Mascalzone Latino conclude la Rolex Middle Sea Race al quinto posto in tempo reale

Nautica Editrice
Scritto da Nautica Editrice
Attualmente leader delle classifiche generali overall
sia IRC che ORC

La Valletta (Malta), 25 ottobre 2016

Il Cookson 50 Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato ha tagliato il traguardo della 37ma Middle Sea Race oggi a Malta alle 15.13, dopo tre giorni, tre ore, otto minuti e tre secondi dalla partenza di sabato scorso al quinto posto in tempo reale e, provvisoriamente, in prima posizione overall e di classe sia in IRC sia in ORC. Questo calcolo stimato, analogamente all’ordine dei passaggi intermedi nei sei checkpoint fra il via e l’arrivo, non suggellano il risultato finale ma danno una testimonianza attendibile dei valori in campo e dell’andamento della regata.

La storia di questo evento insegna però che i calcoli virtuali non bastano: per sapere se la vetta della classifica verrà confermata sarà necessario aspettare l’arrivo di tutte le barche potenzialmente “da classifica”, almeno fintanto che il loro tempo corretto non superi con certezza quello dei Mascalzoni. Stiamo parlando in particolare di due avversari di dimensioni più piccole: il JPK 10.10 francese Foggy Dew (classe 6), armato da Racine Noel, e il J122 maltese Artiedi Lee Satariano (classe 5), quest’ultimo vincitore della Rolex Middle Sea Race del 2011 e del 2014. Queste le due barche che vanno attese e si tratta proprio delle stesse che nel corso della seconda parte della regata hanno dato maggior filo a torcere ai Mascalzoni.

Nell’edizione 2016, in assenza dell’armatore Vincenzo Onorato, hanno navigato su Mascalzone Latino, a partire dall’afterguard: Marco e Matteo Savelli, Adrian Stead, Lorenzo Bressani, Branko Brcin e Ian Moore. Gli altri a bordo: Leonardo Chiarugi, Andrea Ballico, Pierluigi De Felice, Daniele Fiaschi, Stefano Ciampalini e Davide Scarpa.

Ripercorrendo i tratti essenziali di questi ultimi tre giorni, infatti, si ricorda un primo bordo di poche ore verso Capopassero dove Rambler aveva preso immediatamente la testa della corsa, agguantando la leadership anche in tempo compensato sul primo checkpoint, davanti solo a Mascalzone Latino. In poco più di venti ore, poi, Mascalzone Latino era quinto assoluto a Messina (e primo fra i Class 2) in tempo reale ma solo diciannovesimo secondo il calcolo del tempo compensato. Superato lo Stretto, a un giorno dalla partenza e qualche minuto lo scafo blu dello Yacht Club de Monaco doppia Stromboli guadagnando quattro preziose posizioni overall: un bel recupero considerando che i cinque IRC di Class 1 che li precedevano erano passati da pochissimo, tutti nell’arco di venti minuti.

Tutto è cambiato nel Leg 4 verso Favignana, il tratto più lungo della regata. Ci sono volute quasi venti ore per passare dalle Eolie alle Egadi, ma da lì in poi i “maxi” non avrebbero più fatto paura ai Mascalzoni, che sono stati registrati come secondi in assoluto in compensato dietro a Foggy Dew. In quell’attimo erano rimasti solo in tre gli yacht più grandi davanti all’equipaggio di Vincenzo Onorato in tempo reale: lo straordinario Rambler 88, il VOR 70 di Trifork e il Reichel-Pugh 60 Wild Joe che però, al checkpoint numero 5, gli cede anche la terza posizione in tempo reale. A Pantelleria Mascalzone Latino inoltre si ritrovava leader della generale con un margine matematico molto contenuto su Foggy Dew e più esteso su Artie. Ottimo anche il passaggio di Lampedusa (questa volta quarto al cronometro) che, almeno fino all’ora dell’arrivo dei Mascalzoni, ha “tenuto” la vetta: prima del passaggio delle classi più piccole, l’inseguitore più vicino era Cippa Lippa 8, il Cookson 50 “gemello” di Mascalzone Latino.

Al traguardo il sistema di tracking in tempo compensato sanciva quindi la leadership assoluta in IRC e ORC, mentre in tempo reale i Mascalzoni avevano perso una posizione a favore degli inglesi di Aegir, un più grande Carbon Ocean 82 armato da Brian Benjamin. Nella gara contro l’altro Cookson 50, Cippa Lippa 8Mascalzone Latino ha continuato il suo allungo sino al traguardo, riuscendo a creare un gap con l’avversario che ha superato le 30 miglia di vantaggio.

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