GIUSEPPE NOTARBARTOLO DI SCIARA, PRESIDENTE ONORARIO DI TETHYS, RICEVE IL PREMIO ALLA CARRIERA “UNA VITA PER IL MARE” E AVVERTE “PER SALVARE I CETACEI CI VOGLIONO AZIONI CONCRETE: PAROLE E BUONE INTENZIONI NON BASTANO” In occasione della 10ma edizione de “Il Mare a Milano”, tenutasi all’Acquario Civico, Giuseppe Notarbartolo di Sciara, biologo marino di chiara fama, ha ricevuto il Premio alla Carriera Una vita per il Mare. “Questo premio – ha detto – mi fa molto piacere, ma per chi si occupa di tutela del mare la battaglia è appena cominciata”. Se da un lato il grande pubblico e le istituzioni sono sempre più sensibili nei confronti della conservazione del mare e dei suoi abitanti, e vi è un crescente consenso verso la creazione di aree marine protette – è purtroppo vero per gli animali poco è cambiato. Per esempio, le minacce per balene e delfini si fanno sempre più acute, e lo stato di salute dei cetacei del Mediterraneo è fonte di crescente preoccupazione. “Una gestione sostenibile delle risorse marine – ha detto Notarbartolo, Presidente onorario dell’Istituto Tethys nonché suo fondatore – è interesse di tutti, pescatori compresi, ma si tratta di un obiettivo molto difficile da raggiungere per via di interessi economici e di poteri “forti” che competono con il buon senso, con le regolamentazioni internazionali, e con gli impegni sottoscritti dall’Italia, tra i quali l’Accordo ACCOBAMS per la conservazione dei cetacei del Mediterraneo e Mar Nero”. La situazione che emerge dalle ricerche svolte dall’Istituto Tethys e da altre organizzazioni scientifiche è preoccupante: il depauperamento delle risorse ittiche ha decimato i grandi predatori marini, tra cui tonni, pesci spada e delfini comuni; i forti rumori delle esplosioni sottomarine, dei sonar militari e dei lavori di cantiere creano problemi e disorientamento; il traffico marittimo veloce è un grave pericolo per i grandi cetacei, che restano spesso vittime di collisioni; le sostanze tossiche che versiamo in mare si accumulano nei tessuti degli animali causando gravi danni. “Le soluzioni – ha detto Notarbartolo di Sciara – ci sono e sono molte, ma è necessario rimboccarsi le maniche affinché i buoni propositi non restino lettera morta, ed essere determinati ad adoperarsi fintanto che non si registra un effettivo beneficio per gli animali e per l’ambiente”. Passare insomma dalla buona legislazione, e qui in molti casi è stato fatto gran parte di quello che si poteva fare, alla buona gestione. “Bisogna coinvolgere il pubblico e fare in modo che tutti si sentano coinvolti in questo grande progetto di risanamento – ha aggiunto – e far capire che un ambiente sano rappresenta un valore e una necessità, non un lusso”. Notarbartolo di Sciara è rimasto affascinato dai cetacei dai tempi della sua laurea e ha partecipato a moltissimi progetti di ricerca in tutto il mondo, dando un prezioso contributo e acquisendo professionalità e competenza in materia. Ma, sostiene, “il primo amore non si scorda mai” e dal punto di vista affettivo resta molto legato all’Istituto Tethys, da lui fondato 20 anni fa. “Tethys – ha detto Notarbartolo – è per me fonte di grande soddisfazione perché è stata una scommessa vinta: dopo tanti anni dalla sua fondazione genera conoscenze, forma nuovi ricercatori e fornisce dati importantissimi per la tutela dei delfini e delle balene del Mediterraneo”.