Explora di Nuovo in Antartide

La nave di ricerca dell’Ogs impegnata in una lunga spedizione scientifica Explora è di nuovo in viaggio. La nave di ricerca dell’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale (Ogs) ha lasciato il porto di Trieste pochi giorni fa per una nuova spedizione in Antartide, la decima. Dopo la campagna geofisico-oceanografica nel Mediterraneo, che ha impegnato ricercatori dell’Ogs e di istituti e università sia italiane che straniere dalla metà di giugno fino alla fine di ottobre scorso, la nave Explora è stata sottoposta ai lavori di manutenzione ordinaria per poter affrontare il nuovo viaggio. Ora l’attendono circa quaranta giorni di navigazione nell’Oceano Indiano, una sosta a Singapore e la rotta lungo le coste dell’Indonesia e dell’Australia occidentale sino ad Hobart, in Tasmania ove è previsto l’arrivo il 22 dicembre. Da lì, il 29 dicembre, avranno inizio le successive spedizioni alla volta del continente antartico. Tre sono i principali progetti di ricerca che impegneranno, per circa 120 giorni, i ricercatori e i tecnici a bordo. Il primo prevede lo studio della morfologia della calotta glaciale nel Mare di Ross, sino a 76° di latitudine sud e tra i 165 e 170° di longitudine est; il secondo una campagna geofisica a mare in corrispondenza delle Wilkes Lands sino a 66° di latitudine sud e tra 130 e 140° di longitudine est. Il terzo ha lo scopo di caratterizzare la placca antartica in prossimità della giunzione tripla di Macquarie e consentire quindi di comprendere i rapporti reciproci tra le tre placche crostali dell’Antartide, Pacifica e Australiana che convergono in quest’area che si spinge sino al 64° di latitudine sud ei i 165° di longitudine est. “È il più lungo programma di ricerca in Antartide sinora effettuato con l’Explora, che resterà nel continente fino alla fine di aprile quando l’inverno australe sarà ormai alle porte” spiega Riccardo Ramella, direttore del dipartimento di Sviluppo e ricerca delle tecnologie marine dell’Ogs. Responsabile della missione a bordo è Maurizio Grossi, affiancato dai tecnici addetti alle apparecchiature scientifiche che supportano i ricercatori responsabili scientifici dei progetti; dodici persone in tutto per ciascun progetto, che grazie a una turnazione su 24 ore garantiranno l’acquisizione dei dati (sismici, acustici, batimetrici, gravimetrici, magnetometrici, prelievi di campioni del fondo mare e ocenografici) notte e giorno. “Si tratta di un lavoro di equipe molto delicato frutto di un’organizzazione dettagliata, per poter portare a casa una buona mole di dati e di elevata qualità” spiega Grossi. Dopo la partenza del 29 dicembre per la prima “discesa” verso il Mare di Ross, il rientro nel porto di Hobart, base di tutta l’operazione, avverrà per altre due volte, il 18 febbraio e il 2 marzo prima della conclusione definitiva dell’intera Campagna prevista per il 24 aprile del 2006. Subito dopo il rientro in Italia, a Trieste, dove l’Explora è attesa alla metà di maggio, pronta a ripartire poco dopo per altri tre mesi di attività scientifica in Mediterraneo.

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.