Alla ricerca dei delfini

Esperienze di bordo n. 590, giugno 2011: storie di viaggi, crociere in mare o sul lago raccontate direttamente dai lettori di Nautica.

ALLA RICERCA DEI DELFINI

Testo: Dott.ssa Elena Buffardi – Foto: Centro Ricerca Cetacei
Pubblicato su Nautica 590 di Giugno 2011

Centro Ricerca Cetacei

LA SCELTA DI DUE GIOVANI RICERCATORI DI VIVERE IN MARE, SU UN DEHLER 37′, ALLA RICERCA DEI DELFINI

Le regole da conoscere in caso di avvistamento di un delfino. Come aiutare la ricerca, senza essere ricercatori, con il “Progetto Argonautica” per tutti i diportisti.

Delfino

L’Altair, Dehler 37 piedi (11,30 metri), è la casa e la base di lavoro per Micaela e Roberto. La vita in mare non è semplice, serve molta preparazione e tanta passione. Proprio la passione ha spinto questi due giovani ragazzi di Milano a “prendere il mare”. Conclusi gli studi in scienze naturali, nel 2003, fondano il Centro Ricerca Cetacei, ad oggi punto di riferimento della ricerca su delfini e balene in Italia. Insieme a studenti universitari e volontari, vivendo 12 mesi l’anno a bordo dell’Altair, i nostri due ricercatori svolgono una costante e sistematica attività di monitoraggio dei cetacei del Mediterraneo, arrivando a percorrere oltre 500 miglia nautiche l’anno. È un lavoro duro ma affascinante, che crea un connubio straordinario tra la ricerca scientifica e la nobile arte marinaresca.

Navigando in ogni stagione dell’anno e affrontando ogni genere di condizione meteo, la scelta della barca è stata di cruciale importanza. L’Altair è armato a sloop, abilitato alla navigazione d’altura e completo di tutte le dotazioni di sicurezza più moderne. L’attrezzatura velica comprende due rande. La randa principale è in dacron e dispone di due mani di terzaroli, mentre la randa svedese è particolarmente adatta a condizioni di vento forte. Doppie ancore e un’attrezzatura di coperta sovradimensionata permettono all’imbarcazione di essere autosufficiente in qualsiasi condizione e in qualsiasi stagione dell’anno. La chiglia, dotata di una tonnellata di bulbo ad alette, è in grado di assicurare maggiore stabilità e maggiore manovrabilità in condizioni di mare formato. La barca è inoltre attrezzata con idrofoni, videocamere, fotocamere e strumentazione per svolgere l’attività di studio e seguire i vari progetti di ricerca.

Uno dei progetti di cui il Centro Ricerca Cetacei vanta la fondazione e la cura, è il C.E.B. (Banca Dati Europea dei Cetacei). Con questo progetto Micaela e Roberto, insieme a tutti i collaboratori del Centro, si sono posti l’ambizioso obiettivo di censire delfini e balene del Mediterraneo con criteri scientifici e non invasivi, senza cioè arrecare disturbo o stress agli animali. Ciò viene ottenuto utilizzando la tecnica della fotoidentificazione. Con l’ausilio di macchine fotografiche digitali ad alta definizione e potentissimi zoom i ricercatori scattano foto ai delfini avvistati durante la navigazione. Una volta ingrandita l’immagine tracciano il profilo della pinna dorsale del cetaceo; profilo unico e distintivo, proprio come le nostre impronte digitali. Per ciascun delfino e balena avvistato i ricercatori creano così una “Carta d’identità” che riporta caratteristiche fisiche e comportamentali del cetaceo e coordinate GPS dell’avvistamento dello stesso. Tutte le informazioni raccolte vengono poi pazientemente analizzate e successivamente inserite nella Banca Dati Europea.

Dopo 4 anni di ricerche, i dati raccolti dal Centro confermano che il Mediterraneo, per le sue particolari caratteristiche, ospita un gran numero di Cetacei. I ricercatori del Centro hanno fotoidentificato oltre 150 esemplari, solo nell’area di mare attorno all’Isola d’Elba e le altre isole dell’Arcipelago Toscano, area compresa nel famoso Santuario dei Cetacei.

Il Santuario dei Cetacei è la più grande area marina protetta internazionale del Mediterraneo, con un’estensione di ben 96.000 kmq. Le sue acque sono comprese tra la penisola di Giens in Francia, la costa settentrionale della Sardegna e la costa continentale italiana fino al confine tosco-laziale. I passi verso l’istituzione del Santuario dei Cetacei sono stati molti e assai lunghi da definire, ma ad oggi i paesi firmatari dell’accordo (Italia, Francia e Principato Monegasco) si impegnano costantemente a tutelare i mammiferi marini e i loro habitat, proteggendoli dalle attività umane che potrebbero recare loro danni diretti o indiretti. Qui le particolari condizioni oceanografiche, l’abbondanza di nutrienti e il fenomeno dell’upwelling (la risalita di acque profonde che favorisce la produttività biologica in quanto provoca la risalita di nutrienti minerali) favoriscono una straordinaria presenza di cetacei.

È quindi piuttosto facile, facendo un pò di attenzione, avvistare un delfino o una balena durante la navigazione. Proprio su questo concetto Micaela e Roberto hanno concepito l’altro importante progetto del Centro Ricerca Cetacei: “Argonautica”. Questo progetto, pur avvalendosi della stessa metodologia di analisi del C.E.B., si avvale delle segnalazioni di avvistamenti fornite dai diportisti provenienti da qualsiasi luogo del bacino del Mediterraneo. Le informazioni raccolte ed elaborate permettono ai ricercatori di confrontare i dati rilevati scientificamente e di valutare il grado di sensibilizzazione nelle diverse aree. Ogni anno diverse migliaia di segnalazioni pervengono al Centro, che provvede a registrarle. È un sistema semplice ma efficace per ottenere dati importanti coinvolgendo attivamente anche chi non è del settore e ha la passione per il mare e i suoi abitanti. Anche voi potete partecipare scaricando semplicemente la “Scheda di avvistamento” dal sito del Centro Ricerca Cetacei www.centroricercacetacei.org oppure richiedendola via e-mail all’indirizzo info@centroricercacetacei.org.

Molti di voi, probabilmente, ricordano di qualche avvistamento avvenuto durante una gita estiva in barca. Per questo è fondamentale conoscere il Codice Comportamentale, e rispettarlo in caso di avvistamento di un cetaceo:

CODICE COMPORTAMENTALE
da rispettare in caso di avvistamento di un cetaceo

  • Fondamentale, nell’osservazione dei Cetacei, è non arrecare alcun tipo di disturbo all’animale individuato. Ciò si ottiene attraverso un’attività esclusivamente visiva.
  • Quando si avvista un Cetaceo è necessario mantenere una distanza minima di 30 metri, e l’avvicinamento deve avvenire a velocità ridotta.
  • La rotta deve essere costante e parallela alla direzione di spostamento degli esemplari, mai frontale.
  • Non fare mai accelerate o decelerate improvvise.
  • Se le imbarcazioni presenti nell’area sono molte, la distanza dai Cetacei deve essere maggiore. Occorre prestare attenzione poiché le imbarcazioni possono arrecare gravi ferite e seri disturbi acustici agli animali.
  • Non produrre rumori violenti.
  • Le interazioni tra uomini e Cetacei devono essere limitate, saranno gli animali stessi, se lo desidereranno, a cercare un contatto con noi. Nel caso i delfini giocassero con la vostra imbarcazione non tentare di toccarli e non dare loro da mangiare.
  • L’osservazione deve avvenire nel rispetto dei Cetacei, animali liberi che non si devono sentire in alcun modo intrappolati dagli osservatori.
  • Entrare in acqua risulterebbe assolutamente inutile. Nonostante si avvicinino molto ai mezzi, sono animali molto diffidenti. Potrebbe addirittura essere pericoloso se si arreca loro eccessivo disturbo, ad esempio con tuffi rumorosi, o se sono presenti mamme con piccoli.
  • Un cetaceo molto vicino a riva o a una spiaggia è il segnale che potrebbe avere delle difficoltà. Valutate con attenzione la situazione e, se lo ritenete, segnalate immediatamente i fatti alla Capitaneria di Porto, al 1530 o direttamente al Centro Ricerca Cetacei (333.2940107)

Poter vedere un delfino nuotare libero in mare è sempre una grande emozione, per grandi e piccoli. Negli ultimi anni, anche in Italia, il Whale Watching attira ogni anno sempre più appassionati. Questa attività, specie quando svolta con l’assistenza di naturalisti e ricercatori, ottiene un importante ruolo educativo.

Per questo Micaela e Roberto offrono l’incredibile possibilità, a chiunque voglia vivere l’esperienza di scoprire cosa significa fare ricerca e osservare i delfini nel loro habitat naturale, di salire sull’Altair, per condividere con loro la grande passione per il mare e per i cetacei e contemporaneamente contribuire attivamente alla loro salvaguardia (info e prenotazioni sul sito www.centroricercacetacei.org) navigando nelle acque fra le isole d’Elba, Capraia, Montecristo, Pianosa e Giglio. Un’ esperienza completa, ricca di natura, cultura e fascino.

Sino a pochi anni fa, per la stragrande maggioranza delle persone, l’unico modo per vedere dal vivo un cetaceo era una visita al delfinario. Oggi fortunatamente le cose sono cambiate. In Italia è ora possibile osservare balene e delfini in libertà, contribuendo alla loro salvaguardia, grazie anche a organizzazioni come il Centro Ricerca Cetacei e il lavoro dei suoi ricercatori. Ciò aiuta a coinvolgere un numero sempre maggiore di persone e permette di far capire a molti operatori professionisti della nautica che la conoscenza e il rispetto per i cetacei non solo è un fattore indispensabile per la loro conservazione, ma permette di orientare le attività turistiche verso formule moderne ed efficaci. Questo è un primo importante passo per riconoscere la straordinarietà dei cetacei e sensibilizzare il pubblico al loro rispetto.

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