Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato è il vincitore della 37ma Rolex Middle Sea Race 2016

Rolex Middle Sea Race

La Valletta (Malta), 26 ottobre 2016

Il Cookson 50 Mascalzone Latino dell’armatore italiano Vincenzo Onorato è il vincitore della 37ma Rolex Middle Sea Race, che nella flotta IRC contava ben 94 partenti. Un primo grande trionfo per i Mascalzoni, in rappresentanza dei colori dello Yacht Club de Monaco, che regatano su questa barca da un paio di stagioni, nel corso delle quali hanno preso parte sempre e solamente alle due classiche del Mediterraneo: la Giraglia Rolex Cup e la Rolex Middle Sea Race, sfiorando proprio a Malta nel 2015, per soli 9 secondi in tempo corretto, la vittoria in IRC. Un fatto che aveva dato tanta consapevolezza di potercela fare ma anche il dispiacere di non esserci riusciti: un mix di ingredienti che è servito a motivare l’equipaggio a riprovarci quest’anno e, finalmente, a centrare questo prestigioso traguardo.

L’arrivo in banchina dopo 3 giorni, 3 ore, 8 minuti e 3 secondi secondo il cronometro ufficiale (pari a 4 giorni, 6 ore, 56 minuti e 1 secondo in tempo corretto), per un totale di 641 miglia navigate effettivamente, era avvenuto già ieri. Ma è stato necessario attendere il pomeriggio odierno per accertarsi dell’impossibilità di essere superati all’ultimo dagli avversari più temibili di questa regata, Artie e Foggy Dew, due imbarcazioni di Class 5 e 6 che hanno impiegato un giorno in più per completare il lungo percorso della Middle Sea, caratterizzato dal periplo completo della Sicilia e degli arcipelaghi che la circondano, con partenza e arrivo dal porto de La Valletta a Malta, ma che sino a Favignana avevano marcato molto stretto i Mascalzoni nella classifica generale.

Hanno fatto parte dell’equipaggio di Mascalzone Latino, vincitore alla 37ma Rolex Middle Sea Race: Matteo Savelli, Marco Savelli, Adrian Stead, Lorenzo Bressani, Branko Brcin e Ian Moore nell’afterguard, insieme a Leonardo Chiarugi, Andrea Ballico, Pierluigi De Felice, Daniele Fiaschi, Stefano Ciampalini e Davide Scarpa.

Vincenzo Onorato, armatore di Mascalzone Latino, che per impegni di lavoro ha dovuto rinunciare a prendere parte alla regata all’ultimo minuto, ha dichiarato: “Lo stesso equipaggio da oltre trent’anni. Abbiamo portato a casa 6 titoli mondiali, non so quanti europei, vinto grandi classiche come la Key West Race Week, la Tre Golfi, la Coppa del Re, la Giraglia Rolex Cup, il Trofeo Zegna, la Block Island Race Week ed ora la Rolex Middle Sea Race, nuovo ma non ultimo orgoglio di Mascalzone Latino”.

I commenti dell’equipaggio

Matteo Savelli, co-skipper e afterguard: “L’anno scorso per soli 9 secondi abbiamo sfiorato la vittoria, ma dentro di noi avevamo rimandato tutto a quest’edizione. È andato tutto perfettamente, tutti i ragazzi dell’equipaggio hanno fatto un ottimo lavoro. Da Capo Passero a Trapani avremo fatto 20 cambi di vele di prua per sfruttare tutti i cambiamenti del vento, il tutto senza alcun genere di intoppo. La velocità della barca, dopo tutti i lavori svolti durante l’inverno per migliorarne le performance, hanno dato i frutti sperati. E le indicazioni strategiche di Ian, nostro navigatore, sono state azzeccate. Non poteva andare meglio di così. L’unico dispiacere è non aver avuto Vincenzo a bordo”.

Adrian Stead, tattico (GBR): “È stata una Middle Sea Race complicata, ma sono molto soddisfatto del lavoro svolto dalla squadra di Mascalzone Latino. Eravamo molto concentrati nel mantenere la barca veloce e nel toglierci rapidamente da situazioni difficili. I ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro nel cercare di ottenere sempre la massima velocità dalla barca, nel cambiare vele e modificare le regolazioni a seconda dei cambiamenti di intensità e di direzione del vento. Ci sono stati molti momenti importanti nel corso della regata ma, probabilmente, quello chiave si è verificato sabato notte, con il passaggio dalla brezza proveniente da est, che soffiava a nord della Sicilia, al forte vento di sud-est nella zona di Trapani. Abbiamo prima operato una scelta strategica verso nord, ma successivamente abbiamo ripreso una rotta più vicina alla costa avendo visto altre barche posizionarsi nelle nostre vicinanze. Abbiamo lottato fino all’ultimo, cambiando vele per far avanzare la barca. Arrivati a terra, siamo stati seduti a osservare sugli schermi dove si trovavano le piccole barche. Eravamo perfettamente consapevoli di doverci procurare più vantaggio possibile – l’equipaggio sa bene che si può perdere questa regata per pochi secondi. Siamo stati fortunati ad avere barche più grandi vicine nelle ultime 400 miglia di regata: rispetto alla nostra, Wild Joe è più lunga di 4 metri ed è più veloce, perciò cercare di tenere il suo passo ci ha fatto dare il massimo in navigazione. Ian Moore ha fatto delle eccellenti chiamate e ha fatto sì che dessimo il meglio in termini di performance e scelta di rotta”.

Ian Moore, navigatore (GBR): “Dopo essere arrivati così vicini alla vittoria l’anno scorso, la sensazione era di non aver completato del tutto il lavoro. D’altra parte, le performance del passato non sono garanzie per un futuro successo! A questo giro sapevamo tutti che se avessimo voluto avere una chance concreta per vincere questa regata avremmo dovuto navigare veramente bene e avere un pizzico di fortuna con il meteo: dal canto loro i ragazzi hanno fatto un lavoro straordinario. Ma sappiamo che, in queste regate, prima di gioire bisogna attendere l’arrivo degli scafi più piccoli. C’è da dire inoltre che Matteo, Marco, Davide e Daniele hanno fatto un grande lavoro nello scorso inverno nel fare dei miglioramenti sulla barca: differenze che abbiamo facilmente riscontrato con le nuove vele e attrezzature.”

Lorenzo Bressani, afterguard (ITA): “È stato per me un grande piacere regatare ancora con il team Mascalzone Latino. In passato avevo già navigato in diverse in-port race con ciascuno dei ragazzi dell’equipaggio, ma sono rimasto davvero impressionato su come hanno affrontato la regata i due anglosassoni a bordo: Adrian Stead, ma soprattutto il navigatore, Ian Moore. Nella mia carriera ho preso parte a molte regate lunghe sia nel ruolo di responsabile della ricerca della velocità della barca che delle scelte tattiche. In questo caso, avendo a bordo uno dei migliori navigatori del mondo, ho ritenuto più producente lasciarmi “guidare” per le 600 miglia del percorso senza condizionare i “piani” di Ian, concentrandomi quindi sul far correre la barca il più possibile. Questo, unito alla passione e grinta che hanno tutti gli altri ragazzi, ci ha permesso di portare a casa a questo importante risultato. Mi è dispiaciuto che Vincenzo non abbia potuto essere a bordo con noi e lo ringrazio per questa opportunità”.

Pierluigi De Felice, trimmer (ITA): “È stata certamente una bellissima regata, dove abbiamo navigato veramente bene sia dal punto di vista della performance della barca che durante tutte le transizioni dei venti nello stretto di Messina, girando Stromboli e San Vito Lo Capo. Tutti gli upgrade della barca e delle vele sono stati ottimi”.

Le biografie dell’afterguard di Mascalzone Latino

Matteo Savelli
Figlio “d’arte” è cresciuto tra barche e vele, e inizialmente si è dedicato al match racing, specialità dove ha conquistato ben cinque titoli di Campione Italiano. Da una quindicina di anni Matteo ha condiviso praticamente tutti i successi di Mascalzone Latino con Vincenzo Onorato, dall’IMS ai titoli mondiali ed Europei nelle classi Farr 40 e Melges 32.

Adrian Stead
L’inglese Adrian Stead è una figura di vecchia data nella storia di Mascalzone Latino ed è conosciuto come velista e project manager di successo con una vasta esperienza. Dopo l’attività sulle classi olimpiche che ha culminato con un quarto posto ad Atlanta 1996 Adrian infatti si è distinto nell’Admiral’s Cup, nella Whitbread, nel Tour de Voile e nelle ultime campagne di America’s Cup sui monoscafi, ma già da tempo frequentava con successo il mondo dei monotipi, dove ha conquistato numerosi titoli continentali e mondiali in particolare con i Farr 40 e gli RC44.

Ian Moore
Nato a Newcastle nell’Irlanda del Nord è un ingegnere navale con una invidiabile esperienza a livello internazionale. È ricordato in particolare per aver vinto con il ruolo di navigatore la Volvo Ocean Race 2001-2002 a bordo di Illbruck Challenge e di avere al suo attivo anche diverse campagne di Coppa America nell’era del monoscafo. In particolare, ha vestito le maglie di Team Origin e, per molti anni, quella di BMW Oracle Racing. Nel 2016 ha conquistato a Minorca (SPA) il mondiale e il circuito 52 Super Series a bordo di Quantum Racing.

Lorenzo Bressani
Nato a Trieste nel 1973, dopo aver militato un paio d’anni nella classe Optimist, nel 1987 ottiene un terzo posto al Campionato Europeo e al Campionato Italiano. Di seguito passa alle classi olimpiche e inizia a regatare sul 470 divenendone, negli oltre dieci anni di militanza nella classe, uno tra i migliori specialisti europei. È riserva ufficiale per questa classe ai Giochi Olimpici di Savannah del ’96. Dal 1997 passa all’Altura dove, in particolare nelle classi monotipi, conquista importanti successi. Al suo attivo 10 titoli mondiali tra Melges 24, Melges 32, ILC 25, J24, IMS, ORC e Maxi; 7 titoli europei quasi tutti ottenuti nelle classi One Design e 16 titoli italiani. Due nomination all’ISAF Rolex World Sailor of the Year (2010-2011) e insignito del Timone d’Oro come velista italiano nel 2001 e 2011.

Pierluigi De Felice
Napoletano, conosciuto nel mondo della vela come “Pigiotto”, si affaccia ai livelli internazionali di questo sport come trimmer fra i ranghi di Mascalzone Latino, partecipando alle selezioni per la 31ma e 32ma America’s Cup. In seguito, finché è rimasta fra i partecipanti, ha continuato la ricerca della “Auld Mug” fra le fila di Luna Rossa Challenge. Nel frattempo, con varie classi di imbarcazioni, ha collezionato 8 titoli italiani oltre a 4 argenti e 3 bronzi in diversi campionati del mondo dedicati alle regate di flotta. Prestigioso inoltre il secondo posto nel 2011 al World Match Racing Tour.

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