Handicap e Vela

L’esperienza del lago di Garda raccontata a “Navigando-2004” E’ in programma a Salò e Gargnano, lungo la Riviera dei Limoni, il 24 e 25 aprile. L’organizzazione curata dal CV Gargnano, Canottieri Garda, Riviera dei Limoni con il patrocinio di Regione Lombardia ed Assessorato allo Sport del Comune di Salò SALO’ (BRESCIA). Diversamente abili e vela è un tema di grande attualità, almeno lungo le rive del più grande e navigato lago d’Italia. Stiamo parlando del Garda dove si è sempre sperimentato qualcosa di nuovo. Quella che i grandi skipper olimpici e oceanici considerano la palestra ideale è da sempre un vero e proprio laboratorio. Una sorta di “Silicon Valley” delllo yachting , dove, l’uomo, lo sportivo, il maestro d’ascia hanno assunto- comunque- il ruolo primario. Potremmo raccontarvi all’infinito il perchè di tutto questo. Partendo dalle flotte olimpiche che sulle acque gardesane sono state collaudate e scelte. Alle nuove tecnologie d’avanguardia, testate grazie alla pattuglia della classe libera che, apparentemente senza regole, ma non è così, si sfidano da 54 anni nella Centomiglia, la gara più famosa e titolata. Negli anni ’90 c’è chi vuole far veleggiare i diversamente abili. La vela come momento di aggregazione, molto spesso terapia. A Gargnano si inizia con i non vedenti del progetto Homerus. Nel golfo di Salò si provano i 2.4 telecomandati dello Yacht Club Romagna, legati alla sperimentazione di Telethon. Nel lembo trentino, al Circolo Vela Torbole, si allenano gli azzurri di Atene 2004. Sulla sponda veneta nasce “Eos la vela per tutti”, idea voluta da Michele Dusi con la collaborazione dell’Ospedale veneto di Negrar, poi di Malcesine e l’Asl di Bussolengo, i futuri insegnanti di Scienze Motorie dell’Università di Verona. Sempre nel basso lago nasce “Hyak” con i malati mentali dell’Asl di Desenzano-Salò. A Padenghe un progettista del valore di Umberto Felci, padre di velocissime carene, elabora grazie al contributo del Rotary International, il nuovo “2.4”, la carena a formula delle Paralympiadi. Nel sep tembre 2002 un Garda, ricco di sole e vento, ospita il 5′ Campionato del mondo di vela della Bsi, la Blind Sailing International, manifestazione che approda in Italia dopo le capitali della vela internazionale: Nuova Zelanda, Australia, Usa ed Inghilterra. Ed a vincere, nel gruppo dei B1, il massimo handicap visivo, sono due skipper di casa: Gigi Bertanza e Raoul Pietrobon. E ogni anno, in occasione del meeting di “Navigando nel grande mare della solidarietà” chi opera in questo mondo si ritrova. La prossima primavera sarà l’ottava volta, tutte le esperienze italiane che sono passate da qui. La cultura della Nave di Carta che viaggia con la barca della comunità di Exodus di Don Mazzi, il 15 metri “Bamboo”, i “Matti per la vela” di Genova, le “Vele senza frontiere di La Spezia”, le “Vele insieme” dello Yacht Club di Milano che prima hanno censito tutti i porti acesssibili e poi ha portato in barca i ragazzi della fondazione Don Gnocchi, tante altre realtà legate al mondo del volontariato. Giovanni Soldini che costruì una delle sue prime barche all’interno della Comunità di Saman. L’anno scorso il gruppo bresciano di Ben Leva, On lus che lavora nella riabilitazione per i traumatizzati sui luoghi di lavoro. Ogni volta è una storia nuova, una battaglia vinta grazie alla vela e all’aggregazione di un equipaggio che naviga. L’edizione 2004 di “Navigando” si svolgerà a Salò e Gargnano il 23-24-25 aprile grazie alla Regione Lombardia, dell’Assessorato allo sport del Comune di Salò, del Circolo Vela Gargnano e la collaborazione della Società Canottieri Garda e della Riviera dei Limoni.

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