GEA II, LUSSO E PRESTAZIONI

“L’anima di una pura luxury boat nel corpo di uno scafo da performance estreme. Il tutto ‘condito’ con un design molto ricercato”. Il sogno proibito di molti diportisti descritto con le parole degli artefici di questo progetto: Gianandrea Fiorillo – ingegnere navale di 24 anni con un’esperienza presso il cantiere Mylius Yachts di Piacenza -, l’architetto Esna Baydin – cittadina turca ancora più giovane, che si è occupata soprattutto di ergonomia – e l’architetto di interni Andrea Policastro. E’ il GEA II un 24 metri presentato come progetto finale della XVI edizione del master I livello in Yacht Design del Politenico di Milano, dove si è aggiudicato 110/110. Un vero misisle, le cui forme di carena e le appendici sono quelle tipiche di un imbarcazione da regata oceanica. Il baglio massimo che non diminuisce fino a poppa (aperta), opera viva piatta, vistoso spigolo evolutivo sopra il galleggiamento, murate verticali.

Gea II

Tra le scelte tecnologiche più importanti e innovative, quella del DSS e del sistema di propulsione retrattile. La stabilità dinamica offerta dal DSS, l’ala retrattile laterale, ha il compito di migliorare il momento raddrizzante della barca – con una spinta che può arrivare al 30% di quella necessaria a bilanciare l’immenso piano velico – e produrre un cosiddetto effetto lift, che pur non arrivando al completo sollevamento come nel caso dell’adozione dei foil, riduce notevolmente l’attrito sull’acqua. Stesso risultato, quest’ultimo, ottenuto con la propulsione retrattile. Lo scafo è progettato per essere realizzato in sandwich di carbonio e Nomex al fine di rimanere su un dislocamento di soli 23mila kg.

La superficie velica, grazie all’elevato capacità di raddrizzamento ha misure importanti: una randa di ben 230 mq, il fiocco di 165 mq e il super gennaker di 516 mq. Per quanto riguarda il design della coperta, estremamente elegante, destano interesse il doppio livello del pozzetto, che demarca la divisione fra l’area operativa e quella per gli ospiti e rende più semplice l’accesso al mare, e la struttura della tuga, che impiega soluzioni in carbonio per regalare agli ospiti una spettacolare visibilità sull’esterno.

yacht

Il lay out, non meno coraggioso, prevede una singola suite armatoriale, collocata nella zona di prua, con il letto centrale sovrastato da un vasto skylight che enfatizza l’ingresso della luce naturale. Non mancano il doppio bagno e un ampio angolo studio. La cucina è posta in un locale separato, a poppa, vicino all’ingresso. Dalla parte opposta si trova una cabina con letti gemelli. A estrema prua una grande cala vele o locale equipaggio.

Scheda tecnica

Lunghezza fuori tutto: m 23,84 – Lunghezza al galleggiamento: m 23,62 – Baglio massimo: m 6,12 – Pescaggio: m 4,88 – Dislocamento: kg 23.750  – Zavorra: kg 10.880 – Video on line: www.youtube.com/watch?v=wLbr7LlqF1g