FLOATING LIFE 2016 CAPTAIN’S MEETING

-Due giorni di discussioni con i comandanti di super-yacht 

-Dalla sicurezza alla maggiore consapevolezza attorno ai “Manila Amendments 2010”, alla tassazione e rappresentanza fiscale
-Support vessel, una nuova tendenza nel mercato superyacht?

Il 17 e 18 Marzo 2016 Floating Life ha organizzato la seconda edizione del Floating Life Captains’ Meeting. 30 comandanti di superyacht, appartenenti alla flotta Floating Life e non solo, si sono ritrovati per discutere insieme di questioni chiave che ruotano attorno alla sicurezza degli operatori del sep tore nautico.

Tralasciando le minuzie della miriade di norme e regolamenti a cui ogni superyacht deve attenersi, le discussioni si sono incentrate principalmente sulla minimizzazione del rischio attraverso un focus sulle persone, piuttosto che sullo yacht stesso.

Enrico Ursomando – RINA Maritime Office Training Manager – invitato alla manifestazione, ha esposto ai delegati come circa l’80% degli incidenti sono il risultato di un errore umano, sia esso la stanchezza o la mancanza di qualifiche.

Andrea Pezzini – CEO di Floating Life –  ha contestato questa affermazione con il suo punto di vista, suggerendo che l’errore umano può verificarsi in qualsiasi momento della vita di uno yacht, dalla sua creazione nel cantiere fino alla sua eventuale scomparsa.

Durante il primo giorno di meeting è emersa l’importanza della consapevolezza e dei rapporti di lavoro per la minimizzazione del rischio. Ad oggi l’auditing sta usurpando l’importanza delle survey; mentre quest’ultime hanno ancora un ruolo fondamentale nel garantire che l’hardware di un superyacht sia sempre all’altezza. L’auditing è tornato alla ribalta a causa della priorità che viene data all’evidenziare e contenere l’errore umano.
Ursomando ha spiegato il concetto di “Mente – procedure – documenti,” sottolineando che l’esperienza, la consapevolezza e la capacità di adattamento devono essere alla base delle procedure di sicurezza, e i documenti ne rappresentano la prova. Con questa citazione i delegati hanno iniziato ad esplorare l’importanza del rapporto tra il comandante e lo yacht manager – un rapporto che non è sempre stato adeguato. “Se lo yacht manager ha un buon rapporto con il comandante, quando un superyacht incontra condizioni di pericolo, questo può essere di grande aiuto” –  riferisce Andrea Pezzini.

Nel secondo giorno le discussioni si sono spostate verso i Manila Amendments 2010, la tassazione e la rappresentanza fiscale. Gli emendamenti di Manila, entrati in vigore nel 2012, con un periodo transitorio di cinque anni, sono stati creati al fine di garantire standard globali e saranno messi in atto per formare e certificare chi lavora in mare. 

Anche le principali compagnie di trasporto e petrolifere devono conformarsi a partire dal 1° gennaio 2017. 
Data la mancanza di scuole qualificate in grado di rilasciare la certificazione aggiornata – il personale dei superyacht sta riscontrando grandi difficoltà ad ottenere la certificazione, a causa di un eccesso di iscrizione ai corsi necessari. Le grandi aziende hanno prenotato tutti gli spazi disponibili al fine di garantire una forza lavoro certificata. L’IMO afferma che non ci sarà alcuna ulteriore estensione – oltre al già confermato periodo di transizione di cinque anni.

Maggiori info sui Manila Amendments 2010
I 2010 Manila Emendamenti allo “STCW Convention and Code” sono stati adottati il 25 Giugno 2010 facendo una revisione della esistente STCW Convention and Code.
Dal febbraio 2017 in poi, chi lavora in mare dovrà rispettare tutti gli emendamenti del 2010. Questi hanno lo scopo di aggiornare STCW Convention and Code con gli sviluppi attuali, portando ad un certo numero di cambiamenti importanti, tra cui:
-pratiche fraudolente associate al “Certificate of Competency”
-nuovi requisiti di certificazione per tutti i marittimi
-nuovi requisiti relativi alla formazione in tecnologie moderne come carte elettroniche e sistemi di informazione (ECDIS)
-nuovi requisiti per la formazione alla sensibilizzazione dei marittimi

Support vessel, la nuova tendenza per il prossimo decennio?
Il primo giorno del Floating Life Captain’s meeting ha visto anche la presentazione di Filippo Rossi,appena nominato Responsabile Sales&Marketing per Lynx Yachts, circa la nuova tendenza delle barche d’appoggio o support vessel. Imbarcazioni create con lo scopo di accompagnare la mother ship, fornendo ulteriore spazio di stoccaggio, svolgendo il ruolo di tender di grandi dimensioni, di lavanderia e stireria, base per tutti I sea toys, elicotteri, etc; o come imbarcazione ausiliaria per barche da regata. Grazie ai support vessel si raddoppia, se non triplica, lo spazio a disposizione dei proprietari, permettendo loro di portare con sé tutto ciò che desiderano avere a disposizione durante la loro vacanza, compresa l’auto preferita o un elicottero.
A seconda della configurazione e del suo utilizzo finale, una barca d’appoggio può anche significare maggiore spazio per gli ospiti o la possibilità di includere, ad esempio, una cucina professionale, una spa o una palestra.
I vantaggi di possedere un support vessel, vanno dunque al di là della semplice “estensione del beach club”. Un support vessel offre un enorme risparmio di spazio quando si costruisce un nuovo yacht. Questo può benissimo portare alla riduzione delle dimensioni della mother ship, che a sua volta implica costi di realizzazione e di gestione ancora più bassi, come ad esempio il minor numero di membri dell’equipaggio. 
È questo ciò che si può definire una nuova tendenza?

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