono proprio le sedute di poppa la postazione migliore per osservare il lavoro del team che governa questo “mostro tecnologico”. Con l’aumentare del vento fino a 28 nodi raggiungere Marie Galante è una sciocchezza. Dopo aver percorso le 18 miglia che separano le due isole si giunge nella baia di St. Louis, un paese dalle molteplici facce: la popolazione locale vive in baracche di ferro arrugginite, i bar del paese sono collocati in capanne di legno e un pò dovunque si notano i segni, non sempre positivi, dell’eccessiva passione degli abitanti per il rhum. I tantissimi mulini a vento (oltre 600) popolano le distese dell’isola in mezzo ai campi di canna da zucchero, principale risorsa economica dell’isola. Si consiglia quindi di visitare anche l’interno di Marie Galante a bordo di un taxi per non perdere questo spettacolo, che a tratti riporterà alla mente i paesaggi più belli della Francia rurale. Attraversando l’isola si arriva alle Fale’se che formano archi naturali di roccia che inquadrano spettacolari angoli di mare turchese.

Il gioiello delle Piccole Antille

Dai Caraibi francesi ci si sposta verso le Antille inglesi, sull’isola di Antigua, conquistata dalla corona inglese nel 1632 e diventata stato indipendente solo nel 1981. Proprio nelle acque di Antigua si è appena disputata la prestigiosa regata Antigua Rolex Cup, e “Quarto Saint Premier Mont” ha dimostrato anche in gara di essere una grande barca. Si è classificata sesta su 100 imbarcazioni, ma senza la squalifica dovuta a uno spettacolare incidente durante la competizione, “Quarto Saint Premier Mont” sarebbe arrivata addirittura seconda. Mai numero era stato più adeguato per descrivere la varietà di spiagge che offre Antigua: 365, una per ogni giorno dell’anno, come dicono i locali. Oltre allo scenario da cartolina caratterizzato dalla tipica sabbia bianca e le acque cristalline da sogno, le spiagge, soprattutto quelle più battute, sono animate dall’allegria della popolazione locale che suona e balla con tanta energia il reggae. I fondali meritano uno snorkeling safari, oltre ad ammirare le varietà di pesci, infatti, si può andare alla scoperta del relitto coperto di coralli della nave Andes, inabissatasi un secolo fa in queste acque con tutto il suo carico di pesce proveniente da Trinidad. Abbandonando per qualche ora la barca e addentrandosi nell’interno dell’isola si incontra il tratto più fitto di vegetazione pluviale, il Fig Tree Drive, costeggiato da palme da cocco, banani, bambù giganti, hibiscus, alberi della gomma, mogani, orchidee e liane. Il paesaggio varia dalle baie a zone più collinari, luoghi ideali per godere viste mozzafiato, come Cape Shirley, da cui nei giorni più limpidi si può vedere perfino la sagoma dell’isola di Guadalupa. Nella zona di English Harbour si trova il monumento più celebre dell’isola, tappa fissa per gli appassionati di storia della navigazione marittima, la casa di Oratio Nelson, adibita a museo, e la Nelson’s Dockyard, la base navale britannica del 1700. Il restauro effettuato a partire dagli anni Cinquanta ha permesso di riaprire il luogo e farlo funzionare come piccolo porticciolo e cantiere navale. Gli edifici antichi in mattoni e pietra sono stati trasformati in strutture turistiche particolarmente affascinanti.

Un’altra testimonianza del passato dell’isola è la Betty’s Hope, la prima piantagione di canna da zucchero, risalente al 1674, che diventerà per oltre due secoli il vero motore economico di Antigua. Dopo una bella giornata di turismo sulla terraferma, è un piacere fare ritorno sulla barca e provare i sapori locali: mango, papaia, avocado e calaloo, una specie di spinacio che si serve sia con la carne che con il pesce. Tra i piaceri del cibo si chiude in allegria la settimana di sole, mare e barca a vela passata ai Caraibi.

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.