Brigitte Bardot a Porto Santo Stefano

Daniele Carnevali
Scritto da Daniele Carnevali

Si, giovedì scorso è arrivata Brigitte Bardot a Porto Santo Stefano e riparte  questo sabato, ma non è la famosa attrice bensì il mitico trimarano intercettore veloce che porta il suo nome della  SEA SHEPHERD, l’organizzazione internazionale senza fini di lucro fondata dal Capitano Paul Watson, famoso e rispettato leader nelle questioni ambientaliste,  la cui missione é quella di fermare la distruzione dell’habitat naturale e il massacro delle specie selvatiche negli oceani del mondo intero al fine di conservare e proteggere l’ecosistema e le differenti specie.

Tanti i visitatori che hanno avuto l’opportunità di salire a bordo, incontrare l’equipaggio internazionale e ricevere le informazioni sula futuristica imbarcazione e sull’organizzazione ambientalista. Ha reso omaggio alla nave e al suo capitano Daniele Busetto, il comandante scrittore di ARTEMARE che sta realizzando un lavoro per una importante testata per i 40 anni della SEA SHEPHERD che ricorrono quest’anno.

La M/V Brigitte Bardot, trimarano monoscafo stabilizzato lungo 35 metri e largo 14 metri, è la nave che nel 1998 ha stabilito il primato mondiale nel giro del mondo e può raggiungere velocità molto elevate. È entrata a far parte della flotta di SEA SHEPHERD nel 2010 con il nome di “Gojira” e livrea di colore nero e da quel momento non ha mai smesso di collezionare successi nelle moltissime campagne che l’hanno vista protagonista. Poco dopo è stata ribattezzata “Brigitte Bardot” e ridipinta in onore dell’omonima attrice e attivista che sostiene l’Organizzazione dalla sua nascita nel 1977. Il trimarano ha partecipato a tre campagne antartiche (Operazione No Compromise: 863 balene salvate e Operazione Divine Wind: 768 balene salvate e Operazione Zero Tolerance: 932 balene salvate), nel 2010 e nel 2011 ha pattugliato le acque delle Isole Faroe per proteggere i globicefali dal massacro conosciuto come Grind, nel 2012 è stata impegnata nel Pacifico del Sud, dove si è opposta alla mafia dello shark-finning la pratica illegale di tagliare le pinne degli squali vivi con Operazione Requiem, nelle acque del Guatemala nel 2013, su invito dello stesso governo per aiutarlo a combattere i bracconieri che minacciano le popolazioni di istioforidi a scopi commerciali e in molte altre zone del mondo a rischio bracconaggio, come Capo Verde, al largo delle coste del Senegal. Dal 2014 naviga e svolge le sue attività anche nel Mediterraneo, da ricordare l’Operazione Siracus per la protezione dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, in collaborazione con le autorità locali e l’Operazione Cap Roux che si è svolta in acque francesi a protezione dell’omonima riserva marina.

sull'autore

Daniele Carnevali

Daniele Carnevali

Classe ’81, giornalista professionista approdato nella redazione di Nautica nel 2003. Appassionato di barche a vela e a motore, nel tempo libero si diletta a veleggiare a bordo del suo Fireball.

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