A COMPOTEC l’aereo di James Bond per il terzo millennio

Nel corso della rassegna dedicata all’industria dei materiali compositi nel corso del convegno DESIGN E MATERIALI COMPOSITI è stato presentato il prototipo di aereo/elicottero realizzato da Agusta e Westland. Avrà propulsione elettrica ed è in grado di volare e immergersi. Carrara, 6 febbraio 2014 I materiali compositi rappresentano, per le loro caratteristiche di leggerezza durezza e molteplicità di usi, il presente ma, soprattutto, il futuro in tanti sep tori dell’industria. Lo conferma il numero e la qualità delle aziende che partecipano alla sesta edizione di Compotec, la prima fiera in Italia dedicata all’industria dei materiali compositi in corso a CarraraFiere che ha colto l’obiettivo di riunire produttori, distributori, industrie e università con istituti di ricerca e associazioni che si occupano di materiali compositi. La rassegna, che si rivolge a tutti i sep tori industriali in cui si usano materiali compositi con particolare attenzione alla nautica, al sep tore aerospaziale aeronautico e automobilistico è stata occasione per approfondire con il convegno DESIGN E MATERIALI COMPOSITI: LO STATO DELL’arte, le ultime frontiere di un sep tore che rappresenta il futuro in tutta la sua complessità. E l’appuntamento, coordinato da Decio Carugati scrittore giornalista, critico del design, non ha deluso le attese perché attraverso gli interventi che si sono susseguiti, ha dato l’immagine di un sep tore che, facendo ricerca, è in grado di coniugare l’innovazione con il design in maniera eccellente con soluzioni che riescono a far coesistere, all’interno di un progetto il design e l’utilizzo innovativo dei materiali compositi. Dopo il saluto del presidente di CarraraFiere, Fabio Felici, che ha sottolineato il valore di un salone che mette al centro ricerca e innovazione è arrivata la conferma della validità di Compotec con l’intervento di Michael Robinson (ED Design) che ha presentato Project Zero: di Agusta Westland, aereo a decollo verticale, scocca monoblocco di grafite il primo convertiplano 100% elettrico ad ala rotante senza pilota. Il velivolo che costituisce una rivoluzione nel mondo aereonautico ha un telaio in alluminio e la scocca in materiale composito. È lungo 8 metri e largo 14 ed è stato realizzato in tempi strettissimi in appena 12 mesi si è passati dalla presentazione del progetto alle prove vere e proprie. Ma ciò che inorgoglisce l’industria nazionale è il fatto che è stato sviluppato in centri di ricerca in Italia, Regno Unito, Usa e Giappone. Il Project Zero è un convertiplano completamente elettrico, con due rotori basculanti in grado di ruotare di 90 gradi e integrati nella fusoliera, che permettono di combinare la flessibilità dell’elicottero e le prestazioni dell’aereo. “è un velivolo che è nello stesso tempo elicottero e aereo e che può volare o inabissarsi – ha detto Michael Robinson nel suo applauditissimo intervento con il quale ha fornito numerosi dati sulla progettazione – e, proprio per queste caratteristiche è già all’attenzione dei produttori di 007”. Vedere il prossimo James Bond passare dalla mitica Aston Martin a un aereo/sommergibile sarà davvero spettacolare, ma sarà anche la dimostrazione che oggi, grazie ai nuovi materiali s’infrangono definitivamente non solo le rigidità d’impiego ma anche i limiti imposti alla progettazione. Di questi temi, con contributi apprezzatissimi si sono occupati nel corso del convegno, Marco Maiocchi del Politecnico di Milano con il suo prologo “Parcheggiare in cielo” seguito da Gianluigi Creonti (Crossfire), Marco Generali dello Studio V12 Design, Eliana Lorena: Storica del Design e Designer dei materiali e da Francesca Valan Insegnante di Progettazione del Colore. ” Ancora un’occasione davvero utile per dimostrare, attraverso esempi concreti che il design deve essere interprete dell’occasione tecnologica e, proprio grazie ai nuovi materiali, – ha sottolineato Decio Carugati concludendo i lavori – può ridare un senso compiuto all’interpretazione delle forme”. Dunque, ancora una volta, l’evento tecnico e commerciale, come Compotec, può avviare una riflessione importante sul futuro non solo dei materiali ma anche dello sviluppo scientifico e culturale.

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