CIRCOLI NAUTICI, SI CAMBIA

Nautica Editrice
Scritto da Nautica Editrice

Al via la possibilità di fare impresa

CIRCOLI NAUTICI, SI CAMBIA

Con l’anno nuovo arriva anche il “Pacchetto Sport” del ministro Luca Lotti, inserito nella legge del Bilancio (art. 1, comma 353 e seguenti), strutturato in 21 commi che mirano a sostenere e rilanciare l’attività sportiva. In particolare la nuova normativa consente alle società fino a oggi definite senza fini di lucro di fare impresa, attraverso sgravi fiscali e retribuzioni vantaggiose per vostri collaboratori. Una delle principali novità è infatti la nascita della “società dilettantistica lucrativa” (SDL) attraverso la quale le attività sportive dilettantistiche dei circoli nautici potranno essere esercitate con scopo di guadagno. Lo statuto deve contenere la dicitura “società sportiva dilettantistica lucrativa”, nell’oggetto sociale deve indicare lo svolgimento e l’organizzazione di attività dilettantistiche, deve prevedere il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive affiliate alla medesima federazione sportiva. La SDL beneficia dell’abbattimento del 50% dell’imponibile ai fini dell’imposta sui redditi sino a 200mila euro su base triennale e della riduzione dell’Iva al 10%. E’ prevista la presenza di almeno un direttore tecnico laureato in scienze motorie. I compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati dalle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI sono assimilati a quelli di lavoro dipendente e tutti i lavoratori dovranno essere iscritti all’Inps. Per questi ultimi l’area di esenzione fiscale dei compensi percepiti viene innalzata dai 7.500 ai 10.000 euro l’anno; le imposte si pagano al di sopra di questa soglia. A tutte le imprese è infine riconosciuto un contributo, sotto forma di credito d’imposta nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui, pari al 50% delle erogazioni liberali fino a 40.000 euro effettuate per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, anche se destinati a soggetti concessionari.Alle società sportive senza scopo di lucro (ASD), invece, continua ad applicarsi il regime fiscale contenuto nell’articolo 90 della legge 298 del 2000 e viene loro riservata la preferenzialità nelle procedure di concessione degli impianti sportivi pubblici.

LEGGE 27 dicembre 2017, n. 205 – “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”

ART. 1, COMMI 353-374

  1. A pena di nullita’, lo statuto delle societa’ sportive dilettantistiche con scopo di lucro deve contenere: a) nella denominazione o ragione sociale, la dicitura « societa’ sportiva dilettantistica lucrativa »; b) nell’oggetto o scopo sociale, lo svolgimento e l’organizzazione di attivita’ sportive dilettantistiche; c) il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre societa’ o associazioni sportive dilettantistiche affiliate alla medesima federazione sportiva o disciplina associata ovvero riconosciute da un ente di promozione sportiva nell’ambito della stessa disciplina; d) l’obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione dell’apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, la presenza di un « direttore tecnico » che sia in possesso del diploma ISEF o di laurea quadriennale in Scienze motorie o di laurea magistrale in Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attivita’ motorie (LM47) o in Scienze e tecniche delle attivita’ motorie preventive e adattate (LM67) o in Scienze e tecniche dello sport (LM68), ovvero in possesso della laurea triennale in Scienze motorie.

 

  1. L’imposta sul reddito delle societa’ e’ ridotta alla meta’ nei confronti delle societa’ sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI). L’agevolazione si applica nel rispetto delle condizioni e dei limiti del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis ».

 

  1. All’articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , nonche’ delle societa’ sportive dilettantistiche lucrative ». 357. Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 123) e’ inserito il seguente: «123-quater) servizi di carattere sportivo resi dalle societa’ sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI nei confronti di chi pratica l’attivita’ sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti da tali societa’ ».

 

  1. Le prestazioni di cui all’articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, individuate dal CONI ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

 

  1. I compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati da associazioni e societa’ sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI costituiscono redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. I compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati dalle societa’ sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’articolo 50 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986.

 

  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, i collaboratori coordinati e continuativi che prestano la loro opera in favore delle societa’ sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI sono iscritti, ai fini dell’assicurazione per l’invalidita’, la vecchiaia e i superstiti,al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo istituito presso l’INPS. Per i primi cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la contribuzione al predetto fondo pensioni e’ dovuta nei limiti del 50 per cento del compenso spettante al collaboratore. L’imponibile pensionistico e’ ridotto in misura equivalente. Nei confronti dei collaboratori di cui al presente comma non operano forme di assicurazione diverse da quella per l’invalidita’, la vecchiaia e i superstiti.

 

  1. All’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 24, le parole: « a tutte le societa’ e associazioni sportive » sono sostituite dalle seguenti: « in via preferenziale alle associazioni sportive dilettantistiche e alle societa’ sportive dilettantistiche senza scopo di lucro»; b) al comma 25, dopo la parola: « societa’ » sono inserite le seguenti: « sportive dilettantistiche senza scopo di lucro »; c) al comma 26, le parole: « a disposizione di societa’ e associazioni sportive dilettantistiche » sono sostituite dalle seguenti: « in via preferenziale a disposizione di societa’ sportive dilettantistiche senza scopo di lucro e associazioni sportive dilettantistiche ».

 

  1. Al fine di attribuire natura strutturale al Fondo «Sport e Periferie» di cui all’articolo 15, comma 1, del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9, e’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018, da iscrivere su apposita sezione del relativo capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, da trasferire al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le suddette risorse sono assegnate all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati i criteri e le modalita’ di gestione delle risorse assegnate all’Ufficio per lo sport, nel rispetto delle finalita’ individuate dall’articolo 15, comma 2, lettere a), b) e c), del medesimo decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9, facendo salve le procedure in corso.

 

  1. A tutte le imprese e’ riconosciuto un contributo, sotto forma di credito d’imposta, nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui, pari al 50 per cento delle erogazioni liberali in denaro fino a 40.000 euro effettuate nel corso dell’anno solare 2018 per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, ancorche’ destinati ai soggetti concessionari.

 

  1. Il credito d’imposta di cui al comma 363, riconosciuto nel limite complessivo di spesa pari a 10 milioni di euro, e’ utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, in tre quote annuali di pari importo e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive.

 

  1. I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali comunicano immediatamente all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri l’ammontare delle somme ricevute e la loro destinazione, provvedendo contestualmente a darne adeguata pubblicita’ attraverso l’utilizzo di mezzi informatici. Entro il 30 giugno di ogni anno successivo a quello dell’erogazione e fino all’ultimazione dei lavori di restauro o ristrutturazione, i soggetti beneficiari delle erogazioni comunicano altresi’ all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri lo stato di avanzamento dei lavori, anche mediante una rendicontazione delle modalita’ di utilizzo delle somme erogate. L’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri provvede all’attuazione del presente comma nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.
  2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le disposizioni applicative necessarie, anche al fine del rispetto del limite di spesa stabilito dal comma 364.

 

  1. Al comma 2 dell’articolo 69 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: « di cui alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 81 » sono sostituite dalle seguenti: « di cui alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 67 »; b) le parole: « 7.500 euro » sono sostituite dalle seguenti: « 10.000 euro ».

 

  1. All’articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo la lettera c) e’ aggiunta la seguente: «c-bis) per ciascun prestatore, per le attivita’ di cui al decreto del Ministro dell’interno 8 agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 23 agosto 2007, svolte nei confronti di ciascun utilizzatore di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91, a compensi di importo complessivo non superiore a 5.000 euro »; b) al comma 6, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente: «b-bis) le societa’ sportive di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91 »; c) al comma 10, le parole: « lettera a) » sono sostituite dalle seguenti: « lettere a) e b-bis) »; d) al comma 10, dopo la lettera c) e’ inserita la seguente: «c-bis) attivita’ di cui al decreto del Ministro dell’interno 8 agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 23 agosto 2007, limitatamente alle societa’ sportive di cui al comma 6, lettera b-bis), del presente articolo ».

 

  1. Al fine di sostenere il potenziamento del movimento sportivo italiano e’ istituito presso l’Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri un apposito fondo denominato « Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano », con una dotazione pari a 12 milioni di euro per l’anno 2018, a 7 milioni di euro per l’anno 2019, a 8,2 milioni di euro per l’anno 2020 e a 10,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021. Tali risorse sono destinate a finanziare progetti collegati a una delle seguenti finalita’: a) incentivare l’avviamento all’esercizio della pratica sportiva delle persone disabili mediante l’uso di ausili per lo sport; b) sostenere la realizzazione di eventi calcistici di rilevanza internazionale; c) sostenere la realizzazione di altri eventi sportivi di rilevanza internazionale; d) sostenere la maternita’ delle atlete non professioniste; e) garantire il diritto all’esercizio della pratica sportiva quale insopprimibile forma di svolgimento della personalita’ del minore, anche attraverso la realizzazione di campagne di sensibilizzazione; f) sostenere la realizzazione di eventi sportivi femminili di rilevanza nazionale e internazionale. L’utilizzo del fondo di cui al presente comma e’ disposto con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 28 febbraio di ciascun anno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati. Al fine di consentire il pieno ed effettivo esercizio del diritto alla pratica sportiva di cui alla lettera e), i minori cittadini di Paesi terzi, anche non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, laddove siano iscritti da almeno un anno a una qualsiasi classe dell’ordinamento scolastico italiano, possono essere tesserati presso societa’ o associazioni affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate o agli enti di promozione sportiva, anche paralimpici, senza alcun aggravio rispetto a quanto previsto per i cittadini italiani.

 

  1. L’importo che residua alla data del 1º gennaio 2018 della somma da destinare allo sport sociale e giovanile, di cui all’articolo 145, comma 13, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e’ utilizzato, ai medesimi fini indicati nella predetta disposizione, nel limite di 1 milione di euro all’anno, per la concessione da parte del CONI alle societa’ appartenenti alla Lega calcio professionistico che ne fanno richiesta: a) di un contributo annuo in forma capitaria pari a euro 5.000 e di un contributo annuo pari al 50 per cento della retribuzione minima pattuita tra le associazioni di categoria per ogni giovane di serie in addestramento tecnico e ogni giovane professionista di eta’ inferiore a 21 anni, come rispettivamente regolamentati dalla Federazione italiana giuoco calcio; b) di un contributo annuo pari al 30 per cento dei contributi dovuti alle gestioni previdenziali di competenza per ogni preparatore atletico. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentiti il CONI, la Federazione italiana giuoco calcio e la Lega calcio professionistico, sono definite le modalita’ di applicazione delle agevolazioni di cui al presente comma.

 

  1. Al fine di corrispondere il contributo italiano all’Agenzia mondiale antidoping (World Anti-doping Agency), e’ autorizzata l’ulteriore spesa di 1,2 milioni di euro per l’anno 2018 e di 850.000 euro a decorrere dall’anno 2019.

 

  1. Al fine di sostenere la promozione e l’esercizio della pratica sportiva in funzione del recupero dell’integrita’ psicofisica e del reinserimento sociale delle persone con disabilita’ da lavoro, l’INAIL trasferisce annualmente al Comitato italiano paralimpico (CIP) un importo pari a 3 milioni di euro per la realizzazione delle attivita’ ricomprese in piani quadriennali elaborati dall’INAIL, sentito il CIP. Il trasferimento e’ effettuato in due rate semestrali previa approvazione da parte dell’INAIL di apposita relazione predisposta dal CIP attestante la realizzazione delle attivita’ previste dai predetti piani nel periodo di riferimento. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede a carico del bilancio dell’INAIL, utilizzando le risorse gia’ destinate in via strutturale per la remunerazione delle attivita’ e dei servizi su base convenzionale, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

 

  1. E’ istituito presso il CONI, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, il Registro nazionale degli agenti sportivi, al quale deve essere iscritto, dietro pagamento di un’imposta di bollo annuale di 250 euro, il soggetto che, in forza di un incarico redatto in forma scritta, mette in relazione due o piu’ soggetti operanti nell’ambito di una disciplina sportiva riconosciuta dal CONI ai fini della conclusione di un contratto di prestazione sportiva di natura professionistica, del trasferimento di tale prestazione o del tesseramento presso una federazione sportiva professionistica. Puo’ iscriversi al suddetto registro il cittadino italiano o di altro Stato membro dell’Unione europea, nel pieno godimento dei diritti civili, che non abbia riportato condanne per delitti non colposi nell’ultimo quinquennio, in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado o equipollente, che abbia superato una prova abilitativa diretta ad accertarne l’idoneita’. E’ fatta salva la validita’ dei pregressi titoli abilitativi rilasciati prima del 31 marzo 2015. Agli sportivi professionisti e alle societa’ affiliate a una federazione sportiva professionistica e’ vietato avvalersi di soggetti non iscritti al Registro pena la nullita’ dei contratti, fatte salve le competenze professionali riconosciute per legge. Con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il CONI, sono definiti le modalita’ di svolgimento delle prove abilitative, la composizione e le funzioni delle commissioni giudicatrici, le modalita’ di tenuta e gli obblighi di aggiornamento del Registro, nonche’ i parametri per la determinazione dei compensi. Il CONI, con regolamento da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, disciplina i casi di incompatibilita’, fissando il consequenziale regime sanzionatorio sportivo.

 

  1. Al decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 166, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 1, comma 3, secondo periodo, le parole: « nella misura dell’1,2 per cento, di cui 0,60 per cento a carico del datore di lavoro e 0,60 per cento a carico del lavoratore » sono sostituite dalle seguenti: « nella misura dell’1,5 per cento, di cui 0,75 per cento a carico del datore di lavoro e 0,75 per cento a carico del lavoratore, e dal 1° gennaio 2020 nella misura del 3,1 per cento, di cui 1 per cento a carico del datore di lavoro e 2,1 per cento a carico del lavoratore »; b) all’articolo 1, comma 4, secondo periodo, le parole: « nella misura dell’1,2 per cento, di cui 0,60 per cento a carico del datore di lavoro e 0,60 per cento a carico del lavoratore » sono sostituite dalle seguenti: « nella misura dell’1,5 per cento, di cui 0,75 per cento a carico del datore di lavoro e 0,75 per cento a carico del lavoratore, e dal 1° gennaio 2020 nella misura del 3,1 per cento, di cui 1 per cento a carico del datore di lavoro e 2,1 per cento a carico del lavoratore »; c) all’articolo 3, comma 8, le parole: « ai fini del conseguimento dell’eta’ pensionabile previsto dall’articolo 1, comma 20, della citata legge n. 335 del 1995 » sono sostituite dalle seguenti: « ai fini del conseguimento del trattamento pensionistico ».

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.