bannermercury

Carella Gioca d’Anticipo: Mondiale

Una “brutta” gara, per colpa di tre bandiere gialle, tenuta comunque sotto controllo dal pilota piacentino, che ha preceduto sul podio Thani Al Qamzi e Sami Selio – Il finlandese, relegando Chiappe in quarta posizione, ha tolto al francese le residue speranze di poter ancora competere per la corona: adesso sono troppi 22 punti di distacco quando manca solo la gara di Sharjah – Alex: “Dedicato agli uomini del mio team. Il futuro? Vivrò alla giornata, ma non voglio più smettere di vincere: è troppo bello” – Buon 6° posto per Cantando, ko gli ex campioni del mondo Gillman e Price ABU DHABI (Eau), venerdì 30 novembre – Alex Carella ancora Mondiale! In anticipo, come fanno solo i grandi. In bisaccia avete ancora aggettivi, quelli che magari pensavate di mettere da parte con il ritiro (dalla F1) di un certo Guido Cappellini? Allora tirateli fuori, lucidateli, magari dandogli una bella passata con il Sidol: è il loro momento. Ma non è facile trovare quello giusto, quello adatto al momento, perché, in questo weekend arabo che si gioca tra il giovedì e il venerdì, il 27enne pilota piacentino ha fatto di tutto per farvi e farci scovare un complimento da iperbole: pole, vittoria in gara e, appunto, titolo iridato numero due con una sola gara ancora in calendario, quella della prossima sep timana a Sharjah, sempre negli Emirati, ieri mattina insolitamente bagnati da una pioggerellina poco usuale da queste parti, dove il francese di Cina, Philippe Chiappe, e il ritrovato vichingo Sami Selio (scarse probabilità per il ragazzo di casa, Thani Al Qamzi) si contenderanno il secondo e il terzo posto del podio mondiale. A loro le briciole, dopo una (brutta) gara che Carella ha tenuto in pugno, da vero dominatore, dal primo all’ultimo secondo. Dal semaforo verde e, ancor di più, dopo le due ripartenze da bandiera gialla per gli incidenti (motoristici) che hanno tolto di bezzo, in una zona pericolosa del circuito, prima Philippe Tourre e poi il campione 2008 Jay Price. Tutto in discesa (ma ci sono le discese nel Goldo Persico?) il finale: in regime di bandiera gialla quando, per il capottamento di Youssef Al Rubayan, non si è neppure fatto in tempo a sostituire la boa andata distrutta. BATTICUORE “Giuro, non lo faccio apposta – sorride (finalmente!) Carella sotto la tenda del Team Qatar, coccolato da tanti amici e dalla fidanzata Morgane con un sorriso largo da qui alla Francia -, ma evidentemente sono uno che, se c’è da vincere un Mondiale, lo fa solo con un finale complicato. Ma mai per colpa mia! L’anno scorso per l’incidente provocato da Price, stavolta per le tante bandiere gialle e il finale in parata, tutti in fila indiana dietro la pace boat. Ma avevo la situazione sotto controllo”. Praticamente senza emozioni. “Esattamente il contrario – ci contraddice Alex – perché, se volete sentire, toccate qui: ancora adesso, a cerimonia della premiazione chiusa da un bel po’, ho il cuore che batte a mille all’ora. Sono emozionato, mica sono un robot (cominciavamo a pensarlo, in verità, ndr) e in gara, con tutte quelle interruzioni, ho fatto una fatica boia. In ogni ripartenza ci può essere sempre l’imprevisto, il tranello, la sfuriata dell’avversario. E’ andata bene, anche grazie all’aiutino di Sami”. Già, stavamo quasi per dimenticarlo. Carella ha fatto tutto quello che doveva (e di più che cosa si sarebbe proprio potuto inventare!), mentre Philippe Chiappe, sempre e comunque alla ricerca della prima vittoria di carriera, ha retto sino al giallo per Price poi, al nuovo verde, si è arreso al sorpasso di Sami Selio, quello (solo una coincidenza) che nel 2010 divenne campione grazie all’aiuto di Alex, allora suo compagno di squadra. Con Carella là davanti e 20 punti da portare in carniere, il quarto posto del francese, alle spalle di Al Qanzi (seconda posizione mai in discussione neppure per un attimo) e di Selio, valeva 9 punti. Troppo pochi, mentre un terzo posto, con 12 punti ancora a disposizione, avrebbe rimandato la battaglia per la corona all’appuntamento di Sharjah. Meglio così, possiamo fare i bagagli senza apprensione. DEDICA Siamo già alle dediche. Alex magari sorvolerebbe sulle cosa (è il campione del mondo più schivo della storia di tutti gli sport: dalle freccette alla… F1 motonautica, appunto) ma poi, sollecitato dal cronista rompiscatole, si lascia un pochettino andare: “L’anno scorso è stato facile, come avrei potuto non dedicare quel successo alla mia famiglia? Stavolta, allora, tocca agli uomini del mio team. Inutile star qui, adesso, a far nomi: tutti, ma proprio tutti, dal primo all’ultimo, sono stati fondamentali per la condivisione di questo secondo Mondiale. Su tutto una barca perfetta, splendida, senza il più piccolo dei problemi. Roba che io devo solo salirci su e guidarla, poi sembra che vada da sola”. Una vita (sportiva) in simbiosi, si dice così? Gli uomini del team, quelli che Alex chiama comunque ragazzi, del resto sapevano che il titolo sarebbe arrivato in anticipo. Sul catamarano numero 1, ben nascosta alla vista di tutti e alla faccia della scaramanzia, era già pronta la scritta “Again”. E’ bastato tirar via la striscia adesiva che la copriva e la festa ha potuto cominciare. Due volte campione del mondo, sulla scia di Renato Molinari, Fabrizio Bocca e Guido Cappellini, gli italiani che lo hanno preceduto sul gradino più alto del podio iridato, il futuro cosa regala? Carella non ci pensa su un attimo, stavolta: “Non dico, come si fa di solito, che non ho ancora capito cosa mi sta succedendo. Lo so, lo so. Ho lavorato per quello e lo confermo: vincere è proprio bello. Quando smetterò di farlo? Credo… mai! Beh, almeno ci provo, con la passione e la voglia di sempre. L’obiettivo? Viviamo giorno dopo giorno. Anzi, no: campionato del mondo dopo campionato del mondo”. E se ne va sorridendo. Strano, credeteci, vederlo così, ma qui, sull’acqua, su una barca c’è tutto il suo mondo. BRICIOLE Volete sapere altro della gara? Beh, tra le righe si è già detto quasi tutto. E quel “brutta gara” non era certo detto per colpa di Carella, ma dell’andamento rotto dalle tre bandiere gialle. Brutta è stata la giornata anche per i due ex campioni del mondo rientrati in gara per l’occasione. Scott Gillman si è addirittura ritirato dopo un solo giro, mentre Jay Price (già scattato dal fondo della griglia per aver sostituito il motore) ha trotterellato quasi sempre nella coda del gruppo, per alzare bandiera bianca anche lui alla tornata numero 11. Tra i nostri, mentre continua la risoluzione del Team Caudwell e di Ivan Brigada, qualche sorriso arriva per il Team Singha, con Valerio Lagiannella a ridosso della zona punti, e comunque non doppiato, mentre Francesco Cantando ha concluso con una buona sesta posizione. Non finiremo mai di ripeterlo: l’esperienza e la grinta del Franz meriterebbero qualche soddisfazione in più. Cercansi sponsor, ma in Italia quasi tutti sembrano aver chiuso bottega. Che peccato. Gran Premio di Abu Dhabi: 1. Carella (Ita, Team Qatar); 2. Al Qamzi (Eau, Abu Dhabi) a 2″84; 3. Selio (Fin, Mad Croc) a 5″92; 4. Chiappe (Fra, Ctic China) a 7″66; 5. Andersson (Sve, Sweden) a 9″39; 6. Cantando (Ita, Singha) a 11″50; 7. Stromoy (Nor, Nautica) a 13″30; 8. Rinker (Usa, Qatar) a 15″91; 9. Kourtsenovsky (Rus, Ctic China) a 17″48; 10. Benavente (Por, Atlantic) a 22″66; 11. Roms (Fin, Mad Croc) a 23″27; 12. Lagiannella (Ita, Singha) a 25″36; 13. Al Mansoori (Eau, Abu Dhabi) a 2 giri; 14. Brigada (Ita, Caudwell); 15. Osculati (Ita, Nautica); 16. Osculati (Ita, Nautica). Ritirati gli altri sep te concorrenti in gara. Mondiale (dopo cinque gare): 1. Carella (Ita, Team Qatar) punti 79; 2. Chiappe (Fra, Ctic China) 57; 3. Selio (Fin, Mad Croc) 53; 4. Al Hameli (Eau, Abu Dhabi) 50; 5. Al Qamzi (Eau, Abu Dhabi) 40; 6. Cantando (Ita, Singha) 26; 7. Andersson (Sve, Sweden) 17; 8. Kourtsenovsky (Rus, Ctic China) 13; 9. Al Rubayan (Kuw, Atlantic) 13; 10. Torrente (Usa, Qatar) 10; 11. Roms (Fin, Mad Croc) 7; 12. Lagiannella (Ita, Singha) 6; 13. Al Mansoori (Eau, Abu Dhabi) e Marit Stromoy (Nor, Nautica) 5; 15. Rinker (Usa, Qatar) e Benavente (Por, Atlantic) 3; 17. Tourre (Fra, Atlantic) e Al Shamlan (Qat, Qatar). Le gare ancora da disputare – GP degli Emirati II (Sharjah): 6-7 dicembre.

sull'autore

Nautica Editrice

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.