A MANDELLO TORNA L’ALFIO CUP, NON SEMPLICEMENTE UNA REGATA

Daniele Carnevali
Scritto da Daniele Carnevali

MANDELLO DEL LARIO – Sono passati sette anni da quando se ne è andato. Ma gli amici e gli appassionati di vela continuano a ricordare il grande campione di Star Alfio Peraboni. Con infinita nostalgia, perché uno come il “Pera” lasciava un’impressione indelebile. Non sarà quindi un semplice appuntamento sportivo, ma molto di più: nel week end del 10 e 11 giugno, organizzata dalla Lega Navale di Mandello del Lario si svolgerà la sesta edizione dell’ “Alfio Cup”, il trofeo velico a lui dedicato, uno degli appuntamenti più attesi e sentiti dell’intera stagione.

La regata ufficiale per tutte le classi è in programma per sabato prossimo, 10 giugno, con partenza alle ore 13, quando nelle acque antistanti il porto di Mandello prenderà il via una competizione aperta a tutte le barche a bulbo. Questa edizione è stata aperta anche alle derive delle classi 420 e 470 con a bordo quei velisti che hanno mosso i primi passi in Optimist sotto lo sguardo affettuoso dell’Alfione. Ci saranno tutti, emozionati e pronti a prendere il largo a vele spiegate: i Platu 25, i J24, la classe libera Cabinati e quelle Star che hanno consacrato Peraboni due volte Campione olimpico e una volta Campione del Mondo. Per consentire una più ampia partecipazione, domenica 11 giugno è prevista anche una veleggiata per i crocieristi che partirà in coda alla regata.

Non potrà mancare sulla linea di partenza, “Enjoy”, il Platu 25 armato da Michele Azzoni con a bordo i ragazzi che Alfione aveva cominciato ad allenare. Ci saranno naturalmente anche i ragazzi di “Lunatica”, pure loro “allievi” per qualche stagione del grande Peraboni. Per ricordarlo gli hanno dedicato un video, ora pubblicato sul sito della Lega Navale di Mandello (www.lnimandello.it).

 

Scomparso nel gennaio del 2011, a soli 56 anni, Alfio Peraboni ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della vela. Due volte medaglia di bronzo alle Olimpiadi e Campione del Mondo nel 1984 in classe Star, Peraboni ha fatto sognare generazioni di velisti. In coppia fissa con Giorgio “Dodo” Gorla è riuscito a replicare le imprese epiche di Straulino e Rode che avevano vinto il titolo mondiale di Star nel lontano 1956, facendo rivivere all’Italia della vela i suoi giorni più grandi.
Nel 1980, dopo la vittoria del bronzo alle Olimpiadi di Mosca, l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini gli ha riconosciuto l’onorificenza di Cavaliere. Sono dovuti passare tanti anni ma, grazie al “Pera” e al compagno inseparabile “Dodo” – un ex cestista e un ex farmacista – l’Italia tornò a primeggiare; nel 1984 i due conquisteranno un altro bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles e, nello stesso anno, a Villamoura in Portogallo, saliranno il gradino più alto del podio diventando Campioni del mondo.

 

I regatanti sabato e domenica si contenderanno il trofeo “Vento”, una preziosa scultura creata dall’artista Velasco Vitali. L’edizione 2016 se l’erano aggiudicata i pugliesi di “Euz II Villa Schinosa”, il Platu 25 armato da Francesco Lanera con alla tattica Simone Ferrarese.

 

Anche quest’anno l’evento avrà come main sponsor da Giulio Azzoni della Ditta Azzoni Forniture Industriali di Lecco. Sabato alle ore 19.30 è in programma una cena aperta a tutti, che si svolgerà presso la Lega Navale di Mandello. Domenica, al termine delle regate e della veleggiata dei croceristi, ci sarà la premiazione con consegna del trofeo al nuovo vincitore.
UNA VITA DA GRANDE ATLETA
Alfio Peraboni è nato a Monza l’8 maggio 1954. In seguito si era trasferito con la famiglia a Mandello, dove si dedicò all’atletica partecipando a varie competizioni agonistiche e distinguendosi per disciplina e resistenza fisica. Decise poi di avvicinarsi al basket e approdò alla corte dell’Elettromeccanica Lecco del presidente Giuseppe Puglisi. In quella squadra fece subito faville, mostrando di avere la tempra.

Nel 1972 fu ceduto, con un’operazione per quegli anni clamorosa, alla “Pallacanestro All’Onestà”, la seconda squadra di Milano, che lo portò a debuttare in serie A. In seguito, una serie di situazioni negative gli fecero però prendere la decisione di lasciare il basket.

A Mandello qualche tempo dopo avvenne l’incontro con quella che sarebbe diventata la grande passione della sua vita, la vela. Grazie all’ingegner Giulio Cesare Carcano, progettista alla Moto Guzzi, e al costruttore di barche Danilo Folli, Alfio salì per la prima volta su una barca della classe Star come prodiere del piemontese Giorgio “Dodo” Gorla, un ex finnista farmacista di professione.

Nacque così, quasi per caso, uno tra i migliori equipaggi di tutti i tempi. I due, coniugando precisione e potenza, cominciarono a vincere tutto, a collezionare medaglie e onori.

Alle Olimpiadi di Mosca del 1980 vinsero il bronzo e quattro anni dopo, ai Giochi di Los Angeles ecco un altro prestigiosissimo terzo posto. Gorla e Peraboni riportarono così in vita le imprese epiche (e mai più ripetute) di Straulino e Rode, che avevano vinto il titolo mondiale nella classe Star nel 1956.

Nel 1984 a Villamoura, in Portogallo, “Dodo” e Alfio salirono sul gradino più alto del podio ai campionati mondiali e in seguito si aggiudicarono tre campionati europei. Nel loro palmarès figurano altresì cinque titoli italiani. Poi, il 12 gennaio 2011, il dramma: Peraboni muore a soli 56 anni in seguito a emorragia cerebrale.

3° Olimpiadi di Mosca 1980 medaglia di bronzo
3° Olimpiadi Los Angeles 1984 medaglia di bronzo
5° Olimpiadi Seul
1° Campionato del mondo 1984 (Villamoura 1984)
1° Campionato europeo 1985 (Copenhagen)
1° Campionato europeo 1987 (Torbole)
1° Campionato europeo 1993 (Anzio)
1° Campionato italiano 1981 (Napoli)
1983 (Punta Ala)
1986 (Dervio)
1988 (Napoli)

 

sull'autore

Daniele Carnevali

Daniele Carnevali

Classe ’81, giornalista professionista approdato nella redazione di Nautica nel 2003. Appassionato di barche a vela e a motore, nel tempo libero si diletta a veleggiare a bordo del suo Fireball.

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