Andrea Vallicelli l’architetto delle prime barche italiane di Coppa America allo Yacht Club Santo Stefano

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Venerdì sera 28 luglio presso Villa Cortesini sede dello Yacht Club Santo Stefano, che sorge sulla punta del Pozzarello a picco sul mare davanti alla quale si stende uno dei migliori campi di regata italiani, si è tenuta l’interessante conferenza del professor Andrea Vallicelli “AMERICA’S CUP – lo yacht design nelle sfide, tra miti e leggende” per soci e invitati. NAUTICA c’era con il comandante Daniele Busetto.

Andrea Vallicelli, architetto professore ordinario di Disegno Industriale presso la Facoltà di Architettura di Pescara e docente nel laboratorio di Tesi Interior design dell’abitare sostenibile, insegna al Master in Yacht Design del Politecnico di Milano ed è tra i fondatori e membro del Comitato Direttivo dell’associazione universitaria del design italiano “SI DESIGN”. Ha orientato la sua attività scientifica prevalentemente allo studio del rapporto tra innovazione tecnologica e sperimentazione progettuale con riferimento specifico agli ambiti tematici del disegno industriale. Ha disegnato numerose imbarcazioni da diporto realizzate in Europa ed in America tra cui: BRAVA del 1979 Azzurra nelle edizioni della America’s Cup del 1983 e del 1987, ORSA MAGGIORE nave scuola per la Marina Militare Italiana nel 1994; VIRTUELLE in collaborazione con Philippe Starck nel 2000 e tante altre. Ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti ed una rassegna dei suoi lavori è stata esposta nel Padiglione di Arte Contemporanea di Milano nell’ambito della mostra E’ Design nel 1983, nella mostra Car & Yacht Designer del Birdhouse Project ad Osaka in Giappone nel 2000, nella mostra delle PMI a Canton – Cina nel 2006 e nella mostra Sport Design in Creative Interaction a Jinan – Shandon sempre in Cina nel 2008.

L’illustre conferenziere ha affascinato il pubblico presente con la sua esposizione  sulla storia delle tipologie di barche nei quasi 170 anni “della regata delle regate”, serbatoio di innovazioni tecnologiche a partire dalla la famosa competizione attorno all’isola di Wight, vinta dalla goletta America che poi darà il nome al Trofeo – quello che adesso ci sembra vecchio era in realtà il nuovo di allora, e poi poco meno di un secolo fa l’impegno degli ingegneri a progettare e costruire i J Class più veloci possibile, per arrivare alle edizioni del dopoguerra dal 1958 al 1987 con monoscafi 12 metri S.I come Azzurra e successivamente dal 1992 al 2007 le barche IACC come Il Moro di Venezia, Luna Rossa, Mascalzone Latino e +39,  fino alle ultime sfide con i catamarani foil da AC 72 a AC 45  con vele alari, equipaggi dai riflessi dei Top Gun, timoni come il volante delle F1 pieni di comandi per assetti e regolazioni.

Infine l’architetto Vallicelli ha accennato ai contatti in corso tra il Royal New Zealand Yacht Squadron, vittorioso con Emirates Team New Zealand della 35^ America’s Cup e il Circolo della Vela Sicilia, Challenger of Record della XXXVI America’s Cup rappresentato dal team Luna Rossa, per stabilire il tipo di imbarcazione della prossima edizione. Tra i presenti qualche sospiro di nostalgia delle dimensioni e forme antiche, degli equipaggi numerosi, della antica tecnologia si è avvertito.

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