Colori e suggestioni a Mauritius, natura show

Mauritius, con le isolette e le scogliere che le fanno corona, fa parte del gruppo delle Mascarene, posizionate in Oceano Indiano a oriente del Madagascar

Sarebbe bello poter possedere una barca a vela e perdersi nell’esplorazione di questo tratto di mare. Oceano Indiano, mare d’Africa, dove ammassi di lave nere salgono dal fondale oceanico fino a sfondare la superficie turchina ed affiorare, isole meravigliose e ricoperte da lussureggiante vegetazione. Ci piacerebbe poterla scoprire dal mare, questa bella isola di Mauritius, avvicinarci ad essa seguendo il ritmo placido degli alisei. Una delle più belle isole africane tra quelle che affiorano dall’Oceano al largo della costa orientale, Mauritius è situata a circa 20° di latitudine sud. Come accennato, fa parte di un affascinante gruppo di isole, generate probabilmente dallo stesso sistema vulcanico. Un gruppo di terre che comprende la solitaria e vicina Isola della Reunion, gli arcipelaghi di Seychelles e delle Comore.

Ci piacerebbe arrivare dal mare, avvistando da lontano il montagnoso profilo dell’isola, avvicinarci spinti dal vento delicato e tiepido. A poco a poco scoprirne i colori, i dettagli. Separare con lo sguardo le baie dai promontori, le spiagge di sabbia bianca dai massicci picchi di lave nere e violente. Poi frugare con lo sguardo davanti alla prua, penetrare più a fondo possibile attraverso il blu intenso dell’Oceano alla ricerca della misteriosa ombra dei fondali. Fino a che masse candide ci appaiano, e possiamo iniziare il nostro itinerario attraverso il labirinto delle madrepore, con gli occhi fissi a quella linea di frangenti laggiù, che dobbiamo superare: la linea generata dai coralli che salgono fino alla superficie, accarezzati dal mare tranquillo, o aggrediti dalle onde di tempesta, che si aprono in un punto preciso, accogliendoci nella serena protezione della laguna.

Il blu cede il passo al colore dello smeraldo. Il nostro sguardo attraverso l’acqua, si perde su distese di sabbia candida, incontra grandi teste di corallo avvolte da nuvole di pesci minuscoli ma di ogni colore. A pochi metri da noi la spiaggia bianchissima, dalla lunghezza infinita, chiusa da un sipario di palme dal verde brillante che si inclinano verso l’acqua, quasi in segno di benvenuto.

Diamo un’occhiata alla carta, per renderci conto di come sia in effetti l’isola, e per stabilire un primo itinerario. Scopriamo Mauritius con una forma grosso modo ellittica, più sottile verso l’alto, più larga a meridione, dove la costa sembra essere compatta e priva di approdi. 62 chilometri lungo l’asse maggiore, da nord a sud. Neppure 50 lungo l’asse minore, da est verso ovest. La scopriamo frastagliata e percorsa da una grande quantità di corsi d’acqua, che incidono valli profonde e che ce la dicono lunga sul regime pluviale dell’isola.

Osserviamo il profilo della barriera corallina che la cinge quasi senza soluzione di continuità, individuando attraenti lagune coralline dalle acque terse e tranquille. Oltre le spiagge di sabbia candida, una fascia pianeggiante, che scopriamo coperta di piantagioni di canna da zucchero. E poi, al centro dell’isola, un cuore di rocce di lava nera, un maniero imponente di montagne ricoperte di giungla impenetrabile, drammaticamente incise da valli percorse da torrenti che frequentemente si gettano in rombanti cascate. Le rocce ci parlano della storia geologica dell’isola, evocano i tempi di grandi ed imponenti eruzioni, di esplosioni di lave sanguigne emergenti dall’azzurro dell’oceano. Le forme delle stesse rocce ci raccontano la loro vita di oggi: modellate dall’aggressione del vento e delle onde lungo le coste, nude e nere, aride di vegetazione, nei pressi del mare, si ricoprono di fitte foreste fino a scomparire del tutto all’interno dell’isola, mentre i corsi d’acqua che tagliano in due le terre sembrano proprio essere stati messi lì apposta per restituircene la vista, oltre il verde delle foreste.

Ci arrampichiamo all’interno dell’isola. Una piccola vettura ansima sulle curve in salita, lasciandosi faticosamente alle spalle il blu intenso dell’oceano. Dietro di noi la barriera corallina appare sempre più lontana ma sempre più chiara, nelle sue forme, nella sua complessità. Individuiamo dall’alto la grande laguna dal colore splendente, interrotta a sud dal massiccio di lava nera del monte Brabante che si getta a picco sulle acque. Continuiamo la nostra strada, verso il cuore dell’isola, fino a quando la giungla non si chiude dietro di noi, come un sipario che si chiuda sullo spettacolo del mare. Saliamo sempre più in alto, nel verde. Ci fermiamo ad osservare le spettacolari gole della “Riviere Noire”, ci arrampichiamo su per un sentiero fino alla sommità di un colle, dal quale l’oceano ci appare ancora, lontano. Consumiamo qui il nostro primo pasto isolano, al “Domaine de Chasseur”, dove la cultura creola dell’isola ci allontana mille miglia dal mare che pure vediamo lì, proprio di sotto di noi. Cornice, più che parte del mondo che stiamo in questo momento vivendo. I sapori della tradizione si fondono qui con gli odori della foresta tropicale, intrisa dell’acqua dell’ultimo acquazzone, che sale ancora verso l’alto, evaporando in magici fumi di bruma e poi ammassandosi in nuvole bianche e gonfie che tornano a correre felici nell’immenso cielo dell’isola. Attraverso le strade nel bosco scendiamo verso i villaggi locali. Qui il turismo è lontano. Etnie creole, indiane, bianche, africane, convivono in assoluta immiscibilità. Il mare è lontano nella cultura di questi popoli, eppure lungo le strade scopriamo una grande quantità di botteghe specializzate nella fabbricazione di modellini di navi di legno, perfette riproduzioni di bastimenti famosi, dai grandi velieri all’ormai mitico Titanic.

La cultura indiana spicca nel pur colorato mondo creolo. Molti i negozi indiani, negozi di stoffe bellissime, dai colori sgargianti, che ritroviamo drappeggiate attorno agli esili corpi delle donne, quando, per caso, ci troviamo ad assistere ad un emozionante rito religioso sulle sponde di un piccolo lago. La cultura indiana che si trasmette nella medicina e nella conoscenza: c’è un banco del mercato di Mauritius che sembra essere famoso in tutto il mondo, a giudicare dalla quantità di lettere che i proprietari ricevono da ogni angolo del pianeta. Un banco che non vende frutta o verdura, ma erbe, apparentemente in grado di curare tutti i mali dell’uomo: dall’ansia all’impotenza, dalla gotta al diabete.

Il mondo creolo ci appare più semplice e allegro, e ci accoglie con risate aperte e divertite, mentre fotografiamo un’intera famiglia dedita al lavaggio della biancheria nelle acque di un torrente.

Al tramonto torniamo verso il mare. Scendiamo dalle montagne e ci troviamo ancora ad ammirare la mole del Monte Brabante affacciata sull’acqua. Siamo sulla costa occidentale, luogo rinomato per la pesca d’altura, l’immersione subacquea e gli sport nautici in genere. Qui alloggiamo al lussuoso hotel la Pirogue, ma tutta la zona offre grandi possibilità di ricezione, con sistemazioni differenti per quanto concerne il costo, ma tutte con la caratteristica comune di affacciarsi direttamente su di una splendida spiaggia candida, la più tradizionale delle spiagge tropicali dei nostri sogni.

Sci nautico, parasailing ad altre attività ci tengono impegnati nelle acque della laguna, ma è al di fuori di queste, uscendo da una pass che attraversa i coralli verso nord, che dobbiamo andare per immergerci nelle acque dell’isola. Come in ogni altra località tropicale, l’attività subacquea sta trovando grande diffusione all’isola di Mauritius. Efficienti strutture consentono a tutti senza problemi di scendere in acqua ed ammirare le bellezze dei fondali corallini. I centri d’immersioni offrono proposte che vanno dal “battesimo” per coloro i quali non hanno mai messo in bocca un erogatore, alle immersioni guidate sui fondali più belli per i sommozzatori più esperti. Le immersioni sono quasi tutte a profondità davvero esigue, e dunque alla portata di tutti. Si scende di solito ad esplorare fondali caratterizzati da morfologie alquanto tormentate in cui si aprono grotte e passaggi abitati da murene, pesci scorpione e famiglie di rossi pesci scoiattolo. Oppure su grandi madrepore isolate sul fondale sabbioso che ospitano una incredibile quantità di pesce corallino.

Numerosi attorno all’intero perimetro dell’isola i relitti di navi o di barche affondate. Si, lungo l’intero perimetro, perché, malgrado noi abbiamo scelto la costa occidentale, lungo tutta l’isola troviamo centri d’immersione e fondali interessanti da esplorare.

Per una bella escursione in barca, invece, ci sentiamo di consigliare un particolare tratto della costa orientale. Si tratta di una zona in cui la laguna corallina è piuttosto estesa e crea un’ampia zona di acqua calma e trasparente sulla quale navigare a vela alla ricerca di una spiaggia isolata o di una zona dove fermarsi e dedicarsi allo snorkeling.

Perla di questo tratto di mare il luogo noto con il nome di Ile aux Cerfs, dove una serie di lingue sabbiose ricoperte di alberi creano un ambiente davvero unico e spettacolare. Senza volersi impegnare in charters di diversi giorni lungo le coste, possiamo in questa zona noleggiare uno spazioso catamarano per tutta la giornata e dedicarci completamente al mare e alla vela, per dare completezza al nostro soggiorno su quest’isola che ha davvero tanto da offrire.

NOTIZIE UTILI

Per recarsi a Mauritius non serve alcun visto né vaccinazione, è sufficiente il passaporto in corso di validità. Il clima è in genere piacevole per tutto il corso dell’anno. Il periodo migliore va comunque da ottobre ad aprile. I mesi di maggio e giugno sono i più piovosi, mentre da luglio a settembre è in genere più ventilato. Sull’isola abbiamo alloggiato negli alberghi del gruppo della Sun International, comprendenti il Coco Beach, La Pirogue, lo Sugar Beach, i lussuosi Touessrorck e Saint Germain. Delizioso il cibo all’isola di Mauritius. Abbiamo mangiato in tanti ristoranti, indiani o creoli, e quasi sempre è stato delizioso. Tra gli altri vi consigliamo: Varangue sur Morne. Località Coir Bois 110 Rte Olaine-Champagne, Chamarel Tel 6835710-6835910. Domaine du Chasseur Anse Jonchee – Vieux Grand Port tel 6435011-6435166. Domaine les Pailles, Les pailles tel 2124225. Per l’organizzazione di giri dell’isola, automobili con guida, escursioni in barca ed altro, abbiamo utilizzato i servizi della White Sand Tour: si sono dimostrati efficaci e cordiali. I loro riferimenti sono: PO Box 738, M1 Motorway, Port Louis WS. Fax (230) 2128664 Telefono (230) 208 5424. E-mail wst@bow.intnet.mu

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