Alfa Romeo Vince il Primo Round

26 dicembre 2009 Alfa Romeo di Neville Crichton ha vinto il primo round dello scontro tra i maxi in testa alla Rolex Sydney Hobart Yacht Race 2009, grazie all’ottima tattica utilizzata nella baia di Sydney alle andature portanti. Dopo la partenza al largo di Shark Island i concorrenti hanno affrontato un lato di due miglia nautiche sotto spinnaker con una brezza da sud ovest di 10 nodi; Alfa Romeo ha doppiato la prima boa di disimpegno all’altezza di Sydney Heads 30 secondi prima del 100 piedi Wild Oats XI (Bob Oatley), l’imbarcazione quasi gemella di Alfa Romeo progettata da Reichel/Pugh, con un vantaggio di altri 20 secondi sul Farr di 100 piedi inglese ICAP Leopard (Mike Slade). Questi tre forti maxi condotti magistralmente da equipaggi professionisti, sono i favoriti per la vittoria in tempo reale nella corsa verso il traguardo di Hobart, posizionato a 628 miglia nautiche dal via. Manovrare questi giganti yacht sotto spinnaker in mezzo alla flotta dei 100 partenti non è stata certo un’impresa facile. A un minuto dal via, Alfa Romeo è finita oltre la linea ed è stata costretta a rientrare dagli estremi per ripartire correttamente. Wild Oats XI ha dominato la partenza tallonata da ICAP Leopard, con una buona velocità e un’abile issata di spinnaker al centro della linea, che si estendeva su quasi tutta la baia. Alfa Romeo, partita verso la cosiddetta “pin end” della linea (l’estremità sinistra), ha allungato il passo ingaggiando Leopard da sottovento. Al largo di Watsons Bay, sul lato orientale della baia, Alfa ha strambato per prima in una zona di buona pressione di vento, seguita da Wild Oats XI e Leopard. Alfa ha poi strambato nuovamente per arrivare all’incrocio con mure a dritta, passando entrambe le rivali senza problemi e doppiando gli Heads con un netto distacco. Alfa ha conservato il suo vantaggio nel lasco di un miglio nautico per raggiungere la seconda boa di disimpegno, seguita in processione dagli altri maxi. Quando anche il resto della flotta si è diretto verso sud, stringendo al vento, si è formata un’altra processione. Il lato con mure a dritta su circa 155 gradi era senza dubbio quello più vantaggioso non solo per raggiungere Hobart, ma anche per entrare nel flusso favorevole della corrente orientale australiana; pertanto, virare su mure a sinistra verso la costa non era un’opzione valida per le barche dietro ad Alfa. Il quarto yacht a doppiare la seconda boa di disimpegno verso il mare aperto è stato l’altro maxi di 100 piedi Investec Loyal (Sean Langman), seguito dallo Judel/Vrolijk 72 inglese Ran (Niklas Zennstrom), uno dei favoriti per la vittoria della Tattersall’s Cup, il premio più importante della regata che viene assegnato al vincitore overall in tempo compensato IRC. Alle sue spalle sono sfilate in successione: Lahana (Peter Millard/John Horan), il Brett Bakewell-White 98, ex-Konica Minolta; Rapture, il performance cruiser americano di 100 piedi firmato Farr di Brook Lenfest; il Reichel/Pugh 62 Limit (Alan Brierty); il Simonis Voogd 90 YuuZoo di Ludde Ingvall, che vinse i line honours nel 2004; l’R/P 63 Loki (Stephen Ainsworth); l’R/P 55 Yendys (Geoff Ross) e il Farr 55 Living Doll (Michael Hiatt). Il Jones 98 Etihad Stadium (ex-Wild Thing) di Grant Wharington si è ritirato poco dopo la partenza a causa di problemi al rig. E’ stato quasi un miracolo il fatto che Etihad Stadium fosse riuscito a presentarsi sulla linea di partenza, dopo due sep timane di lavoro sfrenato da parte dell’equipaggio, alberai e rigger per sostituire l’albero che si era rotto durante il trasferimento da Melbourne. Per trasportare il nuovo albero via aerea dalla Francia a Sydney, è stato necessario tagliarlo in due. Ricostruito da un rig di riserva di Neville Crichton, l’albero è stato installato su Etihad Stadium appena in tempo per la partenza della Rolex Sydney Hobart, senza possibilità di testarlo sotto tela. Wharington ha spiegato che dieci minuti prima della partenza l’equipaggio si è accorto che non era possibile mantenere l’albero in linea. A causa dell’errato allineamento dei bozzelli delle volanti del vecchio rig, è stato impossibile mantenere la corretta tensione delle volanti fino a 15 tonnellate. “E’ stata una situazione molto complicata fin dall’inizio e tutto avrebbe dovuto funzionare al 100 per cento per poter raggiungere Hobart,” ha dichiarato Wharington. E’ stata un’impresa straordinaria essere riusciti ad arrivare fino a qui, ovviamente siamo amareggiati d’aver fallito per l’ultimo uno o due per cento. “Sono ovviamente deluso soprattutto per il mio team, poiché nelle ultime due sep timane una squadra di circa 50 persone ha lavorato duramente e ognuno ha dato il massimo. ” Un altro triste ritiro è stato quello dell’Inglis 39 She’s the Culprit (Todd Leary) di Hobart, che ha subito un grave danno allo scafo dopo una collisione con un altro concorrente (non ancora identificato) poco dopo la partenza. Stranamente per questo periodo dell’anno, a Sydney il giorno di Santo Stefano (il cosiddetto “Boxing Day”) è stato freddo e piovoso e di conseguenza la flotta degli spettatori è stata meno numerosa del solito. Un vantaggio indiscusso è stato il minor fastidio provocato dalle onde dei motoscafi, che spesso disturbano la flotta anche al di là della seconda boa di disimpegno, collocata al di fuori delle aree di controllo degli spettatori all’interno della baia. Cinque ore dopo la partenza, con il vento da sud ovest aumentato a 25 nodi e una fastidiosa onda corta, il sistema di rilevamento satellitare del Cruising Yacht Club of Australia mostrava Alfa Romeo ancora al comando con un vantaggio di un miglio su Wild Oats XI, a sua volta seguita da ICAP Leopard a due miglia di distanza. La flotta dei 100 iscritti alla Rolex Sydney Hobart (compresi i due yacht ufficialmente ritirati) include equipaggi provenienti da USA, Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Spagna, Olanda e Nuova Caledonia, oltre ad ogni stato australiano. Sito internet ufficiale della regata_ Per visionare la lista degli yacht iscritti collegatevi al sito www.rolexsydneyhobart.com

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