Ennesima Giornata No di “+39”

TRAPANI. K-Challenge e New Zealand le due avversarie, per “+39” due sconfitte che lasciano l’amaro in bocca soprattutto per la prima persa per un’avaria allo spinnaker (finito in acqua) proprio nel momento in cui Percy ed i suoi uomini avevano superato i francesi. Bella e combattuta è stata la seconda regata contro i neozelandesi, una battaglia a breve distanza. Con alla fine un distacco che è stato di soli 19 secondi. A bordo, nella regata contro i francesi, come 18′ c’era Giulia Ligresti, Vicepresidente di Fondiaria Sai, e nella seconda il comandate generale delle Capitanerie di porto, il gardesano (di Riva del Garda-Trento) Ammiraglio Luciano Dassatti. Combattutissima è stata la fase di pre partenza tra le due barche della flotta datate anno 2000. “Ita 59” che allora correva per i colori svizzeri (classificandosi ultima) e “Fra 60”, l’ex “Black Magic” che vinse l’edizione di quella Coppa con un netto 5-0 contro la prima “Luna Rossa”. Le due “vecchiette” della flotta vengono esaltate dai rispettivi timonieri, entrambi oro olimpico, Thierry Pepponet a Seoul nel 1988 (con il 4.70) e Iain Percy (a Sydney con il singolo Finn). Avvincente la fase di pre partenza. Entrambi gli skipper non vogliono mollare nulla. La differenza è di soli 2 secondi a favore dei francesi che riescono nel primo tratto a guadagnare il lato più favorevole. Il risultato è un paio di lunghezze in una bolina bellissima, tra le isole Egadi a fare da scenografia. Tutto sembra essere rimandato al lato in poppa. I francesi navigano con lo spinnaker, Percy, Walker e i siciliani di “+39” (Bruni e Leonardi) ad inseguire. Sembra essere tutto tranquillo quando lo spi dei transalpini si rompe. E’ sorpasso per “+39”. Ma sulla boa succede nuovamente di tutto: “+39” rompe l’overdrive (il sistema per velocizzare l’ammaina dello spinnaker) e K-Challenge ri-sorpassa navigando solo con la randa e inizia la bolina senza il fiocco. Prima del traguardo +39 subisce la rottura del tangone. A commentare i fatti è nuovamente Lorenzo Rizzardi, presidente di “+39”: “Come ho già detto più volte sono errori che vanno analizzati a mente fredda. E’ chiaro che c’è qualche problema nelle manovre con un po’ di vento e con le andature in poppa – dice Rizzardi – è anche vero che le condizioni incontrate nei vari allenamenti sono sempre state caratterizzate dai venti leggeri di Palermo e Valencia. Poi sono arrivate le regate in Spagna e poi in Svezia, troppo poco tempo per testare con le condizioni più estreme. Credo siano queste la maggiori difficoltà per il team esordienti in Coppa America. Trovarsi a navigare con barche lunghissime, pensanti, con carichi impressionanti, pochi parametri, in più con il nostro gruppo tutto di giovani che arrivano dalle classi olimpiche. Risolte le problematiche del pozzetto che conduce restano queste manovre da affinare, forse anche da capire meglio”. Bella e combattuta è stata la prova con “New Zealand”. I “Kiwi” scattano con 2 secondi di vantaggio. “+39” duella per tutti i lati. Il distacco va da due a tre lunghezze. Sulla prima boa lo svantaggio è di soli 18′ secondi. Saliranno a 32′ nella poppa dove “New Zealand” mostra tutta la sua potenza. Si riavvicinano i nostri con una serie di bellissime virate. 21′ secondi al termine della bolina e soli 19 secondi nell’ultima poppa con le due barche che arrivano sulla boa senza spinnaker per il vento leggermente girato al traverso. “Una bella regata – dice Rizzardi – a conferma che quando non si commettono errori si può battagliare al meglio ed in modo egregio anche con i top team”.

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