Il Leone di Caprera Torna a Milano

La piccola baleniera protagonista della traversata oceanica compiuta nel XIX secolo da tre coraggiosi marinai italiani torna a Milano dopo il restauro conservativo-museale realizzato da A.R.I.E. per le celebrazioni del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia Il Leone di Caprera sarà esposto al pubblico nell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II dal 16 al 22 marzo. Dal 22 marzo fino al 30 aprile sarà possibile ammirarlo in Largo Cairoli sotto al monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi Milano, 1 marzo 2011. Il Leone di Caprera torna finalmente a Milano dopo 16 anni di assenza. La piccola baleniera, di proprietà del Comune di Milano, Civiche Raccolte Storiche Museo del Risorgimento, è stata protagonista nel 1880 di una memorabile traversata oceanica dall’Uruguay all’Italia condotta solo grazie al coraggio di tre eroici marinai italiani: Vincenzo Fondacaro di Bagnara Calabra, Pietro Troccoli di Marina di Camerota e Orlando Grassoni di Ancona. “I giornali stranieri sono pieni di ammirazione per l’intraprendenza dei nostri marinai che hanno compiuto un viaggio meraviglioso sopra un guscio di noce… Che viaggio! Tutto a vela! Con soli tre uomini a bordo! Americani, inglesi, francesi sono sbalorditi di un simile Tour de force!”. Così commentò, alcuni giorni dopo l’arrivo, la celebre rivista Illustrazione italiana del 27 febbraio 1881. Partito il 3 ottobre 1880 da Montevideo (Uruguay), il Leone di Caprera è la piccola imbarcazione a vela di soli 9 metri che fu capace di una straordinaria traversata oceanica giungendo, dopo oltre tre mesi di navigazione e infinite difficoltà, alle isole di Las Palmas (Gran Canaria). Il 9 giugno 1881 la barca arrivò in Italia, approdando definitivamente a Livorno. Il curioso nome che porta è un omaggio che Vincenzo Fondacaro, Comandante della spedizione e ideatore dell’impresa, fece all’Eroe dei due Mondi. Oggi, dopo i lavori di restauro curati da A.R.I.E. (Associazione per il Recupero delle Imbarcazioni d’Epoca) e dopo il varo museale che l’Associazione ha organizzato a Livorno il 9 giugno 2009, il piccolo “guscio di noce” torna da protagonista a Milano per i 150 Anni dell’Unità d’Italia, fulgido esempio di coraggio, perizia marinara e radicati ideali patriottici. Serena Galvani, presidente di A.R.I.E., ricercatrice storica e pronipote dello scienziato Luigi Galvani, ha capitanato con lealtà e successo la missione che Vincenzo Fondacaro ha voluto lasciare in eredità a chi come lui, motivato da grandi ideali, avrebbe potuto esaudire il suo sogno: far riconoscere ai propri connazionali la valenza di un’impresa portata a termine con sacrificio, abnegazione e indiscutibile amor patrio. Impegnata per oltre dieci anni nelle operazioni prima di recupero e poi di restauro del Leone di Caprera, Serena Galvani afferma con entusiasmo: “Il progetto ha inteso riscattare una memoria storica d’eccellenza poco conosciuta che ha reso orgogliosa la storia della Marineria italiana. Dedico gran parte della mia vita alla salvaguardia delle imbarcazioni di valore storico, battendomi con l’associazione A.R.I.E. per i loro restauri filologici e perché la collettività possa riconoscere e conservare la memoria delle loro incredibili storie.” Il restauro del Leone di Caprera ha beneficiato dell’alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali conferiti ad A.R.I.E. per il recupero di un bene storico unico al mondo e il Presidente della Repubblica Italiana, On. Giorgio Napolitano, ha testimoniato con una lettera indirizzata ad A.R.I.E. il suo appoggio e sostegno all’operazione di ripristino del cimelio. Il progetto di restauro museale, concepito e promosso da A.R.I.E. con i fondi concessi al Comune di Camerota dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha preso il via il 23 marzo 2007 con il trasporto dell’imbarcazione dalla grotta di Lentiscelle (Marina di Camerota), dove era ricoverata dal 1995, a Livorno per l’inizio dei lavori di restauro. Gli interventi di restauro conservativo-museale sono stati effettuati sotto la direzione del Comitato tecnico-scientifico di A.R.I.E. presieduto da Stefano Faggioni dello Studio Faggioni Yacht Design di La Spezia che, con tutta la propria perizia, ha seguito e diretto le delicate fasi di restauro del cimelio svoltosi presso il cantiere ‘Old Fashioned Boats’ di Francesco Crabuzza. Un ringraziamento particolare va al Comando Generale della Guardia di Finanza che ha curato in tutte le sue fasi l’impegnativo recupero del Leone e il suo trasferimento in sicurezza da Marina di Camerota a Livorno e a La Spezia e che seguirà anche quello da Livorno a Milano per le Celebrazioni dell’Unità d’Italia. Sensibile all’importanza storico culturale del Leone di Caprera, segno tangibile delle capacità marinare dei tre italiani, la Guardia di Finanza, che su questi temi collabora da tempo con A.R.I.E., non solo ha impiegato il personale specializzato del Comparto Navale per i trasporti, ma ha dato anche fattivo contributo a tutte le diverse fasi dell’operazione finalizzata al restauro museale del Leone di Caprera. Da sottolineare infine il contributo della Prof.ssa Silvia Piardi e del Prof. Gabriele Guidi, docenti del Politecnico di Milano che, attenti allo studio delle radici culturali da cui la nautica moderna trae oggi felice ispirazione, si sono occupati con i loro studenti della fase di rilievo digitale e ridisegno dell’imbarcazione.

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.