Spedizione di pesca agli occhioni

Esperienze di bordo n. 591, luglio 2011: storie di viaggi, crociere in mare o sul lago raccontate direttamente dai lettori di Nautica.

SPEDIZIONE DI PESCA AGLI OCCHIONI

Testo di Giuliano Bertoli
Pubblicato su Nautica 591 di Luglio 2011

Dopo che Lamma Toscana ci ha assicurato che le condizioni meteo marine per il giorno 10 settembre sarebbero state ottimali, un giro di telefonate e il mio equipaggio mi assicura la sua presenza per la mattina successiva (il 10 appunto).

Ritrovo alle ore 5,30 presso il solito bar a Rosignano, colazione, e poi via verso la mia barca, ancorata al porto Cala dè Medici di Rosignano, un vecchio Wellcraft St. Tropez 33 che io ho adattato per la pesca di ogni tipo, da quella costiera, al tonno, fino al bolentino di profondità, quella che stamane ci accingiamo a fare.

Questa mia magnifica barca è del 1986, ma ha una carena di quelle che veramente non fanno più, che le permette di affrontare qualsiasi tipo di mare, fino a un forza 5, senza patire alcun disagio, sia che le onde siano di prua che di poppa; la motorizzazione comprende due Volvo Penta diesel da 200 CV l’uno con trasmissione duo prop, un pò scarsina è vero, ma che permette di fare i 22-23 nodi di crociera senza eccessivo sforzo.

Partenza ore 6,10 con mare calmissimo, i primi 20 minuti, dato che la visibilità è ancora molto ridotta li facciamo a 9 nodi, in dislocamento, poi metto la mia bella puledrina a 3.200 giri e la velocità si porta a 23 nodi.

Dopo circa un’ora di navigazione ci accingiamo a superare l’isola della Gorgona e io ogni volta che le passo vicino, mi aspetto di vedere una palla di cannone che si infrange vicino alla barca come avvertimento di allontanarci, dato che la regola dice che dovremmo passare ad almeno 3 miglia dall’isola (l’isola è un carcere a cielo aperto) invece il mio GPS mi indica 0,87 miglia!!!

Comunque tengo sempre il VHF sul canale 16 e non ho ancora mai sentito né avvertimenti verbali né tantomeno ho sentito fischiare proiettili di alcun tipo, quindi io ogni volta passo alla stessa distanza… chi vivrà vedrà.

Trascorse ancora circa otto miglia dalla Gorgona verso Ovest arriviamo al nostro posto di pesca; accendo il mio fedele Hondex a colori (anch’esso datato visto che è a tubo catodico) ed esso mi dice che il fondale è di 460 metri, ci siamo!!!

Fermo la barca, fisso il punto sul GPS e attendo almeno 10 minuti per vedere come la corrente ci sposta (non c’è un filo di vento) e posso constatare che abbiamo uno spostamento in linea retta verso SW, quindi risalgo verso NE, supero il punto di un centinaio di metri e lasciamo cadere l’ancora verso il fondo, badando a rimanere in verticale con i motori per fare uscire il minimo possibile di cima, poiché se esce un pochino di vento e questo prende il sopravvento sulla corrente, lo spostamento che ne deriverà sarà il minimo possibile.

Appena l’ancora tocca il fondo del mare diamo volta alla cima sulla bitta di prua e la barca in breve tempo si ferma, dandoci l’opportunità di cominciare la pesca.

Si parte con i calamenti innescati a sarda intera (sugli ami alti, quelli più grossi, anche due) e dopo circa 6-7 minuti di discesa i nostri terminali sono in caccia sul fondale formato da roccia, fango e detriti che assomigliano a un corallo.

Passa un buon quarto d’ora e Bob (si chiama Roberto ma lo chiamerò Bob per differenziarlo dall’altro Roberto che fa parte dell’equipaggio) dice la fatidica parola “ECCOLI”.

Infatti la sua canna ha un piccolo sussulto sul cimino, seguito da un’incurvatura più forte anche se di breve durata; Bob prende allora la canna in mano e dopo circa 10 secondi gli vedo dare la fatidica “incocciata” e premuto il pulsante di risalita ci guarda con aria sorniona e dice: “è uno solo, ma lo voglio tirare su per vedere che taglia ha”.

Non ha ancora finito di dire la frase che anche il cimino della mia canna si muove (io pesco a prua quindi a circa 8-9 metri di distanza dagli altri) prendo in mano la canna, sento perfettamente la tocca del pesce, do anch’io l’incocciata e sento che il pesce è rimasto allamato, quindi premo il pulsante di risalita.

Gli occhioni sono arrivati!!! Le nostre sardine sono riuscite con il loro odore ad attirare i pesci che erano nelle vicinanze.

Per la cronaca sia il pesce di Bob che il mio erano sul chilo di taglia!!!!!

Nel mentre faccio ridiscendere il mio calamento anche gli altri due componenti l’equipaggio, Roberto e Luciano, allamano alcuni occhioni che vengono velocemente (si fa per dire perché ogni salpata dura almeno 8 minuti!!!) portati a pagliolo.

Dalla seconda cala in poi, dato che oramai abbiamo gli occhioni sotto la barca, agli ami mettiamo mezza sarda (la parte della coda che è la più resistente) e filetti di calamaro alternati, in modo tale da poter lasciare sul fondo il calamento anche dopo che è avvenuta la prima afferratura, così da avere catture multiple (data la profondità in un’ora non possono essere fatte più di 3 “cala e salpa” e quindi è importante cercare di avere abboccate multiple).

Si va avanti con catture di pesci meravigliosi per quanto riguarda la taglia (tutti dal chilo in su) fino alle ore 13,30 ora in cui i pesci hanno deciso di scioperare!!! Infatti dopo tale ora non siamo riusciti a prendere più niente, salvo due o tre occhioni di taglia piccola (sui 600 grammi) e cinque o sei ancora più piccoli che abbiamo liberato.

Abbiamo provato anche a spostarci di 3-400 metri dal punto iniziale ma non è cambiato niente, così alle 16,30 abbiamo deciso di porre termine alla nostra giornata di pesca; del resto nel nostro contenitore giacevano una trentina di bei pescioni e potevamo ritenerci più che soddisfatti dell’andamento della giornata; bel tempo, bel mare, vista meravigliosa con le isole di Gorgona, Capraia, Elba e Corsica tutte ben visibili e quindi via, pallone in mare e salpamento dell’ancora.

Dopo circa 30 minuti il mio Wellcraft rivolge la prua verso Rosignano lasciandosi alle spalle una scia lineare che va a confondersi con il riverbero del sole che ci è alle spalle e che dice: “ciao ragazzi, vi aspetto presto, tanto io di qui non mi muovo!!!”

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